Editoriale

In questo numero di settembre, Cartello vi propone due testi di grande interesse rispetto alla funzione del “più-uno” nel cartello.
Nel primo testo, Angelina Harari, Presidente dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, – che molto gentilmente ha voluto contribuire al nostro lavoro di Scuola – ci parla della sua funzione di più-uno in un Cartello della passe della Escola Brasileira de Psicanálise. Il suo lavoro come più-uno, all’epoca della passe del parlessere, è stato quello di partecipare, con il suo taglio, all’elaborazione collettiva di un sapere “al servizio della singolarità, della diversità”, sapere che la
psicoanalisi ha il compito etico, epistemico e politico, di costruire.
Il secondo testo è un intervento importante di Jacques-Alain Miller, “Cinque variazioni sul tema della ‘elaborazione provocata’”, relativamente alla funzione del “più-uno” nel cartello. Esso deve funzionare come un “agente provocatore”!
Provocare al lavoro inserendo “l’effetto di soggetto nel cartello” e facendo in modo che ogni membro vi abbia “il suo tratto proprio”. Questa, aggiunge infatti J.-A. Miller, è la condizione perché si produca del sapere. Per fare ciò è necessario,
quindi, che il più-uno difenda l’ex-stimità di ogni partecipante, la sua singolarità, e che operi per decompletare il gruppo e i suoi effetti.
In vista della prossima Giornata Clinica Nazionale intitolata Addictions dipendenze nel XXI secolo (Padova, 9 novembre 2019) vi invitiamo a creare dei cartelli-lampo, della durata di 2/3 mesi, per lavorare sul tema delle dipendenze
oggi.

Cartello darà spazio ai vostri elaborati!
Buona lettura!

Adele Succetti
Delegata nazionale ai cartelli