Presentazione – Rilanciare la scuola
di Marco Focchi

La grande novità di questo numero appare subito: la rivista esce in formato digitale. Abbandoniamo il cartaceo e lanciamo le nostre riflessioni, le nostre analisi, i nostri temi di discussione, nell’oceano informatico, affidandole, come messaggio in una bottiglia, alle onde del Wi-Fi . La velocità, l’immediatezza, la funzionalità della circolazione informatica fanno ormai del formato digitale il mezzo più adeguato per una rivista che abbia come riferimento un’ampia comunità scientifica di lavoro, e permette di non incagliarsi nelle tradizionali difficoltà e lentezze di distribuzione delle riviste in formato cartaceo.
Rilanciare la Scuola significa anche trarre profitto da queste innovazioni che la tecnologia ci mette a disposizione.
È vero, come suggerisce Eric Laurent nel suo testo, che il programma di godimento non è virtuale, ma possiamo utilizzare gli strumenti del virtuale per creare una rete che favorisca l’incontro, renda immediata la disponibilità dei testi, acceleri lo scambio.
Passare la rivista in formato digitale, dotare di una rete di blog le segreterie cittadine, coordinare questa rete attraverso lo spazio del sito, sono tutte mosse che creano una geografia virtuale in grado di scavalcare gli impedimenti della geografia fisica, e dove perde pregnanza la distinzione centro/periferia.
Rilanciare la Scuola implica produrne l’agalma, attivarne il desiderio. A questo scopo è necessario un lavoro di squadra, un progetto d’insieme, una costruzione in comune.
Occorre per questo che l’Italia dispersa dei mille campanili si sintonizzi e si elettrizzi intorno alle grandi novità che stanno emergendo, ai grandi temi che il dibattito internazionale della AMP sta producendo, e che la politica e la società civile localmente chiedono di affrontare. Da questo punto di vista il presente numero è programmatico.Dopo il testo di Laurent – e con esso connessa – la sezione sui grandi temi della modernità morde su questo terreno. La sezione successiva ci mostra le versioni della psicoanalisi che rispondono alle sollecitazioni provenienti dalle nuove parvenze.
La conferenza di Miller al teatro Coliseo di Buenos Aires è miracolo di equilibrio tra la precisione concettuale e un’insuperabile arte dell’intrattenimento.
Prosegue poi il dialogo con il cinema, l’approfondimento dei concetti essenziali, la presentazione delle inestimabili testimonianze di passe, e lo scambio di opinioni con i libri di cui si parla.
La psicoanalisi, disciplina giovane e in piena espansione, trova continuamente nuove direzioni di ricerca, nuovo terreno di applicazione clinica, nuovi strumenti per incidere nella soggettività contemporanea. Per questo occorre uscire dai piccoli porti e spiegare le vele al largo.