Editoriale
Carlo De Panfilis

Cari lettori,

apro la presentazione di questo numero segnalandovi, in primo luogo, due nuove rubriche: “Il bambino e l’inconscio” e “La psicoanalisi nella società”.

Ne Il bambino e l’inconscio sono pubblicati contributi che testimoniano di una pratica clinica e psicoanalitica che vede il bambino come soggetto nell’esperienza dell’inconscio.

La psicoanalisi è una, quando questa si applica al bambino essa resta tale: il significante, la struttura, il grande Altro, l’oggetto a, il sapere, il godimento non cedono il passo, per il soggetto dell’inconscio, a nessuna forma di pedagogia evolutiva.

Paola Bolgiani, ne Il bambino freudiano, ci mostra come prima di Freud il bambino non esisteva se non in relazione all’adulto – un adulto in miniatura. I post freudiani hanno letto Freud in una prospettiva evolutiva: “quelli che Freud aveva evidenziato come momenti cruciali del soggetto bambino di rapportarsi alla sessualità sono diventate altrettante tappe evolutive”,intendendo in tal modo anche la patologia, che si definisce più o meno grave in base all’evoluzione raggiunta. L’etica freudiana, ci ricorda invece l’Autrice, insegna che, per fare con i bambini occorre innanzi tutto tollerare che anche essi, in maniera diversa ma analoga agli adulti, incontrino la difficoltà che la divisione dell’essere parlante fra linguaggio e sessualità produce. Segue Rosanna Tremante con Il corpo parla che, in continuità con il contributo che lo precede, interroga le condizioni necessarie affinché il corpo “si produca” per il soggetto: condizioni necessarie e rintracciabili lì dove questo stesso bambino si trova posto di fronte alla dimensione soggettiva dell’atto di parola. La rubrica si chiude con un contributo di Brigitte Laffay, Le declinazioni possibili del silenzio. L’Autrice, attraverso la presentazione di alcune sequenze di conduzione di una cura con una ragazza autistica di tredici anni, ci illustra le implicazioni cliniche nel passaggio da lalingua al linguaggio, la posizione dello psicoanalista, gli effetti terapeutici. Laffay, in questo suo preciso intervento, conclude che: “È necessario constatare che i tentativi, da parte del sapere medico, scolastico, sociale e famigliare di far parlare […] e poi tacere Elvana […] sono falliti perché Elvana non si lascia addomesticare dal discorso del Padrone, sia esso medico o sociale”. Conclusione che apre l’altra nuova rubrica, La psicoanalisi nella società.

Il culto dello scientismo ipermoderno, del cognitivismo imperante, sempre più presente nella società, tende a sopprimere la soggettività intesa come manifestazione della particolarità, particolarità di un desiderio. Ne La psicoanalisi nella società raccogliamo sia testi che operano un’analisi, critica, sulla società per la comprensione di un individuale e un sociale pensati insieme, e dove la salute non è l’unico adattamento alla realtà; sia testi che rendono conto dell’esperienza della pratica dello psicoanalista impegnato “in presa diretta sul reale”. In questo senso i contributi di Giovanna Di Giovanni e Gian Francesco Arzente affrontano il tema della famiglia. Di Giovanni si occupa della separazione e dei suoi effetti; Arzente interroga quale relazione intercorra tra matrimonio e famiglia, anche alla luce della recente legge in Francia sul “matrimonio per tutti”. Seguono due testimonianze. La prima è un breve ma incisivo intervento di Carlo Monteleone: in In the CUT . L’autore, dopo aver presentato significativi episodi del suo intervento in un carcere di massima sicurezza, articola le sue riflessioni incardinandole all’idea che “la psicoanalisi ridona valore alle parole e sottopone le catene ai significanti del soggetto”.Il secondo intervento, che conclude la rubrica, è di Mary Nicotra L’esperienza soggettiva della malattia. Con/Vivere con la SLA. L’autrice ci dice come sia possibile, “giorno dopo giorno”, scommettere sul prodursi del soggetto dell’inconscio, quando il suo corpo, il corpo del soggetto è totalmente medicalizzato, quando il reale lo riduce a un organismo, ed è in tal modo trattato dal sapere medico.

In apertura di questo numero, la rubrica Psicoanalisi nella Città: Giovanni Lo Castro ci guida attraverso Catania e la sua storia, incontro fertile tra la Città e la psicoanalisi.

Chiudiamo con la rubrica dedicata alLavoro dei Cartelli, pubblicando l’intervento di apertura (nella sezione dedicata al lavoro dei Cartelli) del recente Convegno della SLP a Milano, Tracce di sapere. Testimonianze del lavoro nei Cartelli della Scuola, di Amelia Barbui, responsabile nazionale ai Cartelli. Seguono otto aforismi, otto testimonianze preziose di lavoro di altrettanti colleghi. Infine, due testi. il primo di Gaetano Calandra e il secondo di Alessandra Graziani, presentati alla giornata “Intercartelli”, organizzata dalle Segreterie della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi di Bologna e Rimini nell’ottobre dello scorso anno.

Buona lettura