CONSIDERAZIONI SUL XIII CONVEGNO NAZIONALE DELLA SLP DOPO RAVENNA. Domenico Cosenza

 
Il XIII Convegno nazionale della SLP, AVERE UN CORPO CHE PARLA. Emergenze del corpo nell’esperienza psicoanalitica, è alle nostre spalle da una settimana. Siamo ora nella condizione di poter fare  un primo bilancio effettivo dell’evento annuale più importante della nostra comunità analitica italiana. 330 persone sono venute a Ravenna, città in cui è stato realizzato il 30 e 31 maggio,  e vi hanno partecipato. E’ molto per la nostra comunità della SLP, tenendo conto del fatto che la città di Ravenna non è così facilmente raggiungibile, soprattutto per coloro che arrivano da lontano. Solo tre anni fa a Milano non eravamo riusciti a convocare così tanti colleghi per il nostro Convegno nazionale.    E’ il segno che qualcosa sta prendendo corpo nella nostra Scuola, e che la sua capacità di convocazione negli ultimi anni è gradatamente aumentata. 
  Il Convegno di Ravenna è stato un evento di Scuola molto riuscito, sotto più profili.    In primo luogo per il livello dei suoi interventi. Impegnati ad affrontare un tema che ci prepara al Convegno AMP di Rio, abbiamo inscritto il nostro lavoro nel contesto del dibattito della nostra comunità internazionale di appartenenza, presentando dei contributi originali che problematizzano la clinica del corpo parlante e del parlessere avanzata nell’ultimo insegnamento di Lacan – soprattutto alla luce del Seminario “Il Sinthomo” e degli scritti coevi e successivi – mettendola in dialettica con l’esperienza delle forme contemporanee del disagio della Civiltà.
Un aggiornamento dei nostri punti di riferimento è stato avviato, seguendo l’indicazione data da Jacques-Alain Miller nella sua presentazione del prossimo Congresso dell’AMP, attorno al tema del corpo in analisi, in un arco complesso di esperienza che va dall’isteria contemporanea e le sue forme fino al fenomeno psicosomatico. Il rapporto tra psicoanalisi e medicina nelle coordinate d’inquadramento offerteci da Lacan è stato, in questo quadro, ripreso e riattualizzato.
In secondo luogo, il Convegno di Ravenna è stato l’occasione per la prima testimonianza di passe della nostra nuova AE italiana, Antonella Del Monaco di Rimini. Grazie a lei l’insegnamento sulla passe in Italia può riaprirsi, e sarà compito della Scuola sostenerne lo sviluppo e favorirne la propagazione anche nelle sedi cittadine della SLP.
In terzo luogo, l’aggiornamento della forma-convegno, la cui esigenza era stata sottolineata da Jacques-Alain Miller a proposito dei convegni nazionali delle Scuole del Campo Freudiano. Senza stravolgere in modo radicale l’impianto dei lavori a cui siamo abituati, tuttavia il Convegno di Ravenna ha fatto compenetrare in modo più sensibile il nostro stile di trasmissione con l’esperienza della parola, della voce e del corpo sulla scena, grazie al contributo essenziale offertoci dall’attrice teatrale Chiara Guidi nella recita del canto dei suicidi di Dante (ci ha fatto percepire il corpo “inalberato” ma parlante di Pier Della Vigna, primo ministro di Federico II morto suicida e trasformato in albero nell’Inferno, grazie alla sua voce ma anche ai suoni ed ai rumori   virtuosistici del violoncellista  Francesco Guerri). Svolgendosi il Convegno all’interno di un teatro (che in epoche antiche era stata una chiesa), ciò ha dato un’atmosfera del tutto singolare e particolarmente evocativa ad esso, contribuendo a renderlo più vivo.
In quarto luogo, l’organizzazione delle attività congressuali, che è risultata per i partecipanti semplice e fluida, favorita dalla piacevolezza e fruibilità della città di Ravenna, e soprattutto grazie al grande lavoro del gruppo organizzativo coordinato da Raffaele Calabria, che ha reso davvero scorrevole ogni aspetto della vita congressuale ai colleghi venuti a parteciparvi.
In quinto luogo, una gradevole e viva affectio societatis, forse come mai prima ci era accaduto di percepire in un Convegno della Scuola. Anche l’Assemblea, a cui per la prima volta sono stati invitati ad assistere come uditori i Partecipanti iscritti alla Scuola, è stato un momento di scambio autentico e dialettico su aspetti importanti della vita della Scuola, in cui posizioni diverse hanno potuto confrontarsi apertamente, ma con spirito costruttivo. 
Questo Convegno è stato anticipato, come nostra tradizione, da un vivace dibattito preparatorio i cui effetti si sono propagati negli interventi congressuali. L’averlo reso possibile è merito certamente di tutti coloro che vi hanno partecipato con degli interventi, ma anche di chi ne ha reso possibile la trasmissione sulla lista con grande attenzione, disponibilità e discrezione, qualità che si addicono a questo compito delicato e che Maria Laura Tkach ha incarnato per tutti noi in modo esemplare. Così come altrettanto impeccabile è stato il lavoro della redazione di Appunti, coordinata da Carlo De Panfilis, che ci ha fatto avere in tempo reale il numero speciale di Appunti con tutto il dibattito precongressuale. 
Sarà un piacere poter rileggere gli atti del Convegno di Ravenna, che verranno raccolti nella nostra rivista Attualità Lacaniana. 
 
Nel piacevole ricordo di Ravenna auguro a tutti i colleghi della Scuola, anche a nome del Consiglio,  una bella estate.
 
 
 
 
 
DOPO RAVENNA.