Bogdan Wolf

La democrazia è un modo di governare? È una domanda la cui risposta non può più essere data per scontata. Quando la democrazia è stata inventata, le diseguaglianze sociali, razziali e sessuali non rappresentavano un ostacolo alla sua funzione. Oggi i fenomeni di diseguaglianza sociale continuano ad esistere senza impedire il ruolo della democrazia. Quale funzione ha allora la Democrazia? Prima di tutto, è per una minoranza. In democrazia ci sono solo minoranze. In questo senso, chiunque rappresenta una minoranza può dire “io sono il popolo”. Chiunque può dire ciò che è impossibile da rappresentare. Lacan ha costruito un discorso basato sull’impossibile a dirsi da parte del soggetto singolare in analisi. Quale sarebbe il minimale tratto democratico che potrebbe marcare una simile libertà di parola, e dunque di scelta?

Quello che la democrazia della Brexit ha portato alla ribalta, o in posizione dominante, per usare i termini con cui Lacan ha iniziato la costruzione del discorso, non è il soggetto come esempio minimale di minoranza, rappresentato dall’S1, ma una maggioranza.

L’effetto di maggioranza ha rimpiazzato il significante del Padrone per occupare la posizione dominante nel discorso attraverso il significato “Volontà della Gente”.

Seguiamone la logica. Come scelta, la democrazia è ascoltata, non scritta, mentre sostiene il dibattito, che culmina nell’atto di votare. Una volta portata a conclusione, è scritta in quanto porta il processo democratico alla fine.

Lacan ha parlato della lettera come effetto di discorso. La libertà di eleggere è l’unica libertà democratica. Sebbene Lacan non abbia mai parlato della libertà, potremmo parlare di un effetto liberatorio del processo. Non c’è libertà, ma c’è la liberazione che passa attraverso l’esperienza freudiana. La cosiddetta associazione libera funziona in questo modo. Tutti sanno di non essere liberi e che il soggetto è libero solo di seguire ciò che gli s’impone e ciò che è più forte di lui. Non c’è democrazia nel dire ciò che si è costretti a dire, ma c’è una scelta che il soggetto porterà alla fine.

Il processo di democrazia della Brexit ha seguito questa logica. Una volta che il dibattito è culminato nel referendum, il processo di scelta si era concluso e c’era, dunque,  una spinta all’atto. Non c’è più nessuno da rappresentare o da cui essere rappresentato. La minoranza ora è stata sostituita dalla maggioranza. Il suo nome è “la volontà del popolo”. La cosiddetta maggioranza è ora sigillata come scrittura e ha struttura di oggetto, distaccato dal processo, di cui è il prodotto. È fatto. Adesso dobbiamo arrenderci a ciò. La spinta all’atto, che ha segnato gli ultimi cento anni di democrazia, assume connotati di torsione fascista. Diciassette milioni hanno votato per andarsene. Diciassette milioni sono più inclini a mostrare l’odio rispetto ad altri affetti e a rendere irrilevante che  parte della popolazione Britannica che non è andata a votare, non ha votato per Brexodus. Diciassette milioni hanno scritto il rapporto sessuale che non esiste.

Quali sono le caratteristiche che ho appena menzionato, attraverso le quali il fascismo può essere riconosciuto? Ne isolo una: spinge verso la scrittura di quello che Lacan ha chiamato la realtà sessuale dell’inconscio. È lo stesso inconscio che non esiste, come J.-A.Miller ci ha ricordato, se non attraverso l’amore. Nel fascismo il soggetto è sempre innamorato, sempre in guerra con l’Altro che non esiste, scrive e riscrive la realtà sessuale del rapporto che non esiste, e attraverso la belligeranza insiste sugli effetti associativi e ambigui del discorso da eliminare. Non c’è bisogno di ascoltare Mussolini per notarlo. Non c’è nulla che è perso nella traduzione. Lui era un prodotto della democrazia che si è rivolta ai suoi padroni.

Oggi nessun partito politico insiste, oltre a quelli orientati dalla spinta neofascista a scrivere l’Uno, sull’effetto riduttivo del discorso, e che. Intendiamo ciò che diciamo e diciamo ciò che intendiamo Suona famigliare? Il ricorso alla legge della lettera è inevitabile, e questo naturalmente procede conformemente alla lettera di legge e alla PR. Questo effetto di scrittura ha sigillato una certa unilateralità, o uniletteralità, dell’esistenza di un solo modo di godimento. E questo conferma solo la direzione in cui oggi va l’Europa, la democrazia della Brexit, la democrazia “alternativa “, la democrazia statale per tutti. L’effetto fascista si produce in un’identificazione con la lettera, nella convinzione che sia l’effetto del rapporto sessuale, quindi l’effetto del sintomo. Non è che il fascismo sia una perversione nel modo della perversione polimorfa di Freud, che è, è che il leader di una simile identificazione di gruppo, sempre separato dal sistema, come nota Eric Laurent, insiste sul collettivo, unisce belligeranza contro le ormai segregate minoranze. Ciò che rimane dopo la maggioranza sono le minoranze.

Se non c’è democrazia in psicoanalisi è perché l’esperienza analitica del discorso e dell’angoscia, spinta dal mulino di amore e odio, appartiene alla dimensione della minoranza e quindi del soggetto. La maggioranza non esiste. È un numero al di fuori della realtà sessuale o asessuato, che Lacan attribuisce all’oggetto a. Permettetemi di concludere. La democrazia è un’eresia. È una scelta che non porta a dover agire su di essa, per sigillarlo alla lettera. J.-A. Miller ha evidenziato il lato elettivo del desiderio che sceglie, decide, conversa. La scelta democratica come eresia è sostenuta dalla psicoanalisi nella misura in cui sostiene la molteplicità di minoranze e di chi affronta l’impotenza della volontà di ciascuno.