Jacques Lacan ha posto la questione del termine dell’analisi e della formazione degli analisti come centrale nella sua elaborazione, considerandola come la questione essenziale per l’esistenza del discorso analitico. Rifiutando ogni soluzione burocratica, che implicherebbe poter sapere in anticipo che cosa sia un analista attraverso una serie di qualità, caratteristiche e attributi che ne garantirebbero la qualifica, ha scelto di percorrere un’altra via.
Nel 1967 ha proposto alla sua Scuola la procedura della passe, procedura che è direttamente in relazione con il suo noto enunciato: “Lo psicoanalista si autorizza soltanto da sé”. Se questo enunciato indica che la qualifica di psicoanalista non si dà per cooptazione, tuttavia non indica affatto che chiunque possa dirsi analista a proprio piacimento. Occorre infatti che dell’analista ci sia, affinché si dia dell’autorizzarsi.
La Scuola di psicoanalisi ha il compito di offrire a coloro che ritengono di avere terminato la propria analisi e che ritengono che questa abbia prodotto come effetto del desiderio dell’analista, di mettere alla prova della testimonianza ai propri colleghi questo desiderio, attraverso la procedura della passe.
Si tratta dunque di una domanda che il passant rivolge alla Scuola, domanda sostenuta da un transfert non più rivolto al proprio analista, che ha sostenuto il percorso analitico fino a quel punto, ma che si produce in una torsione e che si rivolge ora al collettivo analitico.
Il passant incontrerà dunque due passeur, indicati o estratti a sorte da una lista di analizzanti, scelti a partire dal fatto di essere essi stessi in un momento di passe nella loro analisi, che ne ascolteranno la testimonianza. Un cartello della passe incontrerà successivamente i due passeur, che trasmetteranno la testimonianza che hanno ascoltato. Sarà il cartello della passe, grazie alla testimonianza indiretta che avrà ricevuto, a valutare se in quello che ha inteso ha potuto trasmettersi il termine dell’analisi e del desiderio dell’analista. In caso affermativo, il passant riceve la nomina di AE (Analyste de l’École – Analista della Scuola), nomina che ha la durata di tre anni, durante i quali l’AE avrà la funzione di trasmettere alla Scuola e anche al di là di essa, un insegnamento che, partendo dalla singolarità della propria esperienza, illumini e reinventi i punti cruciali della psicoanalisi.
La logica che Lacan propone con la sua passe è dunque la logica dell’atto analitico, di cui la passe stessa è paradigma. Come dice Éric Laurent: “Un analista è prima di tutto un soggetto che sostiene un performativo. È quello che innanzitutto ha dichiarato ‘io ho terminato la mia analisi’, frase assai inverosimile da sostenere. È sicuro? È per questo che una volta che ciò viene detto, una volta che viene proferito, occorre sostenere questo performativo davanti a qualcun altro che ci è passato”.
SLPcf:
Il Regolamento della Passe
Care colleghe e cari colleghi,
il 28 ottobre a Milano la giornata Questioni di Scuola si è svolta sotto l’insegna “SLPcf2”.
Venerdì 3 maggio il voto dei Membri SLPcf riuniti in Assemblea Straordinaria, con una ampia maggioranza, ha dato luogo, corpo e consistenza a questo passaggio: Il Progetto di Regolamento della Passe è diventato il Regolamento della Passe della SLPcf, che potrete leggere in allegato.
Dopo 50 anni dalla Nota italiana, la scommessa di Lacan per l’Italia è stata accolta con questo Regolamento “Per farne il seggio del discorso psicoanalitico è il momento di metterlo alla prova: l’uso deciderà del suo equilibrio”.[1]
Un Regolamento esito di un lavoro serrato delle Istanze della SLPcf con il Presidente EFP Guy Briole e il Presidente AMP Christiane Alberti, entrambi presenti all’Assemblea Straordinaria del 3 maggio.
In quella sede hanno sottolineato come questo Regolamento faccia propri gli avanzamenti dell’AMP sulla passe, frutto del lavoro della Scuola Una.
In questo nuovo tempo per la Scuola di Lacan in Italia emerge la responsabilità di portare avanti con decisione, fiducia e determinazione questa scommessa.
Laura Storti
[1] J. Lacan, Nota italiana, in Altri scritti, Einaudi, Torino 2013, p. 303.
Chères et chers collègues,
Le 28 octobre à Milan, la journée Questions d’École a eu lieu sous le titre « SLPcf2 ».
Vendredi 3 mai le vote des Membres SLPcf réunis en Assemblée Extraordinaire, avec une grande majorité, a donné lieu, corps et consistance à ce passage : Le Projet de Règlement de la Passe est devenu le Règlement de la Passe de la SLPcf, que vous pourrez lire en pièce jointe.
50 ans après la Note italienne, le pari de Lacan pour l’Italie a été accueilli avec ce Règlement « Pour faire le siège du discours psychanalytique, il est temps de le mettre à l’essai : l’usage tranchera de son équilibre ».[1]
Un Règlement, fruit d’un travail intense des Instances de la SLPcf avec le Président de l’EFP Guy Briole et la Présidente de l’AMP Christiane Alberti, tous deux présents à l’Assemblée Extraordinaire du 3 mai.
En cette occasion, ils ont souligné combien ce Règlement fait siens les avancements de l’AMP sur la Passe, fruit du travail de l’École Une.
Pour ce nouveau temps de l’École de Lacan en Italie, émerge la responsabilité de porter en avant avec décision, confiance et détermination ce pari.
Laura Storti
[1] Lacan J., Note italienne, Autres Écrits, Paris, Seuil, 2001, p.307

