Editoriale
Carlo De Panfilis

Questo numero di Appunti è il primo del 2012. Temporalmente si colloca dopo le iniziative che la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi ha organizzato in commemorazione del trentennale di Jacques Lacan e prima del Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, che precede a sua volta il Congresso annuale della SLP che si terrà il 9 giugno.

Tutti i contributi qui raccolti sono espressione della tensione e ricchezza culturale che sta attraversando la nostra Scuola.

Nella prima parte di questo numero della Rivista pubblichiamo testi che sono stati presentati in occasione delle iniziative sul Trentennale.

Il primo è di Leonardo Gorostiza, presidente dell’AMP, che in questo intervento di apertura della Conversazione Clinica di Milano, svoltasi il 4 febbraio sul tema “A che cosa punta l’interpretazione, oggi?”, sviluppa i concetti centrali che si sono articolati sull’interpretazione nei distinti momenti dell’insegnamento di Lacan. L’obiettivo è indagare quale sia la posta in gioco dell’interpretazione nella clinica del XXI secolo e verificare se la pratica odierna trovi la sua ispirazione nell’ultimo insegnamento di Lacan, se gli orientamenti interpretativi che si deducono dai momenti anteriori dell’insegnamento di Lacan si annullino oppure se, piuttosto, non possano essere recuperati e riformulati a partire dell’orientamento del suo ultimo insegnamento.

Segue la pubblicazione dei testi di due insegnamenti degli AE, presentati in occasione di una importante iniziativa della SLP dal titolo “Gli insegnamenti degli AE nel trentennale di Jacques Lacan”. I lavori si sono svolti a Roma il 3 Dicembre 2011. Il presidente SLP Paola Francesconi, nel suo intervento di apertura, ha posto l’accento sul fatto che gli AE sono la dimostrazione di come la teoria nell’orientamento lacaniano includa il rapporto con l’inconscio. Ogni testimonianza è un insegnamento: insegnare, per un AE, vuol dire passare da interprete del proprio inconscio (testimonianza di Passe) a interprete della Scuola. Gli AE insegnano analizzando la Scuola, facendosi alla lettera Analisti della Scuola. Interpretando con il proprio stile i punti vivi, contingenti, dell’esistenza della Scuola e con il proprio dire ciò che costituisce l’attualità, il suo “qui ed ora ed oggi” . I testi dei due insegnamenti che pubblichiamo sono l’espressione della ricchezza di tale pratica: “Posizione femminile tra sembiante e reale”, di Paola Bolgiani; “Un nome, un programma”, di Sergio Caretto.

La prima parte si conclude con la pubblicazione dei testi presentati in occasione di una iniziativa organizzata il 9 novembre 2011 dalla Segreteria della SLP di Bologna.

Gli interventi sono quattro:

il presidente SLP Paola Francesconi, nel suo preciso e articolato contributo dal titolo “Sul trentennale”, delinea i tratti salienti dell’evoluzione del pensiero di Lacan sulla Verità e sul Soggetto. Sulla Verità, che passa da indice del desiderio inconscio tout court a limite tra simbolico e reale, introducendo, così, la questione del non tutto. Sul Soggetto, la cui stoffa è il significante, che Lacan articolerà come “parlessere”, un essere parlante che trova nel corpo ciò che fonda il suo essere di godimento. L’Autrice, oltre a delineare sviluppi del pensiero di Lacan ne affronta le implicazioni nella direzione della cura e nella posizione dello psicoanalista.

Alessandro Russo, professore di Sociologia dell’Università di Bologna analizza in “Circostanze intellettuali e attualità di Ancora” le circostanze intellettuali e le configurazioni filosofiche nelle quali Lacan realizzò il seminario Encore. L’avanzamento teorico di Lacan, che culmina nel seminario XX, è un ritorno a Freud articolato su come pensare l’Eros, un Eros che “non fa Uno”. L’autore ne traccia gli sviluppi: Lacan “l’antifilosofo”, che ha fatto partecipare la filosofia contemporanea della sua ricerca anticipandone linee di pensiero.

Valerio Romitelli, professore di Storia delle dottrine politiche, Università di Bologna, nel suo testo “ Ancora oltre “, partendo dall’insegnamento di Louis Althusser e Alain Badiou tratta degli elementi che gli sono serviti per la sua ricerca. In particolare il metodo con il quale prima Freud e poi Lacan hanno operato: scegliere un frammento di reale da indagare il più approfonditamente possibile, sperimentandone ogni implicazione. Ne risulta, per l’Autore, che la psicoanalisi non fa che estendere ulteriormente la linea del metodo scientifico sperimentale moderno, il galileismo. Romitelli, trattando il tema dei rapporti intersoggetivi sviluppata da Lacan in Encore, lo analizza alla luce delle problematiche attuali inerenti a ciò che lui indica come “ agli abusi della informazione”.

