A cura di Alide Tassinari
Editore: Pequod

«Ogni autore nel suo stile, si è ingegnato a trovare spunti e articolazioni sulle sublimazioni ponendo l’accento, in modo particolare, sull’avanzamento che Jacques Lacan ha impresso alla teorizzazione freudiana. Propriamente Freud non ha scritto un testo sulla sublimazione, Lacan al contrario, ne ha fatto un filo conduttore del suo trentennale insegnamento fin dagli anni Sessanta con il Seminario VII, L’Etica della psicoanalisi. L’ambito della ricerca di questa collettanea, spazia dalla disanima dei testi freudiani e dei seminari lacaniani toccando — e non poteva essere altrimenti — la clinica e l’arte, in particolare la pittura e la letteratura. La sublimazione come lavoro attorno al vuoto, come creatio ex nihilo e/o invenzione soggettiva, come tentativo, non sempre riuscito di far fronte al dísagio della civiltà. Infatti è solo il discorso analitico che sostiene il parlessere nella difficoltà dello spaesamento di fronte a una vita soggettivata, e riconosciuta come complicata e difficile, disarmonica e toccata dall’impossibile, perché parlata dall’Altro. L’arte come sublimazione, trasferita nelle opere, foss’anche l’opera della propria vita.» Prefazione di Paola Francesconi.