Editoriale
Monica Buemi
Divisi è il titolo di questo trentaseiesimo numero di “Attualità Lacaniana”, numero che inaugura il lavoro di una nuova redazione che sarà in funzione per i prossimi due anni.
Perché Divisi?
La divisione è al cuore della scoperta psicoanalitica, al cuore della scoperta freudiana. Freud scopre che «l’Io non è padrone in casa propria»1 e che quella che chiamava «scissione della coscienza»2 non è un indice patologico quanto piutto- sto ciò che fonda la struttura stessa del soggetto, il parlessere.
Freud rifletteva sul fatto che con l’avvento della psicoanalisi all’uomo viene inflitta la terza grande ferita narcisistica. Copernico attraverso la “teoria eliocen- trica” dimostra che la Terra non è al centro dell’universo, Darwin mette l’uomo nella stessa scala evolutiva dei primati e poi arriva la psicoanalisi a togliere all’uo- mo anche l’illusione di essere trasparente a se stesso rivelandogli l’esistenza di un inaspettato mondo interiore inconscio che si sottrae al controllo della sua stessa coscienza, una sorta di «territorio straniero interno»3, lo qualificava Freud.
Per cogliere la natura di questa divisione possiamo farci accompagnare da queste belle parole di Jacques-Alain Miller: «Questa divisione è un fenomeno che si produce in forma di lapsus, nella forma del non so quello che dico, in tuttele forme in cui il soggetto si dimostra sorpassato dalla propria parola, da ciò che dice, e in cui gli si rivela quello che non sa»4.
Incontriamo la divisione sotto le vesti della contraddizione, del dubbio, delle inibizioni, dei sintomi e delle angosce, ma la troviamo pervadere anche le forme dell’amore e dell’odio di cui ogni giorno facciamo esperienza. Divisi è anche la prospettiva con cui possiamo leggere le difficoltà del legame oggi, legami caratte- rizzati da una certa spinta all’individualismo e alla segregazione.
Lacan ci offre una nuova versione di soggettività come prodotto di una «divi- sione costituente»5 e con questa l’essere umano dovrà trovare il modo per sbro- gliarsela. Divisione che tocca ciascun essere parlante in modo diverso e singolare poichè risente delle sfumature, ma anche dei bianchi e neri, la cui cifra colora la dimensione del desiderio e dei godimenti individuali.
I testi che qui sono raccolti ne offriranno diverse, differenti e prismatiche sfaccettature.
Dicevo all’inizio che si tratta di un numero che inaugura il lavoro di una nuo- va redazione. Abbiamo mantenuto la struttura ormai consolidata della rivista ma vi abbiamo incluso delle piccole novità editoriali. A partire da questo numero accanto ad una prima rubrica monografica, inauguriamo una rubrica intitolata “Clinica” che ospiterà dei testi in cui è messo maggiormente in rilievo l’annoda- mento clinico-teorico di un’esperienza che può caratterizzare il tema intorno al quale si articola la rivista. In questa sezione troverete anche un testo che è più strettamente legato a un’esperienza di lavoro di Cartello ed un altro che partirà da un’esperienza di pratica del Controllo.
Come sempre ci sarà una sezione che ospiterà le prime testimonianze di passe
degli AE della Scuola Una ma anche dei contributi sull’insegnamento degli ae.
Nella rubrica “Connessioni” troverete due interviste. Abbiamo avuto l’onore di conversare con Mauro Palma, già Presidente dell’Autorità Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale e Francesca Nanni, Magistrato attualmente con funzioni di Procuratore Generale di Milano. A nome della redazione a loro va un sentito ringraziamento per la sensibilità e la genero- sità con cui hanno accolto il nostro invito.
Una novità rilevante è quella che tocca la rubrica “Letture”. Abbiamo deciso, di scegliere per ogni numero della rivista un testo e chiedere ad alcuni colleghi di scrivere un articolo a partire da un punto che maggiormente li ha colpiti o inter- rogati. Per questo numero della rivista abbiamo scelto il testo di Alfredo Zenoni intitolato L’altra pratica clinica6.
Prima di lasciarvi alla lettura di questo numero di “Attualità Lacaniana”, vi invito a leggere le parole che Giuseppe Pozzi, collega della redazione, ha scelto per illustrare l’immagine che abbiamo deciso di mettere in copertina.