Maurizio Mazzotti, nel suo intervento “L’amuro e il femminile”, pone al centro della sua analisi una riflessione che interroga il tema dell’amore come ostacolo alle esigenze del Super-Io contemporaneo e alle necessità del discorso capitalistico. Riflessione centrata sugli imperativi di funzionamento imperterrito di alienazione del soggetto alle necessità di efficacia e di efficienza. Mazzotti, partendo dal seminario Encore, sviluppa la tesi:“l’amore, cosa femminile: cioè è godimento femminile, un godimento del tutto particolare in quanto contraddice se stesso perchè ha in sé l’istanza dell’Altro”. E’ godimento che contraddice il suo amuro, chiuso all’Altro. L’amore in rapporto con l’alterità irriducibile dell’Altro. L’Autore pone la domanda se sia forse l’amore, nella sua contingenza, a poter introdurre quei limiti che il padre non è più in grado di posizionare per tutti.

Nella seconda parte della Rivista presentiamo le rubriche monotematiche.

Nella rubrica “Studi sul tema del Congresso annuale della SLP”, Carmelo Licitra Rosa presenta “Verso il Convegno di Bologna. Nota sulla logica della posizione femminile nel Seminario XX”. La posizione dell’una per una, approfondendo il collegamento fra il non tutto nel significante e l’una per una. Lacan dice che la donna è “non tutta”. La donna è non tutta presa dal regno del significante e dal godimento fallico. Ogni donna, una per una, testimonia che c’è una dissimmetria fondamentale tra i sessi, dissimmetria che è potenziale fecondo nel mondo umano e incurabile: ciò che Lacan riassume nell’aforisma “non c’è rapporto sessuale”

La rubrica “ Uno sguardo sulla Clinica” è dedicata alla Clinica del Super-Io. Pubblichiamo un contributo di Amelia Barbui, “Interruzioni”, con il quale apriamo questo nuovo tema della rubrica. Tema centrale per le sue espressioni del nuovo ordine simbolico (possiamo dire, evocando il tema del Congresso della AMP). Nel suo testo l’Autrice, presentando i punti cardine di un caso clinico, estrae ciò che concerne, nel caso, il non senso del sintomo e la rivendicazione del riconoscimento della singolarità del desiderio.

Nella rubrica “ Psicoanalisi nella città” la segreteria di Padova ci presenta, grazie a un testo di Erminia Macola, l’interessante evoluzione che ha avuto la presenza della SLP a Padova che, con i suoi membri, contribuisce all’ espressione della forme culturali della città.

La rivista si chiude con una nuova rubrica: apriamo, in questa nuova edizione di Appunti, il tema del lavoro dei Cartelli. Una rubrica che affettivamente ed effettivamente la redazione dedica a Carlo Viganò.

Pubblichiamo un suo breve, preciso, puntuale contributo sui Cartelli dove ne delinea le criticità in cinque punti. Segue un testo ricco ed articolato di Giovanna di Giovanni, “Decisione e accadimento, un margine per il soggetto. Riflessioni dal lavoro di cartello tra Freud e Lacan “. La questione centrale che l’Autrice pone nel suo testo è in che modo il processo inventato da Freud, la libera associazione, possa riguardare il reale del sintomo. Su questo tema Lacan elabora la teoria, con letture nel tempo differenti. Centrale resta, in tutto il cammino, la questione del soggetto e della sua responsabilità, su cui si fonda la differenza fra soggetto della scienza e soggetto della psicoanalisi. Il soggetto della scienza, in quanto determinato, effetto prevedibile di una causa, non può coincidere con il soggetto quale si pone in psicoanalisi, anzi vi è fra essi un’antinomia. Se una decisione, infatti, può essere rivisitata, alla luce di ciò che il mutare del fantasma ha mostrato, il soggetto si pone come responsabile, almeno in parte.

Dove si situa quindi la libertà del soggetto, a cui sfuggono perfino i parametri di una decisione che tuttavia non può rinnegare come sua? Giovanna Di Giovanni analizza gli sviluppi di tale domanda nel pensiero di Freud e di Lacan.

Buona lettura