Editoriale

Carlo De Panfilis

Cari lettori,

questo numero di Appunti si articola in sei sezioni: apriamo presentando il X Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi dal titolo Il Corpo parlante. Sull’inconscio nel XXI secolo, segue la sezione monografica dedicata al tema Il bambino e l’inconscio: l’apprendimento e il sapere; la terza parte verte su Esperienze di Cartello e legame con la Scuola enella quarta sezione, Scrittura e psicoanalisi. In ricordo di Emilia Macola, raccogliamo la testimonianza della giornata che la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi ha dedicato alla collega cogliendo l’occasione per parlare di Lei, autentica e generosa psicoanalista.Nella rubrica Dal Campo Freudianopubblichiamo un primo contributo che proviene dal dibattito preparatorio al prossimo Congresso della New Lacanian School, Segni discreti nella psicosi ordinaria. Clinica e trattamento. Concludiamo il numero con le rubriche Psicoanalisi nella città: RiminieAppuntamenti.

X Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi

Il secolo attuale è marcato dalla fragilità di un ordine simbolico meno consistente, disperso di fronte a un immaginario pervasivo e a un reale disarticolato dagli altri registri; ciò produce effetti determinanti sull’essere umano sia rispetto alle sue modalità di legame che sul suo rapporto con la parola e il godimento. Sull’inconscio nel XXI secolo, sul malessere contemporaneo, sui bisogni dell’essere parlante e sul riconoscimento dei sintomi dell’Altro, di un Altro che vacilla, l’Associazione Mondiale di Psicoanalisi ha dedicato i suoi ultimi tre congressi per un aggiornamento della pratica e della clinica. Questo percorso, iniziato nel 2012 con l’VIII Congresso a Buenos Aires L’ordine simbolico nel XXI secolo. Non è più quello che era. Quali conseguenze per cura? è continuato a Parigi nel 2014 con Un Reale per il XXI secolo e proseguirà in aprile a Rio de Janeiro con il X Congresso intitolato Il Corpo parlante.Sull’inconscio nel XXI secolo.

“La psicoanalisi cambia. […] è un dato di fatto”[1]. In questo modo e con queste parole Jacques-Alain Miller ha introdotto la presentazione del tema del prossimo Congresso dell’AMP. La psicoanalisi “[…] deve prendere in conto un altro ordine simbolico e un altro reale, rispetto a quelli su cui si era fondata”[2], nei quali si è sviluppata una mutazione della struttura dell’Altro in cui il soggetto trova le coordinate del suo inconscio. Ci possiamo orientare grazie all’ultimo insegnamento di Lacan che, nel suo prezioso prolungamento dell’opera di Freud, ha fornito gli strumenti per intendere e interpretare questa nuova dimensione dell’inconscio nel XXI secolo. Miller propone come bussola il nome che Lacan indica per l’inconscio, il neologismo parlessere. L’essere parlante non è solamente un soggetto che parla ma un “parlessere“, un essere fatto di un corpo che parla, e dunque un corpo parlante. “Il reale dell’inconscio è il corpo parlante”[3]. Il corpo parlante è l’effetto dell’intrusione de lalingua nel corpo vivente. C’è una dimensione dell’inconscio in cui le parole, aldilà del senso, aldilà del supporto significante risuonano nel corpo del soggetto. Parole svuotate di senso. Il corpo lo si può cogliere con le risonanze semantiche e con le risonanze della lingua. Il significante non ha solo un effetto di significato ma produce anche un effetto di affetto in un corpo. Affetto: ciò che perturba, ciò che lascia una traccia nel corpo. Effetto di sintomo, effetto di godimento. Le catene significanti che sono decifrate con gli strumenti della metafora e della metonimia sono inserite nel corpo e sono fatte di sostanza godente. Il sintomo è allora l’incarnazione di una parola articolata che prende in prestito il materiale dal corpo vivente. Su questi temi, che saranno dibattuti in sede congressuale, pubblichiamo due fondamentali contributi: Il corpo parlante. Sull’inconscio nel XXI secolo. Presentazione del X Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi di Marcus André Vieira, direttore del Congresso e Invito al Congresso di Miquel Bassols, presidente dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi.

Il bambino e l’inconscio: l’apprendimento e il sapere

La parte monografica è dedicata alle difficoltà che il bambino può incontrare nell’apprendimento, in particolare quello scolastico. Difficoltà che negli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale nei Servizi e nella Scuola di bambini diagnosticati con le varie voci riunite nei DSA -Disturbi Specifici di Apprendimento.

In questi anni si è prodotto un cambiamento semantico radicale; si è passati dal considerare l’insuccesso scolastico come sintomo, all’identificarlo con un deficit o con un disturbo. L’insuccesso scolastico inteso come sintomo, indicava la distanza rispetto all’ideale della prestazione. E quando lo si segnalava, vi era l’intento di sottolineare che qualcosa, per il bambino, non funzionava.

Definire tale difficoltà un disturbo e in quanto tale di natura neuropsicologica, non porta ad interrogare ciò che lo causa ma ciò che serve alla percezione disturbata per operare efficacemente. Considerare che il disturbo risponda a un certo disordine del funzionamento cerebrale riduce la dimensione soggettiva del bambino, che invece è molto presente nelle espressioni sintomatiche del DSA molte delle quali riguardano l’uso maldestro del proprio corpo. La clinica dell'”inabile ad apprendere” s’incontra nel bambino con la clinica dell'”inabile a usare il proprio corpo”. È la costruzione del corpo che è in questione. Il corpo come evento. Immagine del corpo dalla materialità fragile. I significanti che hanno scritto nel corpo le esperienze di godimento costituendolo, appaiono lettere i cui echi sono difficili da localizzare per quel soggetto. Ecco allora la possibile origine della dislessia nel bambino, bambino che non apprende a legger(si).

