Damien Guyonnet
Membro ECF e AMP – Parigi, 18 aprile 2022

Articolo pubblicato in francese, nel numero 268 di Hebdoblog, disponibile qui: https://www.hebdo-blog.fr/lenfant-transgenre-en-corps/

Desideriamo affrontare qui una dimensione essenziale in gioco nella difficile questione dei bambini transgender, ovvero quella del corpo1. Sarà l’occasione per tornare su alcuni lavori e riflessioni iniziati nel nostro campo più di un anno fa.

Alla base, vi è l’emergere di una domanda, nuova per la sua ampiezza e per il pubblico interessato, di cambiamento di sesso in bambini e adolescenti che dicono di non sentirsi in sintonia con il proprio sesso anatomico. Ma di che corpo si tratta? E come cogliere la logica di questa discordanza, di questo scarto?

Partiamo da un estratto della circolare ministeriale indirizzata dal ministro dell’Istruzione nazionale, Jean-Michel Blanquer, nel settembre 2021, alle scuole per facilitare l’integrazione dei bambini transgender: “Le istituzioni sanitarie, in particolare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), riconoscono che la non coerenza tra il genere di nascita e il genere vissuto non costituisce né un disturbo psichiatrico né una patologia. L’identità di genere è infatti propria di ogni individuo e del suo sentimento intimo”2.

Sorvoliamo sulla depatologizzazione del fenomeno, qui evidenziata3 e interessiamoci a due espressioni, quella di “identità di genere” e quella di “sentimento intimo”. Li opporremo a dei concetti, un’opposizione da cui ne dedurremo un approccio radicalmente diverso del corpo.

Identità di genere versus identificazione sessuale

“Identificazione sessuale” è utilizzato da Lacan nel Seminario Ancora4. C’è un sesso biologico, questo è innegabile, ma c’è anche un “sesso psichico” che risulta dalla “implicazione soggettiva del sesso”5, da cui il termine sessuazione introdotto da Lacan nel suo Seminario su “Les non-dupes errent”. Peraltro, la scelta inconscia del soggetto quanto alla propria iscrizione dal lato uomo o dal lato donna si coniuga con una logica di scelta dell’oggetto dal quale si deduce un modo di godimento, di cui rende conto anche la tabella riportata a pagina 73 del Seminario Ancora. Queste due dimensioni devono essere prese in considerazione contemporaneamente.

Sensazione versus evento di corpo

La sensazione è vissuta da un soggetto presentato come padrone di se stesso e del proprio corpo. Quale concezione del corpo proponiamo? Per rispondere a questa domanda, ci basiamo su tre concetti: quello di “incorporazione”, sviluppato da Lacan in Radiofonia6 e che rende conto, tra l’altro, dell’azione del simbolico; poi quello di “corporizzazione”7, proposto da Jacques-Alain Miller e che rende conto dell’ingresso del significante nel corpo, che viene a colpirlo; infine, quello di “evento di corpo”8 come marchio traumatico sul corpo, evento “dopo il quale, nota J.-A. Miller, il godimento naturale tra virgolette, che possiamo immaginare come il godimento naturale del corpo vivente, si è trovato turbato e deviato”9, evento come marchio di godimento autoerotico e certamente opaco e indicibile.

Verso il pungolo nella carne

Il nostro “auto” si distingue, ovviamente, da quello che si esprime attraverso le nozioni di “auto-percezione della propria identità di genere” e “auto-determinazione di genere”10 evocate dai pro-trans. Riaffermiamo infatti l’impatto dell’Altro sul soggetto, in termini di linguaggio, di parola e di desiderio, ma anche la dimensione di alterità che il parlessere mantiene con il proprio corpo.

Su questo punto, l’apporto delle 52esime Giornate dell’ECF sarà decisivo, poiché esse si interesseranno alle forme contemporanee della negazione dell’inconscio, sia che lo si consideri simbolico ed equivalente al soggetto barrato, o reale quando ci si riferisce al “corpo parlante”11.

