Giugno 2023
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Presentazione
“La scomparsa della cura”: è così che il Professor Didier Sicar, ex professore di medicina che ha presieduto il Comitato Etico Nazionale e una commissione incaricata di riflettere sul fine vita, ha nominato, nell’incontro che ci ha concesso, il reale con cui la medicina e coloro che la praticano hanno a che fare: vale a dire il modo in cui la gestione, i tagli di bilancio e l’abbandono della clinica a favore di una credenza sempre più marcata nel biologismo più ottuso (condivisa tanto dai medici quanto dai pazienti) hanno portato alla disgregazione dell’accoglienza dei malati.
Al punto che è al capezzale della medicina stessa, e di coloro che la incarnano quotidianamente, che è urgente guardare.
“Chi testimonia per il testimone?1, si interrogava Paul Celan, ossessionato dalla Shoah. Chi cura le malattie della medicina e di coloro che la praticano? È davvero il posto, se non la funzione, di coloro che esercitano la psicoanalisi?
È tutta l’attualità della questione che è stata oggetto, nel 1966, di una tavola rotonda su Il posto della psicoanalisi nella medicina. Oggi è urgente farsi insegnare da quel che Jacques Lacan vi sottolineava con tanta acutezza. Prima di tutto svelando fino a che punto la medicina è entrata nella “sua fase scientifica”2, ponendo i professionisti di fronte alla questione della loro “produttività”3, “richiesta nella funzione dello scienziato fisiologo”. In secondo luogo interrogando la questione scottante della domanda del paziente e della sua portata: “Qual è il limite entro cui il medico deve agire e a cosa deve rispondere?”. Come può, al giorno d’oggi, resistere a questo tira e molla che vira talvolta allo scollamento tra l’attesa di efficacia di pazienti sempre più informati e dall’altra parte l’esigenza di profitto economico? Quando non si tratta puramente e semplicemente della tentazione di lasciarsi trascinare dalle sirene di una medicina limitata alle sue evidenze, ai suoi risultati biologici, fino alla sua più estrema riduzione organica o neurologica?
Questo numero cercherà di mostrare quanto la psicoanalisi abbia più che mai un posto nella pratica della medicina, non in posizione di sapere dominante, ma in quanto l’analista, che conosce il peso delle parole e i loro effetti fisici, può contribuire, in molti modi e in molti luoghi della pratica, a garantire il mantenimento di uno scarto, che si riduce talvolta a umili interstizi in cui alloggiare parole che portano, nella loro percussione sempre singolare, ma che vibrano per ciascuno dell’impossibile che ci tocca in quanto parlanti, e che si tratta di sostenere.
Punti di forza
articoli di medici e praticanti della psicoanalisi che riflettono sulle condizioni di esercizio della clinica medica oggi, nell’epoca dei più avanzati progressi tecnologici nella pratica medica e del fenomeno della depatologizzazione nel mondo della cura.
testi di analisti sui recenti dibattiti sul fine vita, il diritto a morire con dignità e l’eutanasia per sofferenze psichiche.
interviste a due grandi specialisti: Didier Sicard, professore di medicina, ex presidente del Comitato Etico Consultivo Nazionale, e Stéphane Velut, neurochirurgo e autore di numerose opere sulla questione della gestione applicata al mondo della medicina.
una rubrica dedicata alle ultime opere teoriche e letterarie sull’argomento, nonché alle ultime pubblicazioni su questo tema nel nostro campo.
SOMMARIO
– Editoriale
Virginie Leblanc-Roïc, Malati loro malgrado
– Ciò che si intende in ciò che si vede
François Leguil, Clinica medica/Clinica psicoanalitica
Catherine Lacaze-Paule, In Silico: il corpo preso nell’imaging medico
Elise Etchamendy, Il taglio degno
Xavier Leguil, Le malattie della clinica
– Incontro con Didier Sicard
“Più si parla della cura, più questa scompare”
– Dal rifiuto di sapere al transfert incarnato
Guy Briole, Declino di un uomo di prestigio
Sarah Benisty, Medicina e psicoanalisi. L’orientamento lacaniano ieri e oggi
Laura Vigué, Ritardo diagnostico e tempo di sapere
Emmanuelle Borgnis-Desbordes, Autorizzarsi, in medicina
– Domanda o desiderio di morte
François Ansermet, Una morte prescritta
Geert Hoornaert, Eutanasia per sofferenza psichica insopportabile
Caroline Doucet, Il vivente, una svolta nella funzione della medicina
Georges Jovelet, Morire nel XXI secolo. Posto del suicidio e dei suoi equivalente nella persona anziana
Cyrus Saint Amand Poliakoff, “The pleasure-dome”
– Urgenze cifrate
Marie Laurent, Le malattie dell’ospedale
Cécile El Maghrabi Garrido, Godere di un diritto non è facile
Araceli Teixidó, La violenza contro i medici: un sintomo della medicina
Roberto Cavasola, I fallimenti della psichiatria contemporanea
Agathe Sultan, Politica psi: MonPsy et l’âne à liste
– Incontro con Stéphane Velut
La medicina di fronte al parassita di una nuova lingua
– Lingua Administratus Imperi
Vanessa Sureau, L’educazione terapeutica del paziente: le sfide di una demedicalizzazione della cura
Patricia Loubet, La depatologizzazione in tutte le sue forme
Pierre Ludovic Lavoine, La psichiatria e “Mister Google”
Marion Evin, Zona di guerra
– Semi-leggere
Ariane Chottin, “Fai tesoro del tuo desiderio”. A proposito di Mental e il Professor Yamamoto va in pensione, di Kazuhiro Soda
Marie-Christine Bruyère, Folle è la parola giusta ma solo al singolare
Philippe Lacadée, “Guarire” grazie a una scrittura che permette “una singolare felicità”
Dominique Corpelet, Lettura di Neurologia contro psicoanalisi, di Hervé Castanet
Sylvie Berkane Goumet, I nuovi guaritori
Mauricio Diament, Orientasi con i Primi Scritti di Lacan
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1 Libera traduzione di un verso di Paul Celan fatta da Yannick Haenel, posta in apertura del suo romanzo Jan Karski, pubblicato in italiano con il titolo Il testimone inascoltato, Guanda, 2010.
2 Jacques Lacan, Le Bloc-notes de la psychanalyse, n. 7, 1987, p. 19, pubblicato inizialmente ne Les Cahiers du Collège de médecine, n. 12, 1966.
3 Ib., p. 27.



