Editoriale

Carlo De Panfilis

Cari lettori, in questo numero pubblichiamo i testi del dibattito preparatorio del XII Convegno nazionale della SLP. I dibattiti preparatori al Convegno Nazionale sono espressione dell’anima della Scuola, testi che riflettono sulla tensione culturale che pervade la nostra comunità analitica e rilevano elementi di elaborazione sul tema che sarà dibattuto nelle giornate del Convegno. È la quinta volta che Appunti pubblica i testi del dibattito preparatorio; due numeri sono stati dedicati ai Forum, tre ai Convegni nazionali. Dopo il Convegno di Bologna, seguito da quello di Milano, ora il Convegno di Roma, nel quale si dibatterà il tema Il transfert tra amore godimento, punto di arrivo logico di un cammino che la Scuola ha aperto con la Conversazione di Milano Fantasma e reale nell’esperienza psicoanalitica. Il concetto di transfert, uno dei concetti fondamentali della psicoanalisi, sarà, in questo XII Convegno, sottoposto all’aggiornamento di una pratica psicoanalitica che opera nel XXI secolo. Aggiornamento che Jacques-Alain Miller propone come conseguenza dell’orientamento verso il reale che emerge nell’ultimo insegnamento di Lacan. Ripensare il transfert, condizione imprescindibile dell’analisi a partire dal reale che vi è in gioco e che lo sorregge silenziosamente nel suo sviluppo. Il desiderio dell’analista si ridefinisce in funzione di tale orientamento, e ciò ha condotto J.-A. Miller a riformularlo, nella presentazione del tema del recente Congresso dell’AMP, nei termini di “desiderio di ridurre l’Altro del soggetto al suo reale, liberandolo dal senso”. Questa riformulazione sposta l’asse strategico dell’operazione analitica sul rapporto tra difesa e reale, per condurre il soggetto analizzante ad assumere il reale senza senso che gli è proprio. Tutti i testi che qui pubblichiamo centrano, da diverse angolature, i termini del transfert: della sua installazione e i suoi accadimenti, delle sue implicazioni nella cura e nella teoria psicoanalitica. Alfredo Zenoni, nel suo contributo, mostra che a livello della scienza la nozione di reale e del sapere nel reale – reale regolare – è atto di fede. Nessuna evidence-based medicine quindi, ma piuttosto, come scrive l’autore citando Lacan, “tutto ciò che si enuncia fino ad oggi come scienza è sospeso all’idea di Dio”. Nel suo testo delinea in maniera precisa le ragioni di tale illusione, sempre pronta a produrre metodi dichiarati “inconfutabili”. Per noi psicoanalisti, per la psicoanalisi, il transfert è il perno del soggetto supposto sapere. Per Lacan, l’amore e la supposizione di un sapere coincidono: è l’amore, invece che la fede, che fa esistere l’inconscio come sapere. Come, in che modo, è possibile (lì dove lo è), maneggiare l’amore di tranfert, in un’attualità che vede la clinica odierna confrontarsi con le condizioni di installazione del transfert non solamente dove incontriamo la necessità da parte dei soggetti del reperimento, nella propria sofferenza, di un significante enigmatico, ma piuttosto dove si presentano soggetti che portano un lamento per non riuscire a raggiungere e ad accedere ai godimenti proposti dalla società. I venticinque testi che seguono, sono contributi che provengono da un lavoro appassionato e testimoniano amore per l’inconscio, per un sapere che sfugge; amore, sempre più necessario, come risposta al godimento imperante che incontriamo nei nuovi sintomi, ma anche nelle risposte che certe illusioni scientifiche propongono otturando ogni mancanza nel soggetto, ogni possibile interrogazione soggettiva.

Buona lettura