Qualcuno è forse convinto che la vita sia semplice? Questo numero della rivista è fatto per dissuaderlo. Se da un lato Fransois Ansermet ci incoraggia a vedere le linee di confine in cui la nozione di plasticità fa incontrare la psicoanalisi con la biologia, dall’altro Guy Briole ci mette in guardia su come il nuovo ordine scientifico tende a bandire l’alea dell’incontro ponendolo sotto il governo del determinismo. Gli studi sul simbolismo della seconda sezione ci presentano poi il progressivo processo di astrazione della funzione simbolica man mano che essa viene assorbita dal pensiero scientifico, facendo apparire la spersonalizzazione del messaggio d’amore e la smaterializzante spettacolarizzazione che sempre più tende a condizionare le nostre condotte. Se il potere ci sequestra la fantasia, possiamo trovare rifugio nell’amore? Si, se ne traversiamo le strettoie. Gli esempi dell’Uomo dei lupi, di Goethe e di Kafka studiati nella terza parte ne mostrano in modo esemplare la logica. Le complessità della vita possono impantanarci nella nevrosi se pensiamo di subirle passivamente. La psicoanalisi è per il risveglio.