• Area riservata
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano
  • La scuola
    • Cos’è la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
    • Consiglio di amministrazione e Direttivo
    • Incaricati di missione
    • Segreterie di Città
    • Annuario
    • Cartelli
    • Laboratori SLPcf
    • Statuti e altri testi
    • La Passe
  • Attività
    • Calendario
    • Attività in programma
    • Archivio attività locali
    • Archivio attività nazionali
    • Archivio attività internazionali
    • Archivio attività degli Istituti
    • Archivio attività dei membri
  • Orientamento Lacaniano
    • Testi fondamentali
    • Attualità teorica e clinica
    • La Scuola e la sua politica
    • Interviste
  • Pubblicazioni
  • Connessioni
    • AMP e la Scuola Una
    • Il Campo Freudiano
    • EFP Eurofederazione di Psicoanalisi
    • Radio Lacan
    • Istituti di specializzazione
    • Centro Studi
  • Shop
  • Contatti
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Carrello Carrello
    0Carrello

Dov’è finita “la peste”?

Nicola Purgato

C’è una storia su Freud che Lacan raccontava spesso. L’avrebbe ricevuta – per sua stessa ammissione – da Jung in persona con cui, a differenza di Freud che non incontrò mai, ebbe una certa familiarità.

“É così che le parole di Freud a Jung, dalla cui bocca le ho ricevute, quando invitati entrambi alla Clark University furono arrivati in vista del porto e della celebre statua che illumina l’universo: «Non sanno cheportiamo loro la peste», gli sono rinviate come sanzione di una Hybris la cui antifrasi e la sua tenebrosità non spengono il fosco bagliore. Perprendere in trappola il suo autore, la Nemesi non ha dovuto far altro che prenderlo in parola. Potremmo temere che ci abbia aggiunto un biglietto di ritorno di prima classe. In verità, se è successa una cosa del genere non abbiamo che da prendercela con noi. Infatti, l’Europa sembra essersi tolta di mente le preoccupazioni, lo stile, se non addirittura la memoria, di coloro che ne sono usciti, con la rimozione dei loro cattivi ricordi.” (J. Lacan, La cosa freudiana. Senso del ritorno a Freud in psicoanalisi, p. 393).

Con la sua celebre espressione Freud sottolinea la dimensione sovversiva del discorso psicoanalitico, ma utilizzando una metafora così forte e particolare (“la peste”) non poteva non alludere anche alla dimensione politica del discorso che aveva creato e che stava portando oltreoceano. Esiste tutta una letteratura sugli effetti socio-politici della peste, ma – per restare nel campo attiguo al nostro – ci bastano i diversi romanzi che la descrivono per darcene una pallida idea. La peste colpisce uno per uno, ma è l’intero sistema che viene scosso e messo in allerta.

Sottolinenando il carattere di antifrasi delle parole di Freud, Lacan ne mette in luce il paradosso: il terapeuta che dovrebbe guarire e donare benessere, porta invece egli stesso la malattia. La dimensione politica della frase non è sfuggita a J.-A. Miller quando, evocando l’aneddoto newyorkese, afferma che “è come se Jung e Freud fossero due terroristi fondamentalisti nascosti negli Stati Uniti.” (J.-A. Miller, The desire of Lacan and his complex relations to Freud, p. 5).

Che il metodo psicanalitico abbia poi davvero introdotto la peste in una cultura capitalista fondata sull’ottimismo, il narcisismo e l’utilitarismo, dando così una radicale scossa a un apparato sociale che pareva indistruttibile è ottimistico pensarlo. Anzi, è da verificare se “il Nuovo Mondo non abbia, invece, portato la peste nella psicanalisi” (cfr. Marina de Carneri, Il desiderio e il consumo) eliminandone proprio la portata sovversiva e riducendola ad una pratica di adattamento nutrita da buoni ideali.

Con l’aneddoto della peste incastonato nel testo La cosa freudiana, Lacan non si limita a constatare il destino delle parole di Freud, ma ci implica direttamente quando saremmo portati a definirla una “questione americana”. Se da un lato, come si sa, rimprovera alla psicologia americana (l’ego-psycologycontro cui si scagliava proprio negli anni cinquanta, cui il testo La cosa freudianaappartiene) di aver respinto “la peste” di Freud, al tempo stesso rimprovera all’Europa di aver rimosso essa stessa sia il lavoro di Freud che “i cattivi ricordi” (la memoria della persecuzione antisemita e della guerra). Utilizzando, inoltre, due termini greci (Nemesi e Hybris) legati alla tragedia greca e all’eroe tragico, Lacan con una amara ironia e una certa solennità, sottolinea che “la peste” che Freud credeva di portare in America viene rispedita in Europa con un biglietto di prima classe, sotto le vesti dell’influente psicologia dell’Io di marca americana e – potremmo dire – di tutte le successive forme di psicoanalisi che sono andate a braccetto con le esigenze sociali.

