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Amore e odio per l’Europa

Giovanna Di Giovanni

Dalla speranza alla paura … è questa  l’inevitabile deriva dell’Europa?
L’essere umano nasce sociale, ci dice Freud, e con Lacan possiamo aggiungere che è iscritto in un ordinamento simbolico ancora prima di nascere, preso nelle maglie del linguaggio che struttura desiderio e godimento. Ma non è una strutturazione così pacifica. Il mondo esterno, l’Altro è primario e prende “la parola di comandamento”, 1 rendendo ciascuno estraneo a sé stesso proprio in ciò che ha di più intimo. Freud ha anche detto che l’odio è primario e l’amore un tentativo di riparazione e Lacan aggiunge che l’odio proviene dal rifiuto primordiale che il Lust-Ich oppone al mondo esterno e parlerà di hainamoration. 2
Ma l’Altro rinvia comunque a questa parte di me che rigetto e la padronanza intravista nello specchio si rivela illusoria. E’ facile allora scivolare nell’odio dell’Altro, che ha illuso e derubato. Anche nei rapporti sociali più vasti, come fra Europa e singole nazioni o fra le diverse nazioni stesse, si possono così ritrovare queste dinamiche, esacerbate e accresciute dall’attuale comunicazione di massa., che diviene arma pericolosa se al servizio di facili demagogie. II passato, pur non lontano, non sembra infatti invitare alla riflessione. Nell’odio di sé proiettato nell’altro possono situarsi anche le radici della volontà di unirsi all’Altro non nella progettualità costruttiva ma nella distruttività mortale, come nell’attentato suicida, “tentativo di iscriversi specularmente nell’Altro odioso.” 3
La paura si può così sostituire alla speranza e alla fiducia, come ha osato umanamente dire un uomo politico, 4 e può assumere le forme più diverse. Può incarnarsi in colui che viene da “altrove” o in colui che, anche all’interno del mio codificato ,confortevole sistema, minaccia il possesso di qualcosa ritenuto un diritto acquisito. Il migrante, il derelitto, l’emarginato mostra specularmente la fragilità del mio statuto e corrode la supposta incrollabile legittimità. Chi può garantire infatti chi sono “i sommersi e i salvati”? 5
Sfruttando l’angoscia dell’essere umano, facilmente si può scivolare alla massa, alle nazioni, quelle che non vogliono  cedere  i privilegi e quelle che dovrebbero subire, in una dicotomia che seziona l’Europa intera. Dalla speranza di collaborazione vitale, perché “l’Europa non è solo vincoli ma può essere anche progresso “,6 si passa allora alla paura reciproca ,all’odio e l’Altro vira a nemico. Ma indicare qualcuno o qualcosa da odiare all’esterno non impedisce il sorgere sempre più frequente di tensioni interne, come si vede accadere nelle diverse nazioni europee.
Con la psicoanalisi sappiamo che, sotto apparenze di movimenti rapidi fino all’inconsulto, la paura comporta una paralisi difensiva profonda e impedisce ogni cambiamento vitale. La propaganda della paura è la prima forma della distruttività, di Tanatos. Ormai è ripetuto che la perdita di riferimenti simbolici, la parcellizzazione paradossalmente unita alla globalizzazione negli attuali media, che fanno la nostra comunicazione, sottopongono l’essere umano a difficoltà sempre nuove.
Non sembra però che una proiezione dell’angoscia nell’altro simile, una chiusura difensiva da assediati, sia la prospettiva più utile. Questo può valere anche per un intero continente, l’ Europa, occupata a dividersi nell’odio ma assediata dal mondo esterno, in un processo ignorato dai più.
La sfida appare nel sociale e riguarda il mondo politico, ma come tutti i fenomeni umani tocca anche la psicoanalisi e chiama ciascun operatore del campo ad interrogarsi sulla forma da dare a qualcosa che con Freud ha avuto origine nella singolarità della sofferenza ignorata dalla scienza ufficiale, ma che da subito ha avuto una portata universale e rivoluzionaria.  Ha infatti mostrato che l’esistenza umana non è nella repressione e nemmeno nell’odio per l’ignoto in noi e fuori di noi, ma nella ricerca instancabile di  una forma ogni volta nuova e per questo vitale.
Tanatos, l’odio, immobilizza  e Eros “immortale “ si origina nelle esistenze singolari e impegna anche l’analista a darne testimonianze sociali e visibili. Visto che il discorso del capitalista  appare  avvitato su se stesso, occorre che l’essere umano ricordi che esiste un’altra più profonda e persistente economia umana, quella dell’ inconscio. Compito della psicoanalisi allora  proprio adesso può essere mostrarne l’operatività nei diversi contesti dell’esistere umano .

1- E. Laurent, La vergogna e l’odio di sé, in La Psicoanalisi, n.46, ed. Asprolabio,p.51
2- J.Lacan, Il Seminario  XX, ed. Astrolabio , p.89
3- E. Laurent, ibidem ,p.52
4- R. Prodi, L’Europa della speranza, SIR,22 nov.2018
5- P. Levi, I sommersi e i salvati, ed. Einaudi
6- G. Napolitano, L’Europa siamo noi, raistoria.rai.it, 24 ott. 2014

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