Milano, 7 marzo 2015

Conversazione della Scuola di Psicoanalisi

EFFETTI DI SORPRESA NELL’ESPERIENZA DEL CONTROLLO

Presentazione

La prossima Conversazione della SLP che terremo a Milano sabato 7 marzo avrà a tema la pratica del controllo in psicoanalisi. Non avveniva dal 2006, quando a Rimini si tenne una Giornata di studi della Scuola proprio attorno a questa questione. L’aggiornamento si rivela oggi quanto mai essenziale, non solo per il fatto che è trascorso quasi un decennio da allora, ma anche per il fatto che nel contesto dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi la riflessione sul tema del controllo e sulle sue implicazioni per la formazione e la pratica dello psicoanalista sono andate arricchendosi negli ultimi tempi.

Abbiamo scelto come filo conduttore per orientarci nel nostro discorso sulla pratica del controllo l’esperienza della sorpresa, che è quanto di più prossimo all’emergenza dell’inconscio ci è possibile incontrare negli effetti di tale pratica. Per questa ragione ci è sembrato un modo efficace per introdurci alla dimensione analitica del controllo, ed alla sua irriducibilità ad altre pratiche della supervisione esistenti in ambito clinico. L’esperienza del controllo non si riduce infatti per noi ad un monitoraggio della giustezza dell’operazione diagnostica, né alla verifica della correttezza di un’impostazione terapeutica della cura. Il che non significa certo che esse non abbiano il loro posto in tale esperienza.

Il controllo in psicoanalisi è però tale anzitutto se include al suo interno il rapporto del praticante nella cura con la psicoanalisi stessa,  più radicalmente se punta a sintonizzarsi con il desiderio dell’analista in gioco nel praticante. La dimensione etica in questione nella pratica analitica del controllo riguarda infatti in primis la posizione dalla quale il praticante ascolta e parla, il luogo di enunciazione dal quale interviene nel trattamento. Ma lo stesso rilievo pertiene alla posizione di colui che riceve la domanda di controllo e prova a farsene partner: se vi risponderà infatti dal lato dell’espertise di un maitre, oppure sul piano del sapere universale delle linee guida proprio al discorso universitario, potrà anche dare un sostegno alla terapeutica del praticante ma mancherà la dimensione propriamente analitica del controllo. E’ in questa dimensione infatti che l’effetto di sorpresa giunge nel controllo a colpire il praticante, che si sorprende nel vedersi operare nel trattamento da una posizione che non immaginava essere la propria. L’effetto di rettificazione della propria posizione nella cura, quando si verifica in seguito alla seduta di controllo sul caso in questione, testimonia del fatto che effettivamente vi è stata esperienza analitica del controllo. Solitamente ciò offre al praticante ancora ingaggiato nella propria analisi personale materiale essenziale per la sua analisi stessa, oltre che per la sua pratica. Dal lato di chi riceve la domanda di controllo, l’incontro con la questione clinica portata dal praticante è ogni volta una messa alla prova per l’analista controllante non tanto del suo sapere di esperto nella clinica, quanto del suo saperci-fare con il reale del proprio sintomo. Occorre infatti che quest’ultimo non interferisca ma anzi favorisca il processo che conduce la domanda del praticante a sintonizzarsi al desiderio dell’analista che è in lui.

Questa Conversazione sugli effetti di sorpresa nell’esperienza del controllo, dopo una breve introduzione dei presidenti della SLP e della EFP, si strutturerà in due sessioni. La prima interpellerà la posizione dell’analista come destinatario della domanda di controllo di un praticante, le modalità di occuparla e le eventuali difficoltà di sostenerla. Ci interrogheremo qui sul rapporto dell’analista controllore con il sapere e il non sapere, così come sullo stile, che come sappiamo non è universale ma singolare. I nostri colleghi Paola Francesconi e Antonio DI Ciaccia ci offriranno in anticipo un loro testo relativo alla loro esperienza al riguardo. Giuliana Grando e Maria Bolgiani ci introdurranno alla loro lettura, e Eric Laurent arricchirà con il suo commento la nostra conversazione.

La seconda sessione riguarderà l’esperienza dell’analista che domanda il controllo ad un altro analista, e non a caso abbiamo voluto intitolarla “Il desiderio dell’analista nella domanda di controllo”. In questa sessione cercheremo di mettere in rilievo l’emergenza della funzione del desiderio dell’analista nella domanda di controllo del praticante, le impasse e le sorprese che incontra sul suo cammino nel percorso della formazione analitica e della pratica della psicoanalisi. Giuliana Zani e Gian Francesco Arzente ci offriranno in anticipo i loro testi, Massimiliano Rebeggiani e Nadia Razzanelli ce li presenteranno avviandone l’interrogazione. Jean-Daniel Matet ce ne proporrà un commento, dando il là alla nostra conversazione.

Dulcis in fundo, ed in un movimento di après-coup, Eric Laurent concluderà i lavori con un suo intervento sul tema del controllo in psicoanalisi.

Arrivederci dunque tutti a Milano!

Domenico Cosenza

Troverete su Radio Lacan si trovano le registrazione di alcuni interventi e su Attualità Lacaniana numero 20 sono la pubblicazione dei testi.