Il reale del sesso

XVIII Convegno Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
Roma, 29 e 30 maggio 2021

Sul tema

Due parole, due straordinari concetti della psicoanalisi per il tema SLPcf  2021.

Sesso: Sigmund Freud lo accosta a un’età, l’infanzia, e ciò fa scandalo nella cultura. Già.
D’altro canto, precisa, con i Tre saggi sulla teoria sessuale, il carattere perverso polimorfo[1] della sessualità infantile. Sesso e sessualità si disarticolano e si articolano in una nuova logica. Il genitale già con Freud, nella elaborazione teorica che egli lascia con la sua opera, punta del nuovo, a tal punto da aprire, con la cultura che informa il soggetto dell’inconscio, alla trasmissione della psicoanalisi stessa.
Il suo testimone si darà al femminile, introducendo uno scacco nuovo alla scienza e, con essa, al reale. La sessualità binaria sempre più in crisi con l’avvento della manipolazione dei corpi sia dal lato scientifico sia da quello capitalista impone a ciascuno, all’Uno-tutto-solo, di  arrangiarsi con la propria soggettiva soluzione rispetto alla sessualità.

Reale: altro concetto forgiato da Lacan, al di là del significato che prende nell’uso della lingua comune, in cui reale e realtà perlopiù si equivalgono. Il Reale si dispiega dalla realtà: esso si colloca dalla parte del godimento, mentre la realtà è ordinata sul versante dell’Immaginario e del Simbolico.
Lacan, rileggendo Freud, lungo tutto il suo insegnamento, lo lavora per dargli il posto nella terna Reale, Simbolico, Immaginario. Arriva a dire che esso, il reale, è senza legge e, essendo sprovvisto di senso, “… non ha ordine[2]”. Precisa pure: “È nella misura in cui Freud ha veramente fatto una scoperta … che si può dire che il reale è la mia risposta sintomatica. Ma ridurre questa risposta ad essere sintomatica vuol dire ridurre ogni invenzione al sinthomo[3]”.
Nel Seminario XXV, Le moment de conclure, tempo del suo ultimo insegnamento, dirà: “Il reale non cessa di scriversi. È attraverso la scrittura che si produce la forzatura. […] bisogna dirlo, come apparirebbe il reale se non si scrivesse?[4]”. Poi: “Il reale produce il buco, è ciò a cui siamo ridotti, per quanto riguarda il fatto di realizzare comunque questo rapporto sessuale[5]”.

Ecco!
Oggi, più che mai, non bastasse solo la condizione di pandemia in cui ci troviamo, nessuno escluso, il tema è dato, affinché la comunità degli psicoanalisti della SLP si dia da fare per articolarlo, ognuno dal proprio posto, prossimo all’intimità straniera che lo abita e secondo il proprio stile.
La clinica è la bussola che ci fa scrivere e testimoniare.
Essa si annoderà alla declinazione politica ed epistemica.

Ancora.
Sesso: ci richiama alla biologia lacaniana, non senza Freud. Lacan, a tal proposito, proprio nel Seminario XIX, che la comunità analitica italiana della SLPcf si trova a celebrare nella sua traduzione italiana, recentemente pubblicata, afferma: “Non c’è minimo dubbio che il sesso sia reale […] Quando si tratta di sesso, si tratta dell’altro sesso, anche nel caso in cui gli si preferisce il proprio[6]”.

Reale: Lacan, nell’intervista che rilascia ad Emilia Granzotto per la rivista Panorama, dice: “Io chiamo sintomo tutto quello che viene dal reale, è tutto quello che non va, che non funziona, che ostacola la vita dell’uomo e l’affermazione della sua personalità. Il reale torna sempre allo stesso posto, lo trovi sempre lì, con le stesse sembianze. Gli scienziati hanno un bel dire che niente è impossibile nel reale […] non lo sanno di stare in una posizione insostenibile[7]”.
Sempre nella stessa intervista, rispetto alla domanda dell’intervistatrice sulla natura dell’angoscia, Lacan risponde: “Qualcosa che si situa al di fuori del nostro corpo, una paura, ma di niente che il corpo, mente compresa, possa motivare. Insomma, la paura della paura. Molte di queste paure, molte di queste angosce, al livello in cui le percepiamo, hanno a che fare con il sesso[8]”.

“Il reale del sesso” è il tema che ci mette al lavoro in questi tempi a cavallo fra il 2020 ed il 2021.
Un tema l’abbiamo lasciato alle spalle: “Paure?”, senza aver potuto celebrare il XVIII Convegno 2020.

Senz’altro esso sarà compreso nei lavori di quest’anno, non senza che si lasci un buco, lavorando nella formazione analitica di ciascuno per sbarazzarci dai tappi che non cessano di prodursi per tappare il buco impresso dall’inesistenza del rapporto sessuale, possiamo… scilicet.

Dopotutto il soggetto non sorge proprio dalla faglia, dall’intervallo fra S1 e S2?
Un’intermittenza, sicuramente, che sorge da un oggetto perduto. Il click che Lacan ci fa immaginare nella sua conferenza del 1966 a Baltimora[9]: il neon di un’insegna luminosa che segna il tempo, che va e viene nella bruma dell’alba.
Adoro questa foto che ci dona!

Che sia un lavoro sostenuto per la SLPcf.
Che si accendano e spengano tanti piccoli uni a indicare il tempo che scorre nella bruma densa, da fendere con desideri decisi per il farsi di un nuovo giorno per la trasmissione della psicoanalisi, sia sul piano del discorso che su quello del desiderio dell’analista.

Lasciamoci sostenere dalla nostra intima, soggettiva, reale causa, dagli AE in funzione.
Gli insegnamenti delle passe sostengano questo strumento di trasmissione che è la Scuola, decompletandola in permanenza, con il buco di sapere da tenere ben contornato da quei lembi di reale di cui testimoniano.

Sappiamo che Lacan, a chi gli diceva che era un poeta, sottolineava che era un poema.
Leggo come un verso poetico il passaggio che Lacan lascia nell’intervista ad Emilia Granzotto e con questo vado a fare un punto: “l’analisi spinge il soggetto verso l’impossibile, gli suggerisce di considerare il mondo com’è veramente, cioè immaginario, senza senso.
Mentre il reale, come un uccello vorace, non fa che nutrirsi di cose sensate, di azioni che hanno un senso[10]”.

Questo passaggio mi dà il gusto di una poesia che si cancella, scritta sui lembi di un litorale, su cui, a intermittenza, passa l’onda a cancellarla dei suoi significanti, delle sue metafore e metonimie, dei suoi versi; resti di godimento: niente.

Loretta Biondi

[1] S. Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale in Opere vol. 4, Boringhieri, Torino 1989, p.499
[2] J. Lacan, Il Seminario Libro XXIII, Astrolabio, Roma 2006, p. 134
[3] Ibidem, p. 129-130
[4] J. Lacan, Il Seminario Libro XXV, lezione del 10 gennaio 1978, inedito
[5] Ibidem
[6] J. Lacan, Il Seminario Libro XIX, Einaudi, Torino 2020, p. 151
[7] J. Lacan, Freud per sempre (intervista di Emilia Granzotto) in LP n. 41, Astrolabio, Roma 2007, p. 17 ss.
[8] Ibidem, p. 21
[9] J. Lacan, Della struttura come immistione di una alterità preliminare a un soggetto qualunque in LP n. 60, Astrolabio, Roma 2016. p. 9 ss.
[10] J. Lacan, Freud per sempre (intervista di Emilia Granzotto), op. cit., p. 18