Cari lettori,
Appunti si apre con l’intervista Frontiera e litorale, amore e godimento, rilasciata dal presidente dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi Miquel Bassols dopo il Convegno nazionale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi Roma 14 e 15 giugno 2014 nel quale si è affrontato il tema del transfert nel suo rapporto strutturale tra amore e godimento. Il numero si chiude con il contributo di Domenico Cosenza, presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, La Scuola in movimento: dal Congresso di Roma sul transfert al Forum di Torino sulla società della trasparenza.
Il transfert e il corpo parlante uniscono i lavori del recente Convegno della SLP con il prossimo Congresso dell’AMP che si terrà a Rio de Janeiro nel 2016. Il tema della clinica psicoanalitica e del transfert, una clinica sotto transfert – come risposta possibile e necessaria all’ideale della trasparenza nella sua declinazione totalizzante che non rispetta il reale irriducibile di ogni soggetto, lega il recente Convegno della nostra Scuola con il prossimo Forum.
Tutta una serie di malesseri e di sintomi contemporanei, ricorda M. Bassols,  provengono  dalla singolare esperienza, da parte del soggetto, di estraneità, d’impossibilità di godere di ciò che ama e di amare ciò di cui gode. Di fronte alle espressioni del mal-essere del soggetto, l’analista con il suo desiderio (deciso) opera per una traduzione della fenomenologia dei sintomi in un discorso, discorso del soggetto. Diversamente, le categorie nosografiche DSM o ICD 10 tracciano frontiere credute nette, classificando i malesseri del soggetto in termini di descrizione normativa.
Il desiderio dell’analista, attraverso una clinica sotto transfert, crea le condizioni per il soggetto di trovare la specificità del proprio discorso e la propria singolarità aiutandolo a farne un buon uso. È l’offerta dell’analista che può suscitare la domanda dell’analizzante, facendo dei sintomi di cui egli soffre un’interrogazione sul reale che gli è proprio, sul reale che vi è in gioco.
Un’analisi lacaniana è un’operazione in cui l’analista presta la sua presenza e il suo corpo per far funzionare il soggetto supposto sapere, affinché vi sia costruzione di un sapere sul reale. Per la psicoanalisi, non c’è nessun sapere nel reale, il reale è sprovvisto di senso, come precisa Dominique Holvoet in Trauma e fantasma, che, insieme a Flavio Ungarelli con Quanto si può dire, interviene sul tema del recente congresso della New Lacanian School.
Il tema del fantasma è stato oggetto del lavoro della nostra comunità psicoanalitica e più in generale del Campo Freudiano. Lavoro stimolato anche dalla pubblicazione del Seminario VI di Lacan Le désir et son interprétation, che contiene l’elaborazione della prima logica del fantasma,  successivamente sviluppata, con la seconda logica del fantasma, nel Seminario XIV dal titolo omonimo. Tra gli avvenimenti che quest’anno sono stati dedicati al Seminario VI vi è l’insegnamento di Dominique Laurent, prezioso per  chiarezza e precisione. Ne pubblichiamo un breve resoconto di Cinzia Crosali nel quale mette in luce alcuni punti chiave.
In questo numero due contributi riguardano il tema dell’autismo. Con Quel plan Autisme?, l’autore Glenn Strubbe ci fa entrare nel Forum organizzato dall’Association de la Cause freudienne-Belgique-ECF e dal Kring voor Psychoanalyse della NLS, descrivendo sia le ragioni che hanno portato al Forum sia l’orientamento con il quale sono stati trattati i temi in oggetto. Iván Ruiz, con Un reale e lo spazio nell’autismo, affronta il tema  della significazione dello spazio nell’autismo. Si tratta di un reale in cui lo spazio non comporta distanze. Ma l’autore, attraverso l’attenta lettura con cui Lacan ha sviluppato il problema della significazione dello spazio nell’organismo vivente, apre, a mio parere, una strada nella clinica dei “disturbi” spaziali dei bambini. I “disturbi visuo-percettivi” sono infatti molto presenti nella clinica dei “disturbi dell’apprendimento”.
La rubrica Il bambino e l’inconscio  affronta il tema dell’apprendere e del sapere attraverso i contributi di Adriana Monselesan, Siamo tutti dislessici, e Francesca Duro, Deriva sociale e solitudine del bambino. Quale ascolto al disagio del soggetto?
Completano  questo numero altre tre rubriche.
La prima, Sul transfert,  comprende  tre contributi Dal Simposio: sfera e atopia per leggere il transfert di Michele Cavallo; Sciroppo balsamico per l’amore (L’amore non si compra ma costa) di Annalisa Piergallini; Il transfert tra amore e godimento: dall’acting out all’atto analitico di Laura Storti.
Segue, per Psicoanalisi e Istituzione, un contributo di Leonardo Mendolicchio Lo psichiatra e lo psicoanalista nell’istituzione, il paradigma dei DCA. Il rapporto (complesso) tra clinica psichiatrica e psicoanalisi è affrontato dall’Autore attraverso la sua esperienza nella disamina delle problematiche inerenti la cura dei “Disturbi del Comportamento Alimentare”.
Infine, La psicoanalisi nella città é curata in questo numero dalla segreteria di Palermo.
Buona lettura