Appunti Novembre 2016

Editoriale

Emanuela Scattolin

Cari lettori,

completamente rinnovato nella redazione, Appunti si apre con il contributo della Presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi Paola Bolgiani. Potremmo considerare il suo scritto Un altoparlante per la Scuola il manifesto programmatico della rivista, nel qualeritroviamo tutti gli elementi che costituiscono il fil rougedella pubblicazione. Strumento della Scuola italiana, Appunti ha accompagnato la sua nascita facendosi testimone "nel vivo" del lavoro di un'intera comunità, della sua vivacità e del suo rigore, continuando, al contempo, a rendere conto degli avvenimenti più importanti che accadono nel Campo Freudiano, delle attività più rilevanti promosse dall'Euro Federazione di Psicoanalisi (EFP) e dall'Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP). Infine, come scrive Paola Bolgiani: "[…] Appunti ha una storia che va al di là della storia specifica di questa rivista, e che affonda le radici nel luogo che essa, come strumento della Scuola, riveste. Strumento in cui lo scritto, resto di un'elaborazione, si deposita, come ci insegna Lacan, come uno scarto ma anche come oggetto agalmatico che può produrre desiderio e transfert di lavoro".

Segue il testo di Ilaria Papandrea sul XIV Convegno nazionale della SLP. Il tempo e l'atto nella pratica della psicoanalisi.Molto più di un resoconto, l'autrice riprende e rilancia, in modo chiaro e preciso, i punti salienti del dibattito teorico-clinico che hanno animato, lungo i due assi del tempo dell'inconscio e dell'atto analitico, il nostro Convegno annuale. L'autrice evidenzia che "l'atto, come taglio", lascia emergere la dimensione dell'inconscio reale che pur intrecciandosi con l'inconscio transferale, decifrabile, introduce una divaricazione e una differenza fra, "tempo epistemico e tempo libidico", differenza di cui tener conto affinché un atto abbia effetto. Se il tempo dell'inconscio è etico e non ontologico "[...] essere a tempo con il reale del godimento, comporta sul versante dell'analista, aver isolato la causa di quel godimento che gli fa orrore" come le testimonianze di passe ci indicano. Così una Scuola, che non voglia arrestarsi sul piano dell'identificazione, punterà a valorizzare il rapporto di ciascuno con l'inconscio reale. Una Scuola, afferma infine l'autrice, in cui i diversi momenti di elaborazione e d'incontro restano dell'ordine della contingenza, come contingente è l'atto "non garantito a priori, ma possibile a patto che ci si rechi, con i nostri corpi, ai diversi appuntamenti che punteggiano la vita della SLP. Nessuna tyche senza automaton, e questa tyche, può rivelarsi, come in analisi, un bonheur". Un report, quello di Papandrea, che testimonia un desiderio di Scuola singolare ed evidenzia, al contempo, la vitalità del transfert di lavoro. 

Ci addentriamo ora nelle rubriche che strutturano questo numero per terminare con la consueta pagina degli Appuntamenti.

Dal Campo freudiano

 

La rubrica, particolarmente ricca, si apre con L'inafferrabile oggetto sguardo un contributo di Cinzia Crosaliche ci introduce al tema delle 46e Giornate dell'École de la Cause Freudienne che si sono appena concluse a Parigi. L'autrice percorrendo l'articolazione di Lacan del Seminario XI sulla schisi fra occhio e sguardo, permette di cogliere come la pulsione scopica conferisca allosguardo una funzione che, al di là dell'occhio e della visione, "ne fa una sorgente di godimento". Una vignetta clinica illustra la costruzione dell'assioma fantasmatico intorno a tale oggetto. Interessante anche il riferimento al "mondo onni-voyeur" nella sua duplice accezione: mondo che ci guarda, perché lo sguardo è innanzitutto nell'Altro, e il "vedere tutto" tipico della nostra società del controllo e della trasparenza.

Segue il report di Marta Maside Docampo sul II Incontro di Elucidazione di Scuola dell'ELP. L'azione lacaniana nel sociale che si è svolto a Madrid il 17 settembre scorso. Evento, promosso dalla Scuola Lacaniana spagnola (ELP) che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Miquel Bassols e Jean-Daniel Matet. L'autrice enuclea i punti principali che hanno caratterizzato il dibattito  e ne evidenzia anche gli snodi clinici: il confronto fra psicoanalisi pura e psicoanalisi applicata, la differenza fra esperienza clinica e terapeutica del sintomo, la differenza fra Istituzioni in cui si lavora orientati dalla psicoanalisi e Istituzioni a orientamento psicoanalitico. Questioni salienti che costituiscono il focus anche della prossima giornata nazionale della SLP Urgenza e crisi il 10 dicembre ad Ancona.

