Coordinamento del Laboratorio: Omar Battisti, Raffaele Calabria, Aurora Mastroleo
Info: laboratorioQUAIS@slp-cf.it
Care colleghe e cari colleghi,
Come annunciato alla Giornata dei Cartelli di Rimini si apre il Laboratorio che approfondirà le Questioni che le Istituzioni Scolastiche si trovano ad affrontare nella modernità. Come ci ricorda J.-A. Miller siamo nel tempo dell’Altro che non esiste e il sapere non passa più attraverso l’Altro, sia esso familiare o rappresentato dagli insegnanti. All’interno delle Istituzioni scolastiche la vita è sempre più complessa. Quali strumenti di lettura e di intervento ci fornisce la psicoanalisi lacaniana per affrontare il “disagio” all’interno delle Istituzioni scolastiche?
Chi è interessato a queste tematiche potrà iscriversi al laboratorio facendone domanda al seguente indirizzo:
laboratorioQUAIS@slp-cf.it
Il coordinamento sarà svolto, in questa fase, da Raffaele Calabria, Omar Battisti e Aurora Mastroleo.
A ciascuna e ciascuno buon lavoro!
Laura Storti
27/10/2023
e non per accidente
di porre un freno al godimento[1].
J. Lacan
Inoltre, questo spazio di interrogazione chiama in causa quella che potremmo considerare “l’attualità del trauma”[2], testimone di una temporalità legata all’ “intensità della pulsione”[3], dove si produce qualcosa “in modo sproporzionato rispetto all’evento reale.”[4]
A partire quindi da queste due coordinate, (l’attenzione alle conseguenze sul soggetto e ad una temporalità pulsionale che rende attuale qualcosa di traumatico), si disegna un possibile asse di lavoro: individuare alcuni dei mutamenti del discorso dell’Altro e i molteplici effetti possibili sulle soggettività.
Uno di questi effetti riguarda proprio i cambiamenti che il discorso capitalista, nella forma neoliberista, sta producendo nel sistema scolastico e le molteplici ricadute a livello del soggetto. Allora, ripercorrere le diverse normative, che hanno scandito i cambiamenti storici interni al sistema scolastico, potrebbe consentire di cogliere come la loro attuazione abbia rappresentato una risposta ad un preciso reale che circolava nelle scuole, e che ciascuna legge cercava di trattare con gli strumenti a disposizione. A quale reale in gioco ciascuna normativa cerca di dare risposta? Un esempio contemporaneo: a quale esigenza cerca di dare seguito la normativa che istituisce l’Invalsi?
Senza voler esaurire tutti i possibili riferimenti teorici, ma solo per dare un abbrivio a questo spazio di interrogazione, ci sono alcuni passaggi che possono porre le basi per l’esordio di tale lavoro. Anzitutto la bussola offerta dalle parole di Lacan, poste qui in esergo, a proposito delle psicosi infantili: “Ogni formazione umana ha per essenza e non per accidente di porre un freno al godimento.” Una bussola che apre una voragine di esempi sull’attualità delle nostre istituzioni scolastiche e che potrà offrire materiale prezioso al nostro dibattito interno.
Inoltre è da rilevare come Freud, nonostante ne riconosca la centralità nello sviluppo della civiltà e pur avendone più volte fatto brevi cenni e riflessioni, in merito al tema dell’educazione così dichiara: “Non me ne sono pressoché mai occupato – ma esso è estremamente importante, ricchissimo di promesse per il futuro, forse il più importante dei compiti dell’analisi”[5]. Dalle sue sparse e brevi riflessioni si possono trarre alcune importanti indicazioni:
1) L’estensione della pratica analitica all’infanzia.
2) Il tema dell’educazione gli ha permesso di ribadire l’importanza della preparazione analitica per tutti coloro che intendono approcciarsi alla sofferenza psichica, senza per questo avallare distinzioni accademiche come quella tra medici e non-medici.