Per Lacan il fallimento della missione freudiana non lascia quindi l’Europa senza colpa (“se è successa una cosa del genere non abbiamo che da prendercela con noi) non leggendovi solo una “resistenza americana” al batterio Yersinia pestis. Anzi, la palla ritorna a noi e i riferimenti al nazismo e alla guerra su cui già Freud si era interrogato in vari testi, testimoniando il suo costante interesse alle dinamiche sociali, culturali e politiche, sono un invito ad interrogarci anche noi oggi su questi aspetti.

Si tratta quindi di non essere semplici “untori”, uno per uno nel proprio studio, ma come hanno ben mostrato le battaglie in cui J.-A. Miller ci ha coinvolti, di dare voce e tenere ben presente “le preoccupazioni, lo stile, se non addirittura la memoria”, tre parole di cui possiamo dire che mai come oggi ci sia bisogno.

Solo così ciascun analista, mosso dal suo desiderio, e la stessa Scuola Lacaniana potranno avere come “orizzonte la soggettività della nostra epoca” (J. Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi, p. 315) nel doppio senso che la frase lascia intendere: dei soggetti che vivono in quest’epoca e dell’epoca stessa in cui i soggetti vivono. L’interesse per l’una non può andare senza l’altro, così come la clinica senza la politica.

Alla Clark University nel 1909, da sinistra (davanti) Sigmund Freud, G. Stanley Hall, Carl Jung; (dietro): Abraham A. Brill, Ernest Jones e Sandor Ferenczi

Torna al dibattito prepartorio
Search Search

Ultime dallo Shop

  • Ascolto. L’orecchio tagliato dello psicoanalista Ascolto. L’orecchio tagliato dello psicoanalista
  • Il suono delle sfere celesti e l'inconscio Il suono delle sfere celesti e l'inconscio
  • L' ultimissimo Lacan L' ultimissimo Lacan 25,00€ Il prezzo originale era: 25,00€.23,70€Il prezzo attuale è: 23,70€.
  • Anche i bambini hanno un'antenna L’esperienza dell’Antenne 110 Anche i bambini hanno un'antenna L’esperienza dell’Antenne 110 22,00€ Il prezzo originale era: 22,00€.20,90€Il prezzo attuale è: 20,90€.
  • La forclusione del Nome-del-Padre Il concetto e la clinica La forclusione del Nome-del-Padre Il concetto e la clinica 24,70€ Il prezzo originale era: 24,70€.23,50€Il prezzo attuale è: 23,50€.
  • Contributo partecipante alle attività 2025 Contributo partecipante alle attività 2025 350,00€

Ultime pubblicazioni

  • Rete Lacan n°78 – 8 ottobre 20268 Ottobre 2026 - 0:00
  • Newsletter Cartello #562 Ottobre 2026 - 13:27
  • Newsletter Cartello #559 Settembre 2026 - 23:34
  • Newsletter Cartello #5423 Luglio 2026 - 23:21
  • Editoriale – Ascoltare oggi?9 Giugno 2026 - 14:56
  • Intervista a Maria Laura Tkach – Membro A.M.E. SLPcf e AMP9 Giugno 2026 - 14:55

Scuola lacaniana di psicoanalisi

Via G. Pecchio, 12 – 20131 – Milano
Tel: 02 5412 2747
Cell: 335 687 454 8
P. IVA e C.F. 07295021005

Segreteria operativa:
segreteriaoperativa@slp-cf.it
Segreteria nazionale:
segreteria@slp-cf.it

  • La Scuola
  • Atto di fondazione
  • Consiglio di amministrazione e Direttivo
  • Annuario
  • Segreterie di Città
  • Cartelli
  • Archivio attività nazionali
  • Pubblicazioni
  • Radio Lacan
  • Shop
  • Contatti

Cerca

Search Search

Seguici

© Copyright - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi | Privacy policy | Condizioni generali di vendita | Credits: Alessio De Feudis
Collegamento a: Appunti n. 138 – Marzo 2018 Collegamento a: Appunti n. 138 – Marzo 2018 Appunti n. 138 – Marzo 2018Appunti Collegamento a: Sartor Resartus, Le tailleur retaillé Collegamento a: Sartor Resartus, Le tailleur retaillé XVI Convegno della Scuola Lacaniana di PsicoanalisiSartor Resartus, Le tailleur retaillé
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta e chiudiImpostazioni Cookie e Privacy

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
Accetta le impostazioniNascondi solo la notifica