Giornata Clinica Nazionale

Addictions! Dipendenze nel XXI secolo

Sabato 9 novembre 2019
Padova – Teatro Ruzante

“Il mondo sta precipitando: denaro, droga, vizi, consumo dell’amore come fosse carta straccia, l’amore vero fa gelare il sangue e invece oggi viene consumato in fretta senza sentirne il sapore. Per non parlare poi dell’amore verso i figli, il commercio dei bambini, ecc… “
Alda Merini

Presentazione

Preambolo

La Giornata Clinica della SLP è un appuntamento fondante il consolidamento della nostra comunità analitica della SLPcf.
La scelta di partecipare ad essa, uno per uno, ha da alimentarsi del soggettivo desiderio per la causa analitica, mai stabilito per sempre, rispetto al godimento che lo insidia, lo contrasta, lo ricopre.
Lacan ci indica che “la clinica psicoanalitica deve consistere non solo nell’interrogare l’analisi, ma anche nell’interrogare gli analisti affinché rendano conto di quanto la loro pratica abbia di azzardato, per giustificare Freud di essere esistito”[1].
Jacques-Alain Miller, l’11 giugno del 2017, anno zero per il Campo freudiano, scrive: “Le Scuole del Campo freudiano da molto tempo sono ciò che Lacan desiderava fossero. Rifugi contro il disagio della civiltà”[2].
Addictions

Addict, come nel Campo freudiano si sta lavorando rispetto all’orientamento dell’ultimo insegnamento di Jacques Lacan, può oramai considerarsi un attributo del sintomo-godimento[3] contemporaneo. Ciascun soggetto è imbevuto di sintomo-addict, con rifrazioni di ritorno ed andata, in presa diretta con i discorsi.
Oggi il discorso della civiltà ha una convergenza con il discorso della psicoanalisi[4]; occorre quindi più che mai sostenere la vita del Campo freudiano, praticarla, parteciparla nella sua organizzazione, col niente che appartiene a ciascuno, con l’impossibile, tenere al lavoro analizzante quel godimento così compulsivo nella sua ripetizione per lavorare la contingenza.
La Scuola stessa, così, parteciperà di un’interpretazione, di una decifrazione di addict al “Godi!”[5] del super-io, per riattualizzarsi, per farsi partecipe di una elaborazione etica, nuova, rigorosa, desiderante e sintomo al tempo stesso…, per farsi provocatrice di soggetti in presa diretta con la sostanza di godimento.
Nelle passe, nelle testimonianze che avanzano sul lavoro del “caso clinico” dell’AE, possiamo cogliere il passaggio dallo statuto di sintomo, che rappresenta un soggetto attraverso la catena significante, al sinthomo, in cui il corpo parlante, il parlessere, entra in gioco, fa emergere un buco, un al di là, di cui Lacan legge il funzionamento logico.

Nello scorrere della storia

Sul tema diagnostico legato alle dipendenze si è imposta negli ultimi tempi una ricognizione sia dal punto di vista scientifico che terapeutico, clinico, politico.
Sin dai primi periodi della civilizzazione gli esseri umani hanno fatto uso di sostanze per rispondere a varie questioni che li affliggevano. In ogni tempo storico le differenze in rapporto alle dipendenze si sono rese evidenti. I termini più diffusi legati ad esse fino alla fine del XX* secolo sono stati: alcolismo e tossicodipendenza.
Dell’uso prettamente diagnostico del termine “alcolismo” ne abbiamo traccia fin dal XVII sec., quando un monaco ne evidenzia conseguenze di tossicità ed altri sintomi del sistema nervoso. Da quella data il problema diviene nei secoli oggetto di attenzione sia dal punto di vista medico, scientifico, sociale che dal punto di vista politico.
Per l’uso del termine “tossicodipendenza” si apre un ampio dibattito nella seconda metà del secolo scorso. Tossicodipendenza, tossicomania, ad es., entrano in un dibattito vivace sia dal punto di vista di differenza, che epistemico. In ambito clinico compaiono le doppie diagnosi, per far fronte agli inclassificabili, che sfuggono al nomenclatore scientifico.
Oggi, quindi, siamo nel tempo della dipendenza generalizzata; i DSM succedutisi ne hanno fatto e ne fanno una lunga lista diagnostica, addizionati ai fenomeni che si moltiplicano.

Addictions: oggetti tout-court del nostro tempo

Ai nostri giorni, stiamo entrando rapidamente nel mondo della moltiplicazione degli oggetti: consumismo, globalizzazione, scienza modificano i costumi, le abitudini, gli stili di vita. Oramai siamo nel trionfo degli oggetti stessi. Una vasta gamma di droghe, farmaci, sostanze sono a disposizione; entrano prepotentemente anche altre forme di dipendenze, dei nuovi oggetti della tecnologia e non solo.

