La vicenda della psichiatria – progetto di disciplina medica e organizzazione sociale delle cure – è innervata dalle contraddizioni di una democrazia che tenta di unificare il trattamento del soggetto, tra singolare e plurale. Fino all’inizio del Novecento si è applicato lo sguardo della medicina alla malattia mentale, senza però arrivare a stabilirne una processualità clinica.
Quando, finalmente, l’estendersi della ricerca freudiana è approdato a fondare una clinica delle psicosi, la pratica sociale della psichiatria non è riuscita ad integrarla nel proprio funzionamento. Si arriva così alla contestazione della psichiatria e all’abbandono della clinica. A questo punto si sviluppano linee diverse, ancora alla ricerca di una politica capace di annodarle.
Il mondo accademico proclama l’emancipazione della psichiatria dalla neurologia, per poi subito approdare alle neuroscienze. Le istituzioni sanitarie (OMS) si dedicano alla promozione della salute mentale e alla profilassi sociale con l’appoggio della psicologia. La psicoanalisi si trova sola a sostenere la pratica clinica e, quindi, a sviluppare una teoria dei processi sociali ad essa adeguata.
Gli scritti raccolti in questo volume testimoniano di quest’ultima ricerca, svolta nell’arco di più di trent’anni, attraverso una pratica orientata dall’insegnamento di Jacques Lacan.