I testi qui raccolti da Jacques-Alain Miller continuano l’irradiazione di questo insegnamento. Negli Scritti l’accento era posto sul «come» funziona l’inconscio tramite il suo operatore, ossia il significante. Ed era sintetizzato nell’aforisma «l’inconscio è strutturato come un linguaggio». Negli Altri scritti l’accento si sposta sul nucleo che è il cuore pulsante dell’inconscio: il godimento. Si potrebbe sintetizzare questo nuovo punto di prospettiva in un aforisma mai pronunciato da Lacan: «l’inconscio è un apparato di godimento».
Godimento che, se è tale per l’inconscio, spesso non lo è per la persona che lo patisce nel sintomo. La quale tuttavia può ritrovarlo nelle diverse sfaccettature che fanno la gioia e la risorsa di quello che Lacan chiama il «parlessere».