3) Infine, e questo ci sembra risulti oggi cruciale, Freud afferma con chiarezza che il compito più immediato dell’educazione è che “Il bambino deve imparare a padroneggiare le pulsioni. […] L’educazione deve quindi inibire, proibire, reprimere; e ha anche abbondantemente provveduto a farlo in tutti i tempi”[6]. Nel dare all’educazione un posto di privilegio nell’evoluzione della civiltà, egli però ci tiene ad evidenziare e sottolineare almeno due punti: “non sta all’analista decidere fra le parti” (le parti relative agli indirizzi educativi) e “nella psicoanalisi sono contenuti sufficienti elementi rivoluzionari per garantire che chi è stato da essa educato non si porrà mai, più avanti nella vita, dalla parte della reazione e della repressione”[7]. Tale considerazione è anche la ragione per cui il nome del presente laboratorio vede la declinazione al plurale delle istituzioni scolastiche: non si vuol preferire nessuna di esse a scapito di altre, mettendo fuori gioco pertanto ogni considerazione di carattere puramente ideologico.
Non possiamo a questo punto non menzionare quanto Lacan ravvisava come duplice ostacolo all’avanzamento del lavoro analitico: “non essere abbastanza curiosi” e voler comprendere troppo, rischiando di non sapere “né da dove si viene, né dove si vuole andare”[8]. Allora, con quel pizzico di curiosità verso il sociale che Lacan ci ha lasciato, potremmo chiederci: a cosa mira la domanda educativa oggi? Mira ad accettare o lasciar andare “un certo oggetto simbolico [o del] rimaneggiamento profondo dei primi desideri da parte della domanda”[9]? Necessario è quindi ricordare una lezione freudiana sull’educazione, riassunta in queste parole: “Lo stadio anale si caratterizza per il fatto che il soggetto soddisfa un bisogno solo per la soddisfazione di un altro, […] che è l’educatore”[10], punto che apre alla questione della sua attuale validità nel nell’epoca dell’Altro che non esiste.
C’è un passaggio di Jacques-Alain Miller, collegato proprio all’ultimo punto messo in luce a partire da Lacan, che pensiamo sia nodale per orientare i lavori di questo laboratorio, un passaggio che riportiamo nella sua interezza:
L’impatto del mondo virtuale […]. Il sapere è in tasca, non è più l’oggetto dell’Altro. In precedenza il sapere era un oggetto che bisognava andare a cercare nel campo dell’Altro, bisognava estrarlo dall’Altro per la via della seduzione, dell’obbedienza o della esigenza, e questo richiedeva l’impiego di una strategia con il desiderio dell’Altro. La formula che ho usato, il sapere lo si ha in tasca, ricorda ciò che Lacan dice dello psicotico che ha in tasca il suo oggetto a e più precisamente che non ha bisogno di ricorrere ad una strategia con il desiderio dell’Altro. Oggi c’è un’autoerotica del sapere, diversa dall’erotica del sapere che anticamente prevaleva perché passava attraverso il rapporto con l’Altro.[11]
Le scuole rappresentano forse il luogo dove il legame sociale presenta oggi il suo imprescindibile valore civile residuale; e la tessitura di tale legame inevitabilmente può facilmente assumere varie connotazioni, dalla violenza alle diverse forme di ritiro e di rigetto, dando così vita ad una serie di fenomeni da interrogare come possibili effetti di ritorno, a seguito delle modalità specifiche con cui le istituzioni scolastiche si pongono oggi.
Concludendo, un lavoro laboratoriale sulle istituzioni scolastiche, nell’alveo e secondo le coordinate decise dalle istanze della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo freudiano, è volto ad evidenziare la posta in gioco per la comunità analitica mondiale, della Scuola Una: non mancare la sfida dell’epoca attuale di rilanciare il desiderio dell’analista negli ambiti propri alla psicoanalisi applicata, offrendo una vivida testimonianza di quanto “La psicoanalisi può essere molto utile all’educazione”[12], grazie alla vivificante separazione tra gli ardori degli ideali e i fragili, ma decisi, desideri particolari.
Da questo momento sono aperte a tutti gli interessati le iscrizioni al presente laboratorio; si può rivolgere la propria domanda all’indirizzo.
laboratorioQUAIS@slp-cf.it
Coordinamento laboratorio “Questioni attuali nelle istituzioni scolastiche”
Battisti Omar – per la rete Laboratori Slp e istanze Amp
Calabria Raffaele – per la bibliografia in costruzione
Mastroleo Aurora – coordinamento organizzativo