Il Simbolico è sempre più inconsistente: “nell’epoca del parlessere si analizza chiunque. Analizzare il parlessere richiede di giocare la partita tra delirio, debilità e abbindolamento. Vuol dire dirigere un delirio in modo tale che la sua debilità ceda all’abbindolamento del reale”[6]: il rapporto che il soggetto intrattiene col soddisfacimento diviene complesso: gli eccessi, prima regolati dall’Ideale in rapporto al soggetto, ora sono senza limite, nel rapporto fra super-io e addiction.  Addiction, radice del sintomo[7], è in presa diretta attraverso “una scrittura selvaggia, fuori sistema”[8] con l’esperienza, in rapporto ai consumi, alla scienza, alle religioni, ai costumi… crea vortici di effimere estasi, di eden debili, virtuali, pornografie esibite, deposti e squarciati oramai i veli.
Addictions è un attributo dell’esperienza tanto esplosiva quanto fagocitante; agisce, passa all’atto, giunge al cuore del linguaggio, quindi della parola e la silenzia, non la fa sorgere. È un’addizione che si impone al limite che non si fa, all’insopportabile dell’esistenza.

Si vorrà, con la Giornata Clinica Nazionale che la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi dedica al tema scelto, delucidare questa nuova, straordinaria condizione dei soggetti. La posta in gioco etica per lo psicoanalista nelle conduzioni delle cure non sarà quella di andare a eliminare o separare l’oggetto-roba, il gioco, internet ecc.
Lo psicoanalista, paradossalmente, in questo tempo della civiltà, ha da introdurre, sostenere, una nuova, smarrita dipendenza: la dipendenza dalla parola, purché si sia ben orientati dalla precedente dipendenza del soggetto, che agiva un singolare proprio eccesso rispetto ad un reale troppo devastante.

Il mondo sta precipitando, dicono i versi della poetessa…, “per quanto riguarda la pratica analitica non si deve amare il vero, così come non si deve amare né il bello né il buono”[9] indica Miller.

Perciò occorre affinare in permanenza le conduzioni della cura, facendoci toccare dalla contingenza, interrogando e reinventando il posto dell’analista: ecco l’attualità dei lavori del 9 novembre prossimo.

Ciascuno di noi, a proprio modo, darà vita per l’avanzamento della causa analitica.

Loretta Biondi
Presidente SLP

[1] J, Lacan, “Apertura della sezione clinica” in La Psicoanalisi, n. 55, Astrolabio, Roma 2014, p.10
[2] J.-A. Miller, Campo freudianoanno zero in (a cura di M. Focchi) J.-A. Miller, Campo freudiano anno zero, NeP, Roma 2018, p. 73
[3] Jacques-Alain Miller, “Una fantasia” in La Psicoanalisi, n. 38, 2005, p. 33
[4] Ivi, p. 21
[5] J. Lacan, Il Seminario Libro XX Ancora, Einaudi, Torino 2011, p. 5
[6] J.-A. Miller, L’inconscio e il corpo parlante, in Scilicet, Il corpo parlante. Sull’inconscio nel secolo XXI, Alpes, Roma 2016, p. XXVII
[7] J.-A. Miller e Antonio Di Ciaccia, L’Uno-tutto-solo, L’orientamento lacaniano, Astrolabio, Roma 2018, p. 142
[8] Ivi, p. 142
[9] J.-A. Miller, Una fantasia, op. cit., p. 34

Programma

Mattino

9.00 Accoglienza

10.00 – 10.05 Saluti delle Autorità

10.05 – 10.30 Prolusione
Presiede: Alberto Turolla
Nelson Feldman: La soluzione additiva: clinica lacaniana e posto del controllo

10.30 – 11.45 Prima Sessione
Presiede: Alberto Turolla
Giuseppe Salzillo: Il culto della tristezza
Discute: Sergio Caretto
Commenta: Nelson Feldman

11,45 – 13.00 Seconda sessione
Presiede: Alberto Turolla
Roberto Cavasola: Mother’s Little Helper
Discute: Adele Succetti
Commenta: Nelson Feldman

13.00 – 14.00 PAUSA

Pomeriggio

14.00 – 15.15 Terza Sessione
Presiede: Rosamaria Salvatore
Raffaele Calabria: Il diavolo lavora a favore di Satana
Discute: Laura Storti
Commenta: Nelson Feldman

15.15 – 16.30 Quarta Sessione
Presiede: Rosamaria Salvatore
Maria Laura Tkach: Amanda e gli effetti della devastazione
Discute: Pasquale Mormile
Commenta: Nelson Feldman

16.30 – 16,50
Presiede: Domenico Cosenza
Nelson Feldman: Ciò che resta

16.50 – 17.00
Loretta Biondi: L’agenda del Campo freudiano

Ne parliamo con…

Contributi dal Campo Freudiano