Il 18 novembre si svolgerà a Torino il Forum Internazionale Desideri decisi di democrazia in Europa. Il giorno successivo, la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi organizza la sua Giornata Clinica Nazionale, e il titolo che ci vedrà convocati sarà Bambini e adolescenti, e gli adulti che se ne occupano.

L’articolazione fra i due temi, forse non immediatamente evidente, è tuttavia assolutamente stringente.

Il posto che i bambini e gli adolescenti occupano nelle nostre società, il posto che viene loro assegnato, in astratto e in concreto, nei legami sociali, può infatti essere considerato il paradigma del posto riservato al soggetto nella nostra epoca.

Messi a tacere attraverso gli oggetti, che anticipano ogni manifestazione di desiderio; esclusi da ogni assunzione di responsabilità, cancellata da un distorto quanto falso principio di tutela; privati di una prospettiva di un futuro a venire, sia esso individuale o generazionale, i bambini e gli adolescenti, pur messi al centro delle attenzioni politiche, sociali, educative, famigliari, sono di fatto ridotti a scarto del legame sociale.

Ma tale destino non è forse quello che è spesso riservato ai cittadini nelle nostre democrazie occidentali? Non possiamo leggere forse in questa direzione quel “bambino generalizzato”[1] di cui Lacan ci parla nel 1967, correlandolo alla segregazione, sempre più ampia nelle nostre società, e che tocca i bambini, gli adolescenti così come gli adulti?

Il Forum del 18 novembre ci invita a implicarci, come psicoanalisti, con altri discorsi, per leggere il disagio della civiltà contemporanea e mettere il nostro granello di sabbia nel meccanismo infernale che il discorso capitalista impone, e di cui i primi a farne le spese sono i giovani e i giovanissimi. La Giornata della SLP del 19 novembre ci coinvolge nel far cogliere, a livello della clinica che pratichiamo, come ci si può implicare con un bambino o un adolescente affinché trovi un posto nel legame. Quel che ne è e quel che ne sarà della psicoanalisi è in stretta relazione con questi due ambiti, apparentemente lontani, ma in realtà strettamente articolati. E forse, l’uno non può andare senza l’altro.

Per questo, la presenza di ciascuno a questi due appuntamenti è preziosa. Lacan in Televisione diceva: “Più santi si è, più si ride, è il mio principio, addirittura l’uscita dal discorso capitalistico – il che non costituirà un progresso se riguarderà solo alcuni”[2].

Paola Bolgiani

[1] J. Lacan, Allocuzione sulle psicosi infantili, in Altri Scritti, Einaudi, Torino, p. 364.

[2] J. Lacan, Televisione, in Altri Scritti, Einaudi, Torino, pp. 515-516.