Foto di Fausto Giaccone
Abbiamo voluto riprodurre qui questo importante testo scritto da Jacques-Alain Miller come editoriale del numero zero di Appunti.
La terza
Jacques-Alain Miller
Dunque, la terza fu quella buona. Bisogna dispiacersi che Lacan abbia fallito a attaccare allo stesso carro e Contri e Drazien e Verdiglione? Erano gli inizi degli anni settanta. Dieci anni dopo ci fu l’Intercartello italiano dell’École de la Cause. Secondo scacco. Che cosa mi induce a pensare che ora ci siamo?
Che la generazione trovatasi sballottata per vent’anni in questa avventura, abbia detto sì, il 2 dicembre 1990, alla Scuola Europea: era la condizione necessaria. Essa tuttavia non era sufficiente: ci voleva l’adesione della generazione successiva, adesione di cuore e non soltanto di forma.
Proprio quel tipo di adesione ho intravisto l’anno scorso a Venezia e l’ho vista affermarsi un mese fa a Milano.
Essa si afferma sotto forma di esigenza. Molto bene.
Una generazione vuole il suo posto. È legittimo.
Inquietudini, incomprensioni, rivendicazioni: che bella energia!
Tocca ai responsabili darle forma nella Scuola, Appunti ci servirà. In Appunti la comunità di lavoro italiana della Scuola Europea troverà il suo volto. La Scuola non propone un bavaglio. Offre un altoparlante. È certo che la diffusione dell’insegnamento di Lacan e la sua messa in pratica sono, da vent’anni, ostacolate in Italia. È adesso, solamente adesso, che abbiamo lo strumento per adempiere ciò che è ancora solo promessa.
La prima generazione, quella dei tre “passeurs”, si è dispersa, non è nella Scuola. La seconda, al contrario si è raccolta in essa: forma l’armatura del gruppo. Grazie ad essa, la terza generazione si recluterà principalmente con la “passe”, in conformità con il desiderio espresso da Lacan.
Il prossimo settembre sarò a Milano per approfondire, con i nostri colleghi del posto, questa problematica. Appunti, spero, ne farà l’eco.
29 giugno 1992









