Editoriale

Il presente numero di Cartello testimonia di quanto è stato detto, a proposito dei  cartelli, nel corso della Conversazione del 28 giugno scorso sul tema: La presenza della Scuola, la presenza nella Scuola.
La presenza della Scuola, con i suoi membri e le sue attività, fa esistere la psicoanalisi del Campo freudiano in Italia. È una presenza che è stata preparata e poi sancita da un atto, quello della sua costituzione. La Scuola ha, però, da far sentire la sua presenza e può farlo grazie alla presenza dei singoli, uno per uno, che la fanno esistere in quanto luogo della propria formazione, destinatario delle proprie testimonianze (AE), dei propri lavori e di un’elaborazione condivisa. Come abbiamo potuto sentire domenica scorsa, la presenza nella Scuola è una presenza a più voci, ognuno a partire dalla propria solitudine, dalla propria posizione sintomatica, che interpreta il suo essere nella Scuola. La Scuola, analogamente al Cartello, come dice J.-A. Miller nella “Questione di Madrid”, funziona secondo la logica del non-tutto, logica necessaria perché vi sia lo spazio per il desiderio. Desiderio che potrete leggere nei testi che seguono.