Il report del Presidente dell'ASREEP-NLS Nelson Feldman sul Congresso della New Lacanian School tenutosi a Dublino il 2 e 3 luglio 2016, ci restituisce il clima del fervido lavoro che si è svolto attorno al tema Segni discreti nelle psicosi. Clinica e trattamento.

Proprio con la conferenza Paradossi dei segni discreti nella psicosi ordinaria pronunciata a Dublino in quell'occasione, François Ansermet conclude la rubrica. Nel suo contributo l'autore rileva alcuni paradossi: i segni discreti, una volta individuati, non sono più tanto discreti; quando invece non sono riconosciuti, sono le conseguenze che ne derivano a non renderli più tali. Conseguenze in cui il soggetto è arrivato a un punto estremo d'impasse da portarlo a passaggi all'atto che oggi, molto spesso, sono violenti. Ciò interessa non solo la clinica ma diventa, al contempo, una posta in gioco sociale. Dopo vari passaggi attraverso cui si snoda il suo testo, l'autore conclude così: "[…] ci troviamo, da un lato, di fronte a un non riconoscimento della psicosi e, dall'altro, di fronte a un uso che si potrebbe dire "psicotico" delle identità, così come delle biotecnologie. Si tratta di due vuoti che si schermano tra loro: è questa intersezione che dovrebbe essere esaminata oggi in modo nuovo a partire dalla psicosi ordinaria e dai suoi segni discreti".

 

Il bambino e l'inconscio.

 

Ospitiamo in questa rubrica due contributi: L'uno per l'altro di Gustavo Slatopolsky, coordinatore dell'Ospedale di Giorno La Cigarra di Buenos Aires e "Tale e quale". Elementi di clinica psicoanalitica con bambini autistici di Carlo De Panfilis. Alle vignette cliniche che riguardano due bambini autistici trattati in istituzione, fanno eco, in una sorta di fort-da avvenuto all'interno dell'incontro CEREDA, le puntuali note di commento presentate da De Panfilis. L'interesse di questi due lavori, che ci sono di grande insegnamento, sta nel far emergere la delicatezza dell'atto analitico quando, eticamente orientato, produce nel soggetto il passaggio dall'enunciato a un atto di enunciazione. L'assunzione del pronome personale "io" da parte di V, bambino autistico preso nel "tale e quale" delle stereotipie linguistiche e nella ripetizione di S1  isolati che non fanno catena, segna quello che De Panfilis definisce un autobattesimo, una vera e propria autonominazione.   Anche per M – l'altro bambino che enuncia solo parole riferite alle parti del proprio corpo che cadono sotto il suo sguardo e non ammette l'esistenza della congiunzione "e" che lega due significanti – è stato possibile costruire e far avvenire un accesso all'enunciazione.   Ciò che secondo De Panfilis ha prodotto gli effetti sorprendenti di "[...] una elasticizzazione della [...] relazione fissa con il mondo" è stato il fatto che l'operatore, in una "tensione calcolata" e sostenuto dal desiderio dell'analista che non arretra di fronte al reale, abbia favorito l'incontro fra i due bambini. Ne risulta, in una lettura après coup, invenzione in atto, effetto, nella contingenza, del lavoro di un atelier de La Cigarra.

 

Psicoanalisi e arte

 

Il contributo di Francesca Carmignani The Neon Demon. Il corpo non è un'immagine. Il corpo è il demone dello sguardo, inaugura questa nuova rubrica di Appunti. L'autrice, prendendo spunto dal film del regista Nicolas Winding Refn, presentato all'ultimo festival di Cannes, propone l'annodamento o, meglio, il mancato annodamento tra corpo e oggetto sguardo ma, ancor più, esplora l'articolazione tra una logica strutturale e una strumentazione di tipo borromeo. Toccando anche la logica dei discorsi e quella della sessuazione mostra la tensione topologica dell'ultimo insegnamento di Lacan verso l'equivoco, l'unico strumento realmente efficace per incidere sulla carne sostanza godente. The Neon Demon è senza dubbio un film che funziona come oggetto interpretante e l'analista sa bene che ciò che scuote l'essere umano nel suo intimo, nella sua extimità, è qualcosa che tocca il reale e lo interpreta. Grazie all'oggetto filmico, Carmignani traccia la parabola contemporanea che, dalla caduta del bello, porta all'acme della bellezza ferocemente reale fino a chiedersi: quando lo sgabello fallico non tiene più, cosa permette all'essere parlante di sinthomatizzare il godimento nel corpo? Interrogativo quanto mai attuale vista l'elaborazione serrata della Scuola Una sulle testimonianze di passe e di outrepasse.

 

Dibattiti e psicoanalisi nella società

 

Questa rubrica ospita due contributi che toccano temi di estrema attualità: Alcune note sulla filiazione nelle coppie omosessuali di Domenico Cosenza e Corpi di donne migranti, schiave, combattenti. Appunti tratti dalla Conversazione pubblica di Loretta Biondi.

