Editoriale
Emanuela Scattolin

Molteplici sono i temi teorici, clinici, epistemici e politici che gli autori propongono nelle numerose rubriche Il bambino, l’adolescente e l’inconscio, Psicoanalisi e istituzione, Dibattiti e psicoanalisi nella società, Contributi originali, Psicoanalisi e letteratura, Dal Campo freudiano, offrendo spunti di riflessione e interrogativi.
In apertura, la rubrica Il bambino, l’adolescente e l’inconscio.
Nell’epoca attuale, in cui l’oggetto-gadget ha la meglio sull’Ideale, con che cosa si confronta l’adolescente? Come può trovare una propria lingua per ben dire il suo essere? Che ne è della soggettività dei “nativi digitali” nell’epoca in cui la diffusione delle nuove tecnologie, tablet, iphone, ipad, sono diventate per molti adolescenti  quasi delle appendici corporee da cui è difficile separarsi? Queste, tra altre, sono alcune domande che Philippe Lacadée e Alberto Turolla ci propongono. Nel terzo testo, ospitato nella rubrica, Gloria Badin ci presenta invece una ricerca che l’ha coinvolta in prima persona, un work in progress in cui autismo, danza e psicoanalisi s’incontrano con esiti che risultano inattesi e sorprendenti.
Segue la rubrica Psicoanalisi e istituzione.
Quali sono i punti epistemici e clinici, su cui si sostengono le Istituzioni ispirate alla psicoanalisi lacaniana? Che cosa orienta la pratica degli operatori che vi lavorano? Marco Bani suggerisce che tener conto del buco del “non rapporto”, del punto vuoto, sia la condizione per poter accogliere i modi singolari e irripetibili con i quali, ciascun soggetto, ma anche l’Istituzione con le sue inevitabili inerzie, risponde a quel vuoto ed elucubra intorno a esso.  Alessandra  Fontana, invece, mette in luce come un ascolto che non abbia di mira alcun ideale educativo o di cura, che non si appelli a modelli precostituiti ma che punti alla lettura del dettaglio, possa creare le condizioni affinché si produca una domanda che apra su un’interrogazione soggettiva.
Nella rubrica Dibattiti e psicoanalisi nella società Florencia Medici coglie l’occasione di un ciclo di conferenze pubbliche promosse dalla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi nella città di Bergamo, per proporre una riflessione sulla dimensione dell’incontro tra saperi diversi, sulla scia del lacaniano “Io parlo ai muri”. Dario Alparone, invece, parte dalla nozione quanto mai attuale di Unheimliche, il “perturbante”, l’“estraneo” ma anche lo “straniero”, per analizzare il concetto in un confronto tra la psicologia sociale cognitivista e la psicoanalisi freudiana evidenziandone il differente approccio. Freud, infatti, trova l’Unheimliche come alterità che alberga al centro della soggettività umana.
Contributi originali, rubrica particolarmente ricca, si apre con il testo di Marie-Hélène Blancard nel quale l’autrice ci consegna, ancora una volta, ciò che ha estratto dalla “straordinaria avventura” che è stata la sua analisi.  Adele Succetti prendendo spunto da un’opera di Lucio Fontana, cui Lacan allude brevemente nel Seminario XIX … ou pire, evidenzia come in ogni credenza, che fa entrare il parlessere nel legame sociale, vi sia sempre una faglia attraverso la quale il soggetto può cogliere il proprio essere di godimento. Giovanni Lo Castro, dalla vicenda di sant’Agata martire, patrona della città di Catania, trae invece alcuni spunti interessanti sull’oggetto estratto e sul godimento femminile come godimento altro. Infine, Roberto Cavasola propone una riflessione sulla crescita esponenziale della categoria di borderline dovuta essenzialmente alla mancata differenziazione fra psicosi e nevrosi. Di qui la necessità di leggere alcuni sintomi o talune modalità del soggetto di rapportarsi al corpo, paradigmatici della mania e dell’ipomania, come indici dell’irruzione di un  godimento non schermato dal simbolico, ascrivibili, dunque, alla psicosi.
Per la psicoanalisi l’oggetto del testo letterario è per sua natura ciò che residua, lo scarto dell’opera e, in quanto tale, sfugge a qualsiasi interpretazione. La rubrica Psicoanalisi e letteratura ospita i contributi di Annalisa Piergallini e Andrea Aldrovandi  che, a partire dai romanzi di G. Berto, di I. Svevo e P. Louÿs, colgono alcuni spunti o frammenti, talora paradigmatici, che interrogano la teoria e la clinica psicoanalitica.
Nell’ultima rubrica, Dal Campo freudiano, troviamo i report degli eventi più importanti che hanno punteggiato, nell’ultimo scorcio del 2018, il lavoro di alcune Scuole europee e della movida Zadig, movimento trasversale alle varie Scuole dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi che segna l’entrata della psicoanalisi nel campo della politica. Gli psicoanalisti possono e devono far sentire la loro voce rispetto alla minaccia dei totalitarismi e degli integralismi e in difesa della democrazia e della libertà di parola. In questa direzione sono andati i Forum di Torino Desideri decisi di democrazia in Europa e quello di Roma Lo straniero. Inquietudine soggettiva e disagio sociale nel fenomeno dell’immigrazione in Europa. Thomas Van Rumst ci dà un’eco sul terzo Forum europeo, Discorsi che uccidono, promosso e organizzato da Zadig Belgio a Bruxelles l’1 dicembre 2018. Lierni Irizar Lazpiur offre invece una lettura delle XVII giornate Vuoi ciò che desideri? dell’Escuela Lacaniana de Psicoanálisis tenutesi a Barcellona e, Omar Battisti, una testimonianza della Giornata clinica della nostra Scuola Il corpo nella cura psicoanalitica svoltasi a Rimini lo scorso novembre.
Come di consueto, il numero si chiude con la pagina Appuntamenti.