PRESENTAZIONE XX CONVEGNO SLP

27-28 maggio 2023
Napoli

Nel XIII capitolo del Seminario XI, J. Lacan afferma:
“Nell’esperienza in effetti noi incontriamo qualcosa che ha un carattere incontenibile nonostante le repressioni – d’altro canto, se ci deve essere repressione è perchè c’è qualcosa al di là che spinge.
Non c’è bisogno di andare molto avanti nell’analisi di un adulto, basta avere una pratica con i bambini per conoscere quell’elemento che costituisce il peso clinico di ciascuno dei casi che dobbiamo maneggiare e che si chiama pulsione. Sembra che ci sia qui un riferimento ad un dato ultimo, a qualcosa di arcaico, di primordiale. Un simile ricorso, a cui il mio insegnamento vi invita a rinunciare per capire l’inconscio.” (p. 158)
Non si tratta dunque semplicemente di prendere atto di un dato di fatto per cui nel progresso possiamo sempre riconoscere la traccia di una regressione che accondiscende al godimento per rendere più accattivanti gli oggetti di consumo che si propongono e ne promettono, non si tratta nemmeno di prendere atto del fallimento del progetto scientifico che ha sfidato il limite tra la vita e la morte proponendo con le nuove tecniche della riproduzione di trasferire in un campo neutro la differenza tra maschile e femminile, ma si tratta di prendere atto di ciò che abbiamo sempre affermato e si riconferma. C’è della realtà sessuale nel transfert che persiste e si reperisce nella linea di tensione tra verità ed illusione che gli si sottende. Si tratta di riscoprire che il transfert è messa in atto della realtà dell’Inconscio.
Cosa comporta dunque il nuovo che ci si presenta? Cosa comporta al di là delle repressioni che si inaspriscono, delle guerre che si moltiplicano, della violenza che copre l’assenza del rapporto sessuale e l’assenza assoluta di dialettica tra gli Uni e gli altri? Al di là degli stili gender fluid che illudono gli adolescenti attraverso le nuove mode?
La nostra pratica comporta oggi più che mai la necessità di esplorare una nuova alleanza, come Lacan afferma nello stesso Seminario XI. Si tratta di una nuova alleanza che si oppone alla linea biologica, che si oppone all’evidenza, questo è il compito arduo! Proporsi in un campo fertile per la nuova alleanza!
Si tratta di esplorare le possibilità di una nuova alleanza tra reale e simbolico, attraverso la pratica del ben dire, andare contro ogni evidenza per meglio districarsi tra gli enigmi della sessualità molteplice.
La clinica della singolarità, caso per caso, testimonia oggi delle possibili vie, degli annodamenti straordinari che attraverso il loro dispiegarsi conducono alla riscoperta dell’Inconscio come rimanenza di una giunzione, arcaica o no, certamente del pensiero umano con la realtà sessuale che lo affanna.
Nella scansione temporale che si addice alla cura, tra aperture e chiusure, dall’entrata all’uscita, si potrà forse afferrare qualcosa del soggetto che emerge, qualcosa del parlessere che si fissa nella struttura stessa della seduta analitica, nella sua contingenza, a fronte di un atto che si suppone analitico, preso tra alienazione e separazione.
È nel battito tra queste due posizioni, infatti, che possiamo riconoscere oggi il nuovo Inconscio, nella sua pulsazione, come ciò che caratterizza la pratica che si suppone analitica nell’effetto speciale situato tra apertura e sutura di uno stesso taglio.