Portiamo una terza opposizione al dibattito. Il “cogito trans”, l’“Io sono quello che dico”12 si oppone al “cogito lacaniano” che si enuncerebbe così: “Io sono dunque si gode»13 o ancora: “Io sono come godo”14. Ritroviamo qui la dimensione del modo di godere inconscio, già evocata, e sottolineiamo nuovamente la fondamentale inadeguatezza tra corpo e godimento, che fa sì che quest’ultimo sia sempre “quello lì che non ci vuole”15; ciò che indicizza “il pungolo nella carne”16 – per riprendere un riferimento di Lacan evocato recentemente da J.-A. Miller, che tira allora questa conclusione: “Essi [i positivisti di oggi] possono sempre cancellare l’inconscio, ma ciò che non potranno cancellare, è che c’è qualcosa che non va dalla parte del godimento.”17

Così, se si deve ascoltare – non senza interpretazione –, la sofferenza dei bambini e degli adolescenti che non stanno bene nel loro corpo, restituendo loro uno statuto e una dignità di soggetto, è necessario ascoltare anche quella dei de-transizionisti per misurare le conseguenze irreversibili nel reale del corpo di questa cancellazione dell’inconscio.

Traduzione: Rachele Giuntoli

[1] Una dimensione che, se non è essenziale nella teoria del genere, lo è ovviamente per le persone trans. Cf. L. Dupont & É. Zuliani, Entretien avec Éric Marty: Le genre et le corps, LWT, messo online il 23 gennaio 2022, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=mfqPFF8fPHg

[2] Circolare del 29 settembre 2021, Pour une meilleure prise en compte des questions relatives à l’identité de genre en milieu scolaire, disponible su : https://www.education.gouv.fr/bo/21/Hebdo36/MENE2128373C.htm Cfr. anche Studio Lacan con B. Estève-Bellebeau  & A. Alessandrin, Sur l’accueil des mineurs trans à l’école, disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=dg7eZHg4kq8&t=2066s

[3] Cfr. É. Laurent, «La question des enfants trans», in H. Damase, D. Roy & L. Sokolowsky (s/dir.), La Sexuation des enfants, Paris, Navarin, 2021, pp. 165-166.

[4] J.  Lacan, Il Seminario, libro XX, Ancora, Einaudi, Torino, 2011, p. 60.

[5] J.-A. Miller, « Los padres dans la direction de la cure », Quarto, n°63, automne 1997, p. 8.

[6] J. Lacan, “Radiofonia”, Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013, p. 405.

[7] J.-A. Miller, “Biologia lacaniana ed eventi di corpo”, La Psicoanalisi, n. 28, Astrolabio, Roma, 2000, p. 97.

[8] J. Lacan, “Joyce il Sintomo”, Altri scritti, op. cit., p. 561.

[9] J.-A. Miller, «Lire un symptôme», Mental, n°26, juin 2011, p. 56.

[10] Cfr. D. Roy, «L’enfant dans le discours sexuel», in La Sexuation des enfants, op. cit., p. 204.

[11] J. Lacan, Il Seminario, libro XX, Ancora, op. cit., p. 125.

[12] «Je suis ce que je dis. Dénis contemporains de l’inconscient» : titolo delle 52sime Giornate dell’ECF, il 19 e 20 novembre 2022.

[13] J.-A. Miller, L’orientamento lacaniano. Cose di finezza in psicoanalisi, corso tenuto presso il Dipartimento di Psicoanalisi dell’Università Paris 8, 6 maggio 2009, inedito.

[14] Cfr. J.-A. Miller, L’osso di un’analisi, Milano, Franco Angeli, 2001.

[15] J. Lacan, Il Seminario, libro XX, Ancora, op. cit., p. 60.

[16] J. Lacan, “Giovinezza di Gide o la lettera e il desiderio”, Scritti, vol. II., Torino, Einaudi, 2002, p. 755.

[17] Cfr. J.-A. Miller & C. Alberti, Ornicar. Lacan Redivivus, incontro alla libreria Mollat disponibile su: https://www.youtube.com/watch?v=MAN4FqDIc9g

[18] Cf. Charpentier-Libert A., «Abord scientifique ?», disponibile su: https://institut-enfant.fr/ateliers-de-recherche/lenfant-trans/abord-scientifique/ Studio Lacan ha affrontato questa questione intorno all’opera di Catherine Eliacheff et Céline Masson, La Fabrique de l’enfant transgenre, Ed. de l’observatoire, Paris, febbraio 2022.