a cura di Jacques-Alain Miller e Christiane Alberti
edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia
LACAN REDIVIVUS
Casa editrice Astrolabio
In concomitanza con il 68° anniversario del Seminario del 1963-1964 tenuto da Lacan, cui seguì l’istituzione dell’Ecole freudiane de Paris, viene presentato in questo testo per la prima volta al lettore un Lacan inedito! Attraverso un grande lavoro di raccolta e testimonianza, Jacques-Alain Miller e l’Èquipe della rivista “Ornicar?” evocano la voce di Lacan e ne fanno risuonare l’eco. Come un grande mosaico composto da tessere diverse emerge il ritratto di un ‘altro Lacan’. Un Lacan quasi intimo, visto con gli occhi dei familiari, dei colleghi dei pazienti. Si delineano ritratti di un Lacan padre, nonno, fratello, zio, amico, amante. Da archivi privati emergono documenti che tracciano il percorso di una vita dall’infanzia, alla dimensione privata dei manoscritti e del taccuino dei sogni, dall’attività professionale alla sfera privata (troviamo pubblicate le sue pagelle scolastiche, in cui spicca un piccolo Lacan con una certa ‘diplomazia nello schivare il regolamento’, la trascrizione di due presentazioni cliniche, le lettere al fratello, al padre, ai figli). In Lacan Redivivus sono riportate le riflessioni teoriche e psicoanalitiche testimoniate negli scambi con Melanie Klein, Louis Althusser, Claude Lévi-Strauss, Michel Foucault, Martin Heidegger, Federico Fellini. Tra gli aspetti che emergono con maggior nitidezza, il carattere incredibilmente determinato del desiderio di Lacan, che oltrepassa i limiti delle norme senza però mai venir meno all’attenzione costante per gli altri. Si ritrova nei colloqui delle presentazioni cliniche una delicatezza che si astiene dal moralismo, una totale disponibilità al sintomo dell’altro. Si impara molto anche dalle lettere ai suoi cari: pur prendendo le distanze da convenzioni e convenevoli, Lacan rimane fedele ai significanti che ha ereditato, rispettoso dell’ordine simbolico. Vi si ritrova un chiaro corrispettivo nell’orientamento clinico: non c’è modo di separarsi dai significanti che ci hanno parlato, poiché questa continuità è costitutiva del nostro essere. Dalle descrizioni che ne offrono i familiari si forma un ritratto spesso contraddittorio: è talvolta un Lacan lontano, ritirato, che suscita tensione se non paura, e talvolta invece totalmente presente all’altro, capace di semplificare al massimo le relazioni. L’autenticità è indicata più volte come ciò che caratterizza il ricordo significativo che ha lasciato in coloro che lo hanno incontrato: un elemento fondamentale per tenere vivo il suo insegnamento.