Se si mette in atto esclusivamente una ortopedia delle funzioni neuropsicologiche necessarie a produrre competenze di attenzione, di percezione, di memoria e di riconoscimento spazio temporale, il piccolo uomo viene lasciato solo ad ap-prendere (molte inibizioni del bambino segnalano stati depressivi). Ma il sapere si tratta di andarlo a-(p)prendere nell’Altro per poterne fare un uso, goderne. Il bambino con difficoltà nell’apprendere si trova in impasse di fronte a un Altro che talora non è in grado di sostenere la sua domanda, che, come dice Lacan, si articola sul fondo dell’enigma del desiderio dell’adulto. Un Altro mutato nella struttura, un Altro difficile da “usare” per il piccolo dell’uomo.

L’apprendimento non è il sapere. A(p)prendere, andare a prendere nell’Altro non si risolve con i neuropsicologismi, con espedienti neurocognitivi che alleggeriscono l’adulto dall’interrogativo che il bambino gli rivolge sul “come fa con il desiderio”. Strategie che frammentano il discorso del bambino o lo pietrificano nell’impossibile a dire, non facilitando e a volte ostacolando il suo accesso singolare al sapere.

I contributi che qui pubblichiamo scandiscono con uno sguardo clinico la “vera” natura di certe diagnosi sul bambino definito disturbato nell’a(p)prendere. Li ricordiamo nell’ordine: Il disturbo dell’apprendimento non esiste: note sul bambino e la psicoanalisi di Laura Pacati, Come si fa a capire?di Marco Focchi,La psicoanalisi di fronte ai disturbi delle abilità scolastiche di Davide Pegoraro e Dislessia, DSA, BES… ovvero come disorientare il sistema scolastico di Michela Zanella.

Esperienze di Cartello e legame con la Scuola

Il 28 novembre 2015, la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi ha organizzato, a Bologna, il primo incontro nazionale sui Cartelli dal titolo Esperienze di Cartello e legame con la Scuola. Due sessioni di lavoro, la prima dedicata alle esperienze di Cartello e la seconda alle funzioni del più-uno,che hanno evidenziato non solo la fondamentale importanza di questo dispositivo di lavoro della Scuola, ma anche la grande opportunità che esso offre a coloro che vogliono avvicinarsi alla psicoanalisi lacaniana. Nei testi che pubblichiamo, che hanno animato la giornata introdotta da Amelia Barbui, responsabile nazionale dei Cartelli, si potranno cogliere gli effetti di questo lavoro e l’implicazione di ciascun cartellizzante nell’esperienza che ha vissuto. Ma anche il modus operandi del più-uno del Cartelloche, oltre a sostenere e a rilanciare l’elaborazione individuale del tema scelto dai partecipanti, a mantenere la distanza fra il sapere e la verità, a mettere a “cielo aperto” le impasse che il lavoro incontrava, ha favorito che il prodotto della ricerca di ciascuno avesse uno sbocco nella scrittura e nella presentazione alla Scuola.

Scrittura e psicoanalisi. In ricordo di Erminia Macola

La giornata nazionale di Scuola sul tema Scrittura e psicoanalisi, promossa dalla SLP in collaborazione con l’Università degli studi di Padova e il Gabinetto di Lettura, ha voluto essere un omaggio a Erminia Macola, Analista Membro della Scuola, scomparsa nel mese di marzo 2015. La SLP ha voluto ricordare la sua opera e il suo lavoro nella e per la Scuola. Erminia è stata per ciascuno di noi un esempio di militante attiva della Scuola e della psicoanalisi. Pubblichiamo una viva e sentita testimonianza dell’evento di Giuliana Grando e di Emanuela Scattolin.

Dal Campo Freudiano

Il prossimo Congresso della New Lacanian School (NLS) si terrà a Dublino a luglio di quest’anno sul tema Segni discreti nella psicosi ordinaria. Clinica e trattamento. Il termine “psicosi ordinaria” è stato inventato da J.-A. Miller a partire dall’ultimo insegnamento di Lacan per indicare che non tutte le psicosi assumono una forma scatenata. Si tratta, qui, di una clinica dei piccoli indizi della forclusione, una clinica dei “segni discreti” che mettono in luce “[…] un disordine […] nella più intima giuntura del sentimento della vita del soggetto”[4]. Una clinica che s’iscrive, passo dopo passo, in un registro continuista. Pubblichiamo il contributo di Anne Béraud Segni discreti nelle psicosi ordinarie. Clinica e trattamento nel quale l’Autricetratteggia in modo molto preciso la clinica psicoanalitica della psicosi ordinaria.

Appuntisi conclude con La psicoanalisi nella città: Rimini,a cura della segreteria cittadina della SLP, ricca e vivace testimonianza della presenza di una comunità al lavoro e con la rubrica Appuntamenti.

Buona lettura



[1]J.-A. Miller, L’inconscio e il corpo parlante,in Aggiornamento sul reale, nel XXI secolo,inScilicet, Alpes, Roma 2015, p. 270.

[2]Ivi, p. 274.

[3]Ivi, p. 277.

[4]J.-A. Miller, Effetti di ritorno sulla psicosi ordinaria, in La Psicoanalisi, n. 45, Astrolabio, Roma 2009, p. 235.