Nel primo, l'autore pone l'accento sulla divaricazione che Lacan opera tra la biologia e le funzioni incarnate dal padre e dalla madre ed evidenzia come la famiglia, anche quella contemporanea, a prescindere dal suo sembiante, abbia la funzione, nei confronti di un figlio, di trasmettere e mantenere vivo un desiderio non anonimo capace di dargli un posto nella sua alterità. Questi nuclei familiari, "questo nuovo territorio dei legami familiari contemporanei" che scompaginano l'immaginario classico, costringono lo psicoanalista ad andare al di là per distinguere quando, volere un bambino, sia solamente una ricerca di "completamento narcisistico, o fattore di normalizzazione sociale" per uno o entrambi i genitori. Il clinico avvertito saprà introdurre l'importanza dello scarto tra ideale genitoriale e il figlio che verrà con il diritto ad affermare e costruire la propria soggettività.  E questo vale sia per le famiglie omosessuali, sia per quelle eterosessuali. Cosenza al termine del suo contributo scrive che comunque "siamo [...] entrati in un campo che è ancora ai suoi albori, e nel quale ci muoviamo per ora a tentoni, in modo congetturale. I prossimi decenni ci offriranno gli elementi a partire dai quali ci sarà possibile costruire delle linee di orientamento più precise e mirate, alla luce dell'esperienza delle cure di bambini di omosessuali e dei loro genitori, per questo ambito così delicato della clinica odierna".

Nel secondo, L. Biondi ci dà testimonianza sull'incontro Corpi di donne migranti, schiave, combattenti, avvenuto a Rimini tra psicoanaliste e alcune esponenti delle Istituzioni. Rileva come sia stato possibile articolare un discorso che intrecci la psicoanalisi agli altri saperi rendendola trasmissibile e come questo sia "[…] la posta in gioco nel lavoro di estensione degli analisti". Tra i punti toccati nelle conferenze e nel dibattito, le due assessore e la cooperante internazionale hanno messo in luce l'importanza dell'empowerment delle donne e come il loro corpo sia luogo di scontri di civiltà.  Le analiste, dal canto loro, hanno saputo coglierne la portata sovversiva rispetto al discorso del padrone che vorrebbe incastrare il corpo della donna in significanti universalizzanti auspicando un passaggio dalla logica del "per tutti uguali" a quella del "non-tutta" che apre all'invenzione di marca femminile.

 

Psicoanalisi e istituzione

 

Per alcune questioni che pongono, possiamo considerare i due testi che seguono come preparatori alla Gionata di Scuola Urgenza e crisi che si svolgerà ad Ancona il 10 dicembre.

In Dal sintomo come insegna anonima al soggetto, Barbara Nicotra, partendo dalla sua esperienza in un reparto ospedaliero che si occupa di disturbi alimentari, si chiede come trattare clinicamente l'insegna monosintomatica senza ascriverla a una clinica specialistica, standardizzata e universalizzante.  Ma anche, in che modo poter provocare in questi soggetti un'effettiva domanda di cura che possa portarli dall'insegna monosintomatica alla rettifica della propria posizione di godimento rispetto al reale del sintomo.

Leonardo Mendolicchio, che dirige una struttura per disturbi alimentari, si domanda nel suo contributo Eterodossia e ortodossia della psicoanalisi nell'istituzione come agganciare e sostenere un soggetto anoressico-bulimico e come dialettizzare "i significanti monolitici e non articolati in un discorso" con cui si presenta nell'istituzione. Insegne olofrastiche che lo "impelagano" nel "bisogno, nel corpo e nell'appello". Il testo ci rilancia un interrogativo: come poter operare nella clinica un'articolazione tra una lettura strutturale del soggetto dell'inconscio e una lettura borromea del parlessere in cui l'inconscio è il corpo stesso come sostanza che gode?

 

Cartelli

 

Il contributo Viva la Scuola e vivo il Cartello! di Maria Laura Tkach, responsabile nazionale della SLP per i Cartelli, fa da pendantal testo della Presidente. Come Appunti è stato uno dei primi mattoni della costituenda Scuola italiana, così il Cartello è incluso strutturalmente da Lacan nell'atto di fondazione della sua Scuola. Mezzo per svolgere il lavoro al suo interno, il Cartello è un dispositivo antiautoritario per il modo in cui – citando l'autrice – "l'elaborazione intorno al sapere viene trattata" e per la funzione assegnata al più-uno. Ciascun cartellizzante può dare, inoltre, testimonianza del lavoro svolto attraverso uno scritto, un "resto che troverà una sua collocazione all'interno della Scuola". Tkach rileva infine che il Cartello, atemporale come l'inconscio, ha assunto, nell'epoca attuale, nuovi volti, nuovi sembianti di cui – potremmo dire – doverci servire. È questa una sfida rispetto cui l'etica e la tenuta dell'elaborazione non devono venir meno. Ecco le sue parole: "Cartelli che si svolgono secondo la forma originale, Cartelli ampliati, Cartelli lampo, Cartelli in videoconferenza, o altre forme verso le quali le contingenze potranno portarci. L'abito fa il monaco. Ma l'abito, lo sappiamo, non è senza il reale, che lo tiene in vita. Questa è la scommessa, del Cartello e della Scuola: che si mantengano vivi".

