Manca sempre qualcosa al pieno rilassamento e soddisfacimento – en attendant toujours quelque chose qui ne venait point («Aspettando sempre qualcosa che non veniva mai») – e questa parte mancante, la reazione dell’orgasmo, si manifesta in equivalenti in altre sfere: assenze, scoppi di risa, pianti (Xy) e forse altre cose ancora”. 

Sigmund Freud, Risultati, idee, problemi, in Opere complete, Vol. 11, Bollati Boringhieri, Torino 1989, p. 566.

Freud scrisse queste parole nell’estate del 1938 in un foglio insieme ad altre annotazioni frammentarie pubblicate postume. Frammenti che fanno eco alle prime annotazioni rivolte a Fliess e chiamate Minute, dove i germi della psicoanalisi a venire sono presenti in modo sparso. Se quasi tutti i suoi testi sono rivolti ad un altro a cui parla per sostenere la sua invenzione, questo misero foglio porta un tono diverso: alla fine della sua vita, constata tra sé e sé che il pieno soddisfacimento sarà sempre inevaso.  L’orgasmo è la pietra miliare di questo soddisfacimento pieno. Ma non è tutto. Tra le cose a venire che ipotizza come equivalenti a questa mancanza radicale, potremmo ora inserire i gadget prodotti dal mercato? Forse, se non che ciascuno vi si riduce imprigionando la propria esistenza nell’illusione mortifera del soddisfatti o rimborsati.

Omar Battisti