“Usi della diagnosi nella cura psicoanalitica.
Posizione del soggetto e clinica dei Nomi del Padre”

TORINO, 27 e 28 maggio 2017
Aula Magna Universitaria della Cavallerizza Reale – Via Giuseppe Verdi, 9
Rettorato dell’Università degli Studi di Torino – Via Giuseppe Verdi, 8

“Un vento nuovo soffia sul Campo freudiano, portando con sé delle prudenti audacie, degli incantesimi soprendenti, delle occasioni da cogliere al volo, dato che la Fortuna è calva”Al Convegno sarà presente Jacques-Alain  Miller

Discutere sulla diagnosi, per noi, non può prescindere dalla specificità di quello che la diagnosi è per la psicoanalisi e dall’uso che ne facciamo nella conduzione della cura. L’ultimissimo insegnamento di Lacan ci consente nuovi apporti in relazione alla diagnosi, aprendo la strada ad una lettura delle posizioni dei soggetti come altrettanti “inclassificabili”. La questione della diagnosi accompagna l’invenzione e lo sviluppo della psicoanalisi fin dalle prime opere di Freud. La sua mira, fin dall’inizio, non è descrittiva e non è neppure terapeutica, ma è quella di costruire delle ipotesi sul funzionamento psichico in grado di rendere conto di tutti i fenomeni psichici che si incontrano nella clinica. E lungo questa via giungerà molto presto a considerare che la psicopatologia coincide con la psicopatologia della vita quotidiana, cancellando in tal modo il confine fra cosiddetta patologia e cosiddetta normalità, e situando pertanto la diagnosi in un ambito del tutto diverso da ogni discorso che lo aveva preceduto.

La diagnosi, ci insegna già Freud, per l’analista non può prescindere dal discorso del soggetto e dal modo con cui, in questo discorso, il soggetto situa quel partner speciale che è l’analista, che viene così incluso nel sintomo. La diagnosi, in psicoanalisi, è dunque diagnosi sotto transfert.

Sarà Jacques Lacan che consentirà di leggere con precisione la logica che Freud ci aveva trasmesso, utilizzando gli strumenti che lo strutturalismo gli offriva per ordinare le scoperte freudiane, e ponendo il Nome del Padre quale principio organizzatore che distingue le diverse strutture, al di là della fenomenologia che queste possono presentare. E successivamente, con la pluralizzazione dei Nomi del Padre, avanzerà nella direzione di considerare che esistono diverse modalità di annodamento sintomatiche, tante quante sono le posizioni dei soggetti, spingendo fino alle sue estreme conseguenze l’assoluta unicità e la non riducibilità a qualsivoglia categoria dell’essere parlante, come le testimonianze di passe ci mostrano.

La costruzione e l’uso della diagnosi nella conduzione della cura; la dimensione del transfert; l’apporto della clinica borromea nella clinica contemporanea, rispetto ai cosiddetti “nuovi sintomi”, all’adolescenza e all’infanzia, alle psicosi dette ordinarie, alle modalità con cui oggi si presentano l’isteria e la nevosi ossessiva; la singolarità della posizione del soggetto, sono altrettanti temi che potranno essere illustrati attraverso i casi clinici da proporre nelle sale simultanee.

Paola Bolgiani
Presidente SLP

Programma

SABATO 27 maggio

Sala plenaria – Aula Magna della Cavallerizza Reale
via Verdi 9

8.30 – 9.45
Accoglienza

9.45 – 10.00
Saluti e avvio lavori

10.00 – 10.55
La diagnosi e il suo orientamento
Interventi di Luisella BRUSA, Emilia CECE, Laura STORTI
presiede Silvia MORRONE

10.55 – 11.50
La passe
Interventi di Antonella DEL MONACO, Dominique HOLVOET
presiede Guy BRIOLE

11.50 – 12.30
L’arte dell’inclassificabile
Alessandro BERGONZONI dialoga con Carlo DE PANFILIS
modera Paola BOLGIANI

12.30
Elogio degli eretici
Intervento di Jacques-Alain MILLER

PAUSA PRANZO

Sale simultanee: Rettorato dell’Università – via Verdi 8
Aula Magna della Cavallerizza Reale – via Verdi 9

15.00 – 16.00 Interventi in sale simultanee
16.00 – 17.00 Interventi in sale simultanee
17.00 – 18.00 Interventi in sale simultanee

DOMENICA 28 maggio

Sala plenaria – Aula Magna della Cavallerizza Reale
via Verdi 9

8.45 -9.45
Usi della diagnosi nella cura
Interventi di Anna CASTALLO, Brigitte LAFFAY, Giuliana ZANI
presiede Fabio GALIMBERTI

9.45 – 9.55
Intermezzo

9.55-10.40
Politica del sintomo
Interventi di Maria BOLGIANI, Luisella MAMBRINI
presiede Massimo TERMINI

10.40-10.50
Presentazione del XI Congresso dell’AMP
Marta SERRA

10.50-11.50
La passe
Interventi di Dalila ARPIN, Oscar VENTURA
presiede Jean-Daniel MATET

11.50-12.30
La passe – prima testimonianza
Domenico COSENZA
presiede Miquel BASSOLS

12.30-12.45
Echi dall’America Latina
Intervento di Raquel CORS

12.45-12.55
Omaggio a Alda Merini

12.55-13.15
Presentazione del Congresso PIPOL 8 e conclusioni
Jean-Daniel MATET – Paola BOLGIANI

Dibattito preparatorio

Il dibattito preparatorio ha avuto inizio il 2 maggio

Bibliografia

Bibliografia ragionata di Freud, Lacan, J.-A. Miller e altri autori del Campo Freudiano

Iscrizione

Quote, modalità e modulo di iscrizione al convegno.

Per info
Segreteria SLP
tel. 0254122747
cell.: 3356874548
mail: segreteriaoperativa@scuolalacaniana.it

I luoghi del convegno

Aula magna universitaria della Cavallerizza Reale, Aula Magna Universitaria e Rettorato dell’Università degli Studi di Torino.

Alessandro Bergonzoni al XV convegno della SLP

Stai colmo! Questo mi sono detto nel fare voto di vastità, scavando il fosse, usando il confine tra sogno e bisogno (l’incubo è confonderli).

Ugo Nespolo ha autorizzato l’utilizzo della sua opera “Sberleffo” espressamente per il XV Convegno SLP di Torino

Ugo Nespolo è nato a Mosso (Biella), si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne.

Stefano Zanoli

“Intermezzo” al XV Convegno SLP

Stefano Zanoli incontra Friedrich Nietzsche

Stefano Zanoli è attore, autore e regista teatrale, attività a cui ha affiancato quella di compositore in ambito sperimentale ed elettronico.