Alfredo Zenoni
Il fenomeno è, e sarà sempre di più, di una tale ampiezza da non potere non coinvolgere tutto il pianeta, un pianeta passato dai 2 miliardi di abitanti nel 1927 ai 7,6 miliardi di oggi. Non vi si può far fronte senza mobilizzare ben altre risorse che quelle impiegate finora. Anzi tutto, non si tratta soltanto di evitare che questi flussi migratori siano lasciati nelle mani di trafficanti e di milizie, ma di fare in modo che siano accompagnati e presi in carico a livello internazionale, devolvendo alle organizzazioni come l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o ad altre organizzazioni come l’Organismo delle Nazioni unite incaricato delle migrazioni le risorse necessarie, non soltanto per garantire la prima accoglienza ma anche per l’installazione di villaggi d’accoglienza organizzati e rispondenti a tutti i bisogni. L’Alto Commmisariato ha preso in carico nel 2017 solo 60.000 rifugiati. Come convincere i governi, come convincere l’Unione europea ad assegnare molto più risorse a queste organizzazioni?
Naturalmente, la loro azione, se può far fronte in prima linea agli effetti delle condizioni climatiche e geopolitiche che li determinano, non puo’ sostitursi a quella a più lungo termine dei paesi più ricchi e meno colpiti dai cambiamenti climatici e dalle guerre, chiamati a finanziare interventi massicci destinati a modificare queste condizioni stesse. Non si può più fare l’economia di una risposta umana su una scala che non è stata mai raggiunta fino ad oggi. Quale discorso, quale azione, e, aggiungerei, quale esempio potranno suscitarla?
La sfida è di riuscire, o di contribuire a riuscire a creare un forte movimento di opinione tale da indurre almeno alcuni partiti (cominciando dai paesi di tradizione cristiana) e il governo in cui entreranno a includere nel bilancio dello stato le spese per questi interventi.
Nell’immediato, si tratta di accogliere i migranti che si servono di corridoi umanitari per raggiungere l’Europa[1]. I due partiti che formeranno la “grande coalizione” in Germania si sono messi d’accordo per accoglierne 200.000 ogni anno, non soltanto per prestare loro assistenza, ma per inserirli nell’effettività della vita collettiva. I partiti del governo “di larghe intese” che uscirà dalle prossime elezioni in Italia su quanti migranti potrebbero mettersi d’accordo di accogliere? Non sembra che la questione sia soltanto sollevata nell’attuale campagna elettorale.

