Editoriale
Carlo De Panfilis

Cari lettori,

questo numero di Appunti si articola in due sezioni: la prima tratta degli avvenimenti che hanno prodotto qualcosa di nuovo nella Scuola e nel Campo Freudiano e delle loro implicazioni; la seconda è costituita dalle rubriche con i contributi più speculativi.

La segnalazione degli avvenimenti più rilevanti si apre con la recente giornata clinica, tenuta dalla SLP, sul tema: La frontiera dell’autismo. Tra clinica e politica. Si è discusso di teoria e di clinica, ci si è confrontati sulla pratica e si sono analizzati gli elementi necessari per una politica sull’autismo, politica che abbia al suo centro il soggetto. È stata, per la qualità degli interventi e per la partecipazione al dibattito, una Giornata di Scuola. Abbiamo intervistato Nicola Purgato, tra i principali artefici dell’evento. Nel testo che pubblichiamo, l’Autore, ripercorrendo quanto è emerso nella giornata clinica, descrive lo “stato dell’arte” di una pratica dell’ascolto a favore del soggetto autistico e delle sue invenzioni e costruzioni necessarie: necessità necessaria – spinta al dialogo anche verso le istituzioni, sanitarie e politiche, impegnate nel campo dell’autismo. Una pratica che ci vede quindi in campo non solo nella singolarità del caso ma anche come Scuola. Emanuela Scattolin, con il preciso resoconto della giornata, ci fa ri-entrare nell’evento enucleando gli elementi centrali emersi. Questa parte si completa con la pubblicazione, nel Supplemento alla rivista, di tutti i contributi preparatori alla giornata clinica.

Altro evento importante per la Scuola è stato la pubblicazione degli Altri scritti. L’edizione italiana degli Autres écrits di Jacques Lacan, a cura di Antonio Di Ciaccia, ha per la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi un grande valore e costituisce un’opera preziosa per accedere all’ultimo insegnamento di Lacan. Abbiamo intervistato Antonio Di Ciaccia, approfondito lettore e traduttore di Lacan, che in modo raffinato e preciso ci anticipa, facendoci apprezzare e cogliere gli elementi che guidano nella lettura di questa opera così importante.

La sezione informativa si chiude con una precisa e bella testimonianza-racconto di Ilaria Papandrea e Maria Laura Tkach sulle 43esime giornate dell’ ECF, che hanno avuto luogo a Parigi il 16 e 17 novembre, dal titoloI traumatismi nella cura analitica. Buoni e cattivi incontri con il reale. Le Autrici ci trasportano con il loro scritto dentro il Palais des Congrès, nel quale si sono svolte le giornate di lavoro. Nell’epoca della salute del mentale, la medicina ricerca una soluzione attraverso vari metodi volti a cancellare la memoria – tutto deve diventare come prima, tutto deve continuare. La questione diventa allora: come vivere dopo il trauma senza trauma? Ma poiché il trauma è parte dei dati di esistenza, è impossibile da eliminare. Cosa suggerisce la psicoanalisi? Nel Supplemento, pubblichiamo anche due pregevoli testi (Guy Briole in Debriefing AZF e Philippe Lacadée in Il bambino lacaniano è un bambino traumatizzato), tra i numerosissimi prodotti come interventi preparatori.

Per la sezione delle rubriche, apriamo con Psicoanalisi nella società: ci sono fatti, fenomeni che hanno un’importante dimensione sociale; ci sono occasioni nelle quali le istituzioni deputate a dare risposte si confrontano con gli psicoanalisti, facendo emergere un dibattito spesso ricco e fecondo. Pubblichiamo due contributi, il primo di Alide Tassinari, al margine di un’iniziativa dedicata alla presentazione del numero monografico di Attualità Lacaniana. L’orizzonte della donna(evento organizzato in collaborazione con la Casa delle donne e collocato all’interno dell’ottava edizione del Festival La violenza illustrata). Alide Tassinari ha intervistato Chiara Cretella, collaboratrice della “Casa delle donne per non subire violenza” di Bologna, per la quale ha ideato e diretto sei edizioni del Festival. La rassegna, incardinata quest’anno intorno al concetto della “giustizia violata”, ha visto coinvolti enti pubblici e realtà privata. AlideTassinari, come precisa nel contributo che precede l’intervista, ritiene che per la psicoanalisi non si tratti di rimanere fuori da questo fenomeno in nome di una supposta “extraterritorialità”, ma di starne dentro per far intravvedere un’altra dimensione, quella dell’inconscio.

Il tema della violenza nelle sue varie forme espresse nella società attraverso una lettura ampia, che includa l’inconscio, è affrontato nel secondo contributo:l’intervista a Rosa Elena Manzetti, successiva ad una giornata di lavoro organizzata dal Cepsi dal titolo Violenza nel legame. Violenze fuori legame, durante la quale si sono incontrate diverse figure istituzionali e della società civile, ci avvicina ad una lettura più ampia e meno legata ai pregiudizi del tema della violenza.

In Psicoanalisi e Istituzione proseguiamo ad interrogarci sul tema evocato dal nome della rubrica. Raffaele Calabria, in Il legame indissolubile ed impossibile della psicoanalisi con l’Istituzione,si domanda: cosa ci fa un analista in una Istituzione? Quale dialogo possibile in luoghi dove impera l’irrigidimento ideologico e burocratico installatosi nella conduzione aziendale dei servizi e l’arretramento dell’approccio clinico a favore di trattamenti psicoeducativi e di tipo cognitivo-comportamentale? Come operare affinché la parola del soggetto, nei luoghi della clinica, riacquisti la dignità di veicolo verso una possibile particolare verità? A queste domande, che sono di ogni psicoanalista che opera nelle istituzioni, l’Autore risponde personalmente, come soggetto, rintracciando nel suo percorso personale, orientato profondamente dalla psicoanalisi, le risposte per meglio intendere “il legame indissolubile e impossibile della psicoanalisi con l’istituzione”. Consideriamo come redazione che questo testo possa essere il viatico per ulteriori contributi su questo tema.

Il testo successivo, Qualche eco nel sociale di una pratica in équipe,diLuisa di Masso, riconsidera più elementi trattati precedentemente: la violenza nei legami, la violenza assistita, il trauma, e anche il lavoro in una istituzione orientata dalla psicoanalisi che si interfaccia con i Servizi. Come possiamo noi – si chiede l’Autrice – che lavoriamo a lato rispetto ai Servizi sociali e sanitari, interfacciarci con il loro funzionamento istituzionale che può non tenere conto della clinica del soggetto?

In Contributi originali Sabrina Di Ciocciocon il contributoAttualità della pratica con i gruppi: alcune riflessioni teorico-cliniche sul lavoro in Istituzione,pone la questione deitermini entro i quali una pratica di gruppo può dirsi orientata all’insegnamento di Jacques Lacan, e applicarsi ad Istituzioni non orientate dalla psicoanalisi.

Michele Cavallo, inEversiva epistemologia freudiana, traccia un percorso breve, ma ricco e puntuale, nei testi freudiani e analizza le ragioni di un ingiustificato discredito scientifico che pesa sulla psicoanalisi. Riportare in auge la forza eversiva insita nell’epistemologia freudiana è stata invece un’operazione presente e costante dell’insegnamento di Lacan.

Questo numero si conclude con la rubricaLa psicoanalisi nella città, questa voltadedicata aVenezia.La segreteria SLP di Venezia ci mostra il costante cammino nella costruzione del legame e della presenza della nostra Scuola con la città. Legame culturale e sociale sempre in costante divenire.

Buona lettura

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