Gli anziani e i giovani: sul desiderio dell’analista è il tema della Giornata Nazionale
Questioni di Scuola che si terrà a Milano il 17 gennaio 2026.
“… l’astuzia di colui che conduce il gioco, se l’analista può meritarsi questo nome, non può che essere quella di liberare, da questa difensiva, una forma sempre più pura. Ed è questo che, nell’operazione, è il desiderio dell’analista”.
J. Lacan, Le Séminaire, Livre XII – Problèmes cruciaux
Lavoreremo insieme, anziani e giovani, sul desiderio dell’analista che, come ci ricorda J. Lacan, è lo strumento di cui il paziente si serve per giungere al suo fantasma originario. È lui, infatti, che ci sa fare con l’oggetto a e a noi spetta favorire tale percorso.
Cosa designa il desiderio dell’analista?
Non è un desiderio puro. Non è pura metonimia. Non è un desiderio di niente. Non equivale alla pulsione di morte. Non è un desiderio di cura. Non è normativo.
Non è il desiderio di essere psicoanalista. Non è il desiderio di un soggetto.
Il desiderio dell’analista è il desiderio di contrastare il desiderio di non sapere dell’analizzante, di contrastare la rimozione, di fare in modo che l’oggetto a, causa dell’orrore di sapere si rovesci in causa di un desiderio di sapere.
È il desiderio di far parlare e per questo occorre sospendere ogni giudizio morale e pragmatico, ma non mira al senso. La partita dell’analisi si gioca fuori senso, contrastando, passo dopo passo, l’identificazione significante perché possa sorgere qualcosa d’inedito, un’invenzione che mostri il punto di singolarità dell’analizzante.
Amelia Barbui




