Maria Laura Tkach

Perché degli psicoanalisti si danno da fare per un Forum sul tema “Desideri decisi di democrazia in Europa”?

Pochi altri, oltre agli psicoanalisti lacaniani, sanno qualcosa su cosa possa essere un desiderio deciso. Provino a portare avanti un’analisi orientata dal reale fino alla sua fine e poi ci dicano!

Poche cose come un’analisi lacaniana mette alla prova della castrazione i desideri, fino a quando non si raggiunge quello più prossimo al reale, così prossimo che spaventa, che non è più un desiderio puro, ma un desiderio contaminato da un godimento, ciò che si fa osso, l’osso proprio a ciascuno.

Decisi, perché senza una ferrea decisione non si fa un’analisi fino alla sua conclusione, ma anche perché alla fine si giunge a sapere qualche cosa sul godimento particolare che ci riguarda e non ci sarà mai nulla di più deciso, per ognuno, di quel godimento.

L’analizzante, arrivato a questo punto, sa però anche che non può e non vuole rimanere tutto-solo nel proprio godimento autistico. Sa, perché in fondo è per questo che ha fatto l’analisi, che la sua chance di soggetto, l’unica, è quella di costruire dei ponti per creare dei legami con altri.

È così che la Scuola altro non è, se non un luogo in cui ciascuno può inserirsi con la propria differenza. “Una casa”, mi diceva una volta un analista. Un luogo nel quale sentirsi a casa, un luogo in cui il più singolare a ciascuno trova posto. Nel legame, ma non per intenzione o per volontà. No, non è l’io a stabilire ciò. Ma perché del legame si crea se e solo se, ciascun essere parlante si arrischia a rapportarsi ad altri esseri parlanti a partire dalla propria singolarità, senza pensare di avere ancora qualcosa da difendere, o da nascondere, o da esibire…

Potremo, vorremo, noi lavoratori decisi della Scuola di Lacan trasmettere qualcosa di questo, non soltanto nel Forum, ma anche e soprattutto al di là di esso, nella società civile di questa nostra Europa perché non galoppi verso la frammentazione?