Qualcuno lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Lui è il patriarca Giacobbe che rap- presenta tutti noi, uno per uno, ma chi lotta con lui e lo affronta per tutta la notte? Un uomo, una donna, un dio, un angelo, un demone o lui stesso, in sogno? È solo una lotta o anche un incontro, un abbraccio, una danza? Stiamo parlando di uno degli episodi più enigmatici della Bibbia e, perché no, della nostra stessa esistenza. Sono state date infinite interpretazioni teologiche, filosofiche, artistiche, psicoanalitiche ma nessuna risposta definitiva. Lacan ci insegna che lottando con l’Altro ciascuno lotta con sé stesso per incontrare o accostarsi ad una verità che sfugge, al Das Ding che rimane inafferrabile e irraggiungibile rimanendo esposto alla inevitabilità strutturale della sua assenza. Al mattino Giacobbe si sveglia con una ferita sul suo corpo. È questo segno/sintomo che il corpo ci restituisce e ci rappresenta nella quotidianità e che aspetta di essere riconosciuto ed accettato. L’immagine proposta è un’idea tratta dal testo di Roberto Esposito, I volti dell’avversario [2024], Torino, Einaudi.
Doverosi i ringraziamenti, perché gioiosi, a Paola Bolgiani, caporedattore della rivista e ai colleghi della redazione Riccardo Andolcetti, Luisa di Masso, Luciana Madaio e Giuseppe Pozzi per il lavoro vivace e leggero svolto insieme.
Ai colleghi che hanno lavorato nel comitato di edizione e diffusione coordi- nati da Florencia Medici: Beatrice Cricchio, Luca Curtoni, Samantha Monaldi, Angela Ragnetti e Massimiliano Rielli.
Un ringraziamento a Monica Vacca, che insieme a Luisa di Masso ha realizzato l’intervista al Prof. Mauro Palma.
Buona lettura!
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- S. Freud, Una difficoltà della psicoanalisi [1916], in Opere, Torino, Bollati Boringflieri, 1976, vol. 8, p. 663.
- S. Freud, J. Breuer, Studi sull’isteria [1892-1895], in Opere, Torino, Bollati Boringflieri, 2000, vol. 1, p. 182.
- S. Freud, Scomposizione della personalità psichica. Lezione 31, Introduzione alla psicoanalisi (nuova serie di lezioni) [1932], in Opere, Torino, Bollati Boringflieri, 1979, vol. 11, p. 170.
- J.-A. Miller, Capisaldi dell’insegnamento lacaniano. L’orientamento lacaniano [2011], Roma, Astrola- bio, 2021, p. 35.
- J. Lacan, La scienza e la verità [1966], in Scritti, a cura di G. Contri, Torino, Einaudi, 1974, p. 861.
- A. Zenoni, L’altra pratica clinica, Quodlibet, Macerata, 2023.
Sommario
Editoriale
Monica Buemi
divisi
Divisi?
Maria Laura Tkach
Farsi responsabili
Giuliana Zani
Di-visione soggettiva fra l’inizio e la fine dell’analisi
Cristiana Santini
Divisi o indivisi? Questo è il problema
Ezio De Francesco
Sulla non divisione dell’autismo
Massimiliano Rielli
La voce nel parlessere
Norma Stalla
Nel sogno il germe della divisione soggettiva
Giuseppe Oreste Pozzi
L’esperienza della passe
Partire/Arrivi
Carolina Koretzky
Parola per parola
Dialogo fra Deborah Gutermann-Jacquet e Carolina Koretzky
Commento alla passe di Carolina Koretzky
Jacques-Alain Miller
Uscire dalla nevrosi
Enrique Berenguer
Dell’altro destino, ormai senza l’Altro
Marcela Almanza
CLINICA
Il bambino fra la donna e la madre
François Ansermet
Il sonno nei bambini: i genitori divisi tra il “giusto” e “sbagliato” del discorso scientifico
Sylwia Dzienisz
Dalla rivolta dell’émeute all’incendio dell’e-meute
Philippe Lacadée
Adolescenza reclusa: essere “fiori dal nulla”
Clara Pangaro
Un residuo di voce
Veronica Rinaldo
Il controllo visto attraverso quattro fenditure
Umberto Cavalli
CONNESSIONI
Non c’è verità senza posto per il dubbio
Intervista a Francesca Nanni a cura di Paola Bolgiani e Monica Buemi
Quale sguardo sui divisi
Intervista a Mauro Palma a cura di Luisa Di Masso e Monica Vacca
LETTURE
Istituzione della clinica, clinica dell’istituzione
Emanuele Cicuti
Divisi: i legami sociali e le istituzioni psichiatriche
Christopher Calabrese Kleinselbeck
Istituzioni frammentate: la pratique à plusieurs come logica eretica nel contemporaneo
Emanuela D’Alessandro



