Questo lavoro di ricerca bibliografica ha trovato il suo orientamento a partire dal testo di
Miller L’inconscio e il corpo parlante e dalla riflessione sul “mistero dell’unione della parola
e del corpo” e sul parlessere, termine agalmatico che viene a sostituirsi all’inconscio
freudiano nell’ultimo insegnamento di Lacan, e che Miller propone di prendere come
indice di quello che cambia nella psicoanalisi nel XXI secolo. Perché oggi ci troviamo ad
analizzare il parlessere più che non l’inconscio freudiano, “dobbiamo però saperlo dire”.

Per arrivare a saperlo dire, abbiamo cominciato reperendo le ricorrenze di “parlessere” nei
testi successivi al Seminario XX (limitando la nostra ricerca – questa era una delle regole
del gioco di questo lavoro – ai testi pubblicati in italiano).
Più complessa è stata la scelta di una modalità di lavoro per i testi e i seminari di
Lacan precedenti, e per i testi di Freud. In entrambi i casi abbiamo scelto criteri di
ricerca piuttosto restrittivi. In Lacan abbiamo selezionato in particolare le ricorrenze di
“essere parlante”, pur nella consapevolezza che sarebbe semplicistico considerare questa
espressione come una “prima versione” di “parlessere”. Tuttavia ci è parso un modo per
seguire le tracce dello sforzo di Lacan di integrare la sessualità nella psicoanalisi e dunque
dello spostamento dal campo dell’inconscio, del linguaggio, a quello del godimento.1
Per Freud, abbiamo cercato di selezionare i punti in cui, in relazione al corpo, viene
messo l’accento sulle componenti libidiche, sulla dimensione economica, sull’affetto, sul
“tornaconto”, vale a dire su ciò che eccede la dimensione simbolica. Molte altre ricorrenze
potrebbero probabilmente essere aggiunte, si tratta intanto di una traccia di lavoro.