Editoriale

Nonostante la pandemia e il distanziamento sociale che essa ha determinato, la vita, del cartello e non solo, dipende dal desiderio e dal godimento che ogni essere parlante riesce a creare, a crearsi, non senza l’Altro. I legami sociali, impoveriti e provati dalla distanza e dalla mancanza dei corpi reali, per sussistere, si sono quindi reinventati: qualcosa della vita ormai passa attraverso i social, i video, le conferenze online, le parole e la musica… che fanno legame al tempo del Coronavirus. In attesa di poterci rincontrare…
Questo numero di Cartello lo testimonia al meglio: dal “Ritmo straniero” di Veronica Rinaldo,  alle “Improvvisazioni sulla partitura del Coronavirus”, una sinfonia a più voci come: “Il tempo rubato”, “Impromptu”, “Al di là di ciò che vediamo”, “Un velo strappato lo cuce l’invenzione”, “La regola monastica e la scrittura dell’inconscio”.
Buona lettura!
Adele Succetti
Delegata nazionale ai cartelli