Invito ad Intervenire

APPELLO PROPOSTE DI INTERVENTO NELLE SESSIONI SIMULTANEE

XV CONVEGNO DELLA SCUOLA LACANIANA DI PSICOANALISI

"Usi della diagnosi nella cura psicoanalitica.

Posizione del soggetto e clinica dei Nomi del Padre"

TORINO, 27 e 28 maggio 2017

 

 

Fino al 5 marzo 2017 è possibile inviare una proposta di intervento per le sessioni simultanee del nostro Convegno Nazionale. Dovrà trattarsi di contributi clinici nella forma di un testo non superiore alle 8.000 battute (spazi inclusi), da inviare all'indirizzo della presidente: salbol.salbol@gmail.com

 

Discutere sulla diagnosi, per noi, non può infatti prescindere dalla specificità di quello che la diagnosi è per la psicoanalisi e dall'uso che ne facciamo nella conduzione della cura. Inoltre, l'ultimissimo insegnamento di Lacan ci consente nuovi apporti in relazione alla diagnosi, aprendo la strada ad una lettura delle posizioni dei soggetti come altrettanti "inclassificabili".

 

La questione della diagnosi accompagna l'invenzione e lo sviluppo della psicoanalisi fin dalle prime opere di Freud. La sua mira, fin dall'inizio, non è descrittiva e non è neppure terapeutica, ma è quella di costruire delle ipotesi sul funzionamento psichico in grado di rendere conto di tutti i fenomeni psichici che si incontrano nella clinica. E lungo questa via giungerà molto presto a considerare che la psicopatologia coincide con la psicopatologia della vita quotidiana, cancellando in tal modo il confine fra cosiddetta patologia e cosiddetta normalità, e situando pertanto la diagnosi in un ambito del tutto diverso da ogni discorso che lo aveva preceduto.

 

La diagnosi, ci insegna già Freud, per l'analista non può prescindere dal discorso del soggetto e dal modo con cui, in questo discorso, il soggetto situa quel partner speciale che è l'analista, che viene così incluso nel sintomo. La diagnosi, in psicoanalisi, è dunque diagnosi sotto transfert.

 

Sarà Jacques Lacan che consentirà di leggere con precisione la logica che Freud ci aveva trasmesso, utilizzando gli strumenti che lo strutturalismo gli offriva per ordinare le scoperte freudiane, e ponendo il Nome del Padre quale principio organizzatore che distingue le diverse strutture, al di là della fenomenologia che queste possono presentare. E successivamente, con la pluralizzazione dei Nomi del Padre, avanzerà nella direzione di considerare che esistono diverse modalità di annodamento sintomatiche, tante quante sono le posizioni dei soggetti, spingendo fino alle sue estreme conseguenze l'assoluta unicità e la non riducibilità a qualsivoglia categoria dell'essere parlante, come le testimonianze di passe ci mostrano.

 

La costruzione e l'uso della diagnosi nella conduzione della cura; la dimensione del transfert; l'apporto della clinica borromea nella clinica contemporanea, rispetto ai cosiddetti "nuovi sintomi", all'adolescenza e all'infanzia, alle psicosi dette ordinarie, alle modalità con cui oggi si presentano l'isteria e la nevosi ossessiva; la singolarità della posizione del soggetto, sono altrettanti temi che potranno essere illustrati attraverso i casi clinici da proporre nelle sale simultanee.

 

Paola Bolgiani

Presidente SLP

Invito ad Intervenire