False promesse del benessere
● “L’inconscio freudiano necessita un auditore”. Affinché l’inconscio parli, bisogna che qualcuno ascolti. Altrimenti, la ripetizione, invece di essere detta, è agita. Lo sappiamo, è l’impasse degli imperativi di sicurezza e di benessere, che vorrebbero far tacere l’inconscio.
● La cifra, il cervello, la casella da barrare nel questionario costituiscono ormai il tripode di un “nuovo paradigma ontologico”: “essere, è essere cifrabile”. J.-A. Miller smonta qui molto chiaramente i trucchetti del tutto quantificabile. La valutazione non sparirà per questo. Ma l’offerta della psicoanalisi si manterrà, se si posiziona nel buon modo.
● Non c’è alcun spadroneggiare che valga in merito all’inconscio. Ma allora, in cosa si distingue l’inconscio da un soggetto analizzato?
In una prospettiva dove la salute, è il silenzio degli organi, il desiderio è chiaramente una malattia
Domenica 10 novembre alle 18.00
sous-titres en anglais, espagnol, italien, portugais & français