I prodotti del lavoro di Cartello, il resto, lo scritto, di cui M. L. Tkach parla nel suo contributo, possono trovare in Appunti il "luogo" in cui essere depositati e pubblicati. I due testi che seguono provengono, infatti, da una ricerca individuale condotta in due Cartelli.

Il primo, Uno psicoanalista per Marilyn Monroe di Annalisa Piergallini, ci mostra l'attrice icona sotto la luce inedita di poetessa. Ci fa apparire una Marilyn che compie uno strenuo lavoro per farsi un corpo che tenga anche al di là della presenza di uno sguardo adorante che le era necessario per darsi consistenza. Senza un taglio per nascere, con un corpo tutto intero e non bucato, non ha potuto contare sull'incisione del simbolico. L'autrice termina così il suo contributo: "Il nome di donna come oggetto del desiderio di tutti non è gestibile, né di lunga durata, e quello di attrice non era abbastanza cucito per permetterle una tenuta della sua costruzione, che rimane versione immaginaria di un nome di donna".

Nel secondo testo Disabbonarsi all'inconscio? di Omar Battisti, l'autore compie un interessante sorvolo topologico tramite alcuni interrogativi che riassumono, a nostro parere, la mira del testo: "[…] è lecito mettere in tensione il disabbonato, Joyce che non ne vuole sapere dell'asso dell'interpretazione, al disabbonarsi come operazione per porre fine all'abbonamento con l'inconscio? Si potrebbe considerare questo passaggio come un orientamento estraibile dallo stesso Seminario di Lacan su Joyce, successivo alla conferenza dove ne parla come di un disabbonato all'inconscio?" La clinica borromea, distinguendo precisamente tra nodo, catena, e catena borromea propriamente detta, ci orienta verso l'elaborazione di una risposta.

 

Psicoanalisi nelle città

 

Nel suo intervento Segreterie di città e Scuola in Italia pronunciato a Bologna nell'ambito dell'incontro promosso dalla SLP su La Segreteria di città nella vita della Scuola, Jean-Daniel Matet, Presidente dell'Euro Federazione di Psicoanalisi, ha evidenziato come Lacan abbia pensato per la sua Scuola una struttura "affine al discorso psicoanalitico" per evitare la burocratizzazione e la costituzione di gerarchie al suo interno. Si tratta di operare affinché "la scommessa di d'écolage fatta da Lacan mantenga all'apice l'ideale freudiano della psicoanalisi come Freud poteva esprimerlo". Nel termine d'écolage, neologismo creato da Lacan,risuona sia lo "scollamento", "lo staccarsi da" quindi anche il decollare, sia la parola école, scuola. Solo così, all'interno della nostra Scuola sarà possibile mantenere viva la psicoanalisi in una dialettica tra nazionale e locale che eviti da un lato l'accentramento, dall'altro i localismi.

 

Altri appunti

 

Il numero si conclude con questo interessante testo di Luisa Di Masso Adolescenza e corpi in moto continuo nel quale l'autrice, attraverso una vignetta clinica, ci presenta il caso di un adolescente di quattordici anni che pratica l'arte del parkour "una pratica solitaria […] dove ci si lancia e si cade nei modi più naturali possibili, addirittura in armonia con gli ostacoli".  Il corpo, nel suo spostamento, diventa un proiettile "[...] dove la spigolosità e le barriere degli arredi urbani diventano una risorsa nel loro essere ostacoli alla linearità della caduta nel vuoto". Questo adolescente attraverso le "pratiche estreme [...] offre il suo corpo", parla, potremmo dire, con il suo corpo. "Allora come offrire e far funzionare in questi casi il dispositivo di parola?" si chiede l'autrice.

 

Nella pagina Appuntamenti troviamo i prossimi eventi del Campo freudiano.

 

Ringraziamo il direttore uscente Carlo De Panfilis per averci consegnato il testimone nel verso "dritto" perché ciò permette alla redazione di proseguire nella "corsa" nel modo migliore: tener viva, e trasmettere la psicoanalisi di orientamento lacaniano, attraverso un lavoro di Scuola che può servirsi di Appunti come uno dei suoi strumenti.  

Buona lettura

Appunti Novembre 2016