Presentazione:

Questo nuovo numero di Mental esplora le molteplici risonanze della figura del padre oggi, per mostrare l’uso che ne fanno quotidianamente le analizzanti e gli analizzanti che inventano nel dispositivo analitico una maniera di servirsi della loro versione del padre.

Dove sono i padri? È la questione che è stata sulla bocca di tutti negli ultimi mesi, dai programmi televisivi dedicati al tema proliferante della genitorialità, ai discorsi psicologizzanti, politici o sociologici volti a spiegare le recenti rivolte nei quartieri popolari: i padri dei quartieri difficili sono adulti che falliscono. I pari sono onnipotenti e i padri sono troppo assenti. Non ci sono più dei padri, rimangono solo papà. Poi c’è la sfilza dei cosiddetti padri “dimissionari”, quelli che sono “schiacciati dal loro lavoro”, i padri “umiliati”, i padri “lassisti”, i “mammi” o quelli che fanno gli “amiconi”.

Sul fronte opposto, invece, ci sono i padri “tossici”, i padri “severi”, “abusivi” e “violenti”,  sostenitori di un sistema che si baserebbe sul dominio degli uomini, dal padre al padrone, condensati in questo significante che segna la nostra epoca e ne designa l’insopportabile, il patriarcato. Senza dimenticare le sue peggiori incarnazioni, avatar dalla smorfie animalesche dei piccoli padri del popolo che oggi, con la loro gestualità, guidano sempre più nazioni.

Come possiamo cogliere un simile paradosso? Questo padre, di cui avevamo predetto la morte, come Dio, sarebbe una fenice che risorge continuamente dalle proprie ceneri? O al contrario occorre vedere in questo salto da un estremo all’altro, dal non abbastanza al troppo di padre, le due facce di una stessa medaglia in cui la figura paterna sarebbe resa tanto più consistente quanto più è vilipesa?

Queste sono le questioni che abbiamo messo al lavoro in questo nuovo numero, orientati da una lettura della nostra epoca in cui la lingua arde nelle nostre istituzioni e tra le pareti dei nostri studi, e dall’ultimo insegnamento di Lacan, al di là del padre freudiano, nel quale il padre diventa un significante qualsiasi che può contribuire a orientare la propria vita.

Punti di forza:

Estratti selezionati dall’ultimo Congresso Europeo dell’Eurofederazione di Psicoanalisi, Pipol XI, Clinica e critica del patriarcato: risonanze della figura paterna nella cultura e nella civiltà, e presentazioni cliniche sulla questione dell’uso del padre da parte di praticanti che esercitano in tutta Europa.

Testi di analisti sull’ultimissimo insegnamento di Lacan e la maniera in cui supera la versione freudiana del padre simbolico per mostrarne l’uso al di là di Edipo, senza cedere comunque alla necessità di fare legame in maniera diversa rispetto al riferimento al padre universale.

Due interviste a due grandi intellettuali, l’etnologo Pierre Lemonnier, sulle molteplici valenze dei rituali di iniziazione dei ragazzi da parte delle figure paterne tra i Baruya, in Papua Nuova Guinea. E la scrittrice Gwenaëlle Aubry, che non smette mai di andare oltre la narrazione autobiografica e il marchio del padre per mostrare la possibilità di accogliere l’altro in se stessa.

Una rubrica dedicata alle più recenti opere teoriche e letterarie sull’argomento, nonché all’eco del tema nella cultura.

SOMMARIO

Editoriale

Virginie Leblanc-Roïc, Dove sono i padri?

— Clinica e critica del patriarcato:

Jacques-Alain Miller, Il padre divenuto vapore

Guy Briole, Reinventarsi

Guy Poblome, “Raggiungere nel suo orizzonte la soggettività della sua epoca ”

Christiane Alberti, Risonanze della critica al patriarcato al di là dell’Atlantico

Éric Laurent, Il padre, contingente o necessario?

Clotilde Leguil, Il patriarcato e l’enigma della sottomissione

Gérard Wajcman, Dal padre al father

Camilo Ramírez, I nuovi sogni di risveglio assoluto

Olena Samoilova, Senza benedizione

Chahla Shafiq, Religioso, politico e patriarcato: l’esempio iraniano

— Usi e abusi contemporanei del padre:

Céline Poblome-Aulit, Da oscura autorità alla scappata

Thomas Van Rumst, Ciò che resta

Dalila Arpin, Felix mi ha adottato

Araceli Teixidó, Il patriarcato al posto delle parole mancanti

Isabelle Orrado, Lo sguardo del padre,

Matteo De Lorenzo, Fa il pazzo!

Xavier Gommichon, Un pedagogo senza pari

— Intervista a Pierre Lemonnier:

La Fabbrica dei Padri

— É-pater:

Laurent Dupont, Il progenitore, il padre e l’é-pater

Dominique Laurent, La contingenza delle eccezioni

Maurizio Mazzotti, Eccezioni delimitanti

Jacqueline Dhéret, La solitudine del significante-padrone

Alexander Stevens, La posizione del più-uno

Jean-Claude Encalado, Il posto del padre nel diritto civile

— Il padre in risonanza:

Aurélie Pfauwadel, Femminismo e “patriarcato” dei fratelli

Amelia Barbui, L’Italia, fucina di culture naturali per un totalitarismo fluido

Francesca Biagi-Chai, Cosa insegna la psicoanalisi sul femminicidio

Jocelyne Huguet Manoukian, Quando Babbo Natale fa sintomo

Philippe Lacadée, Non di dio, papaoutai

 — Incontro con Gwenaëlle Aubry:

“La tribù dell’infanzia si fida della lingua”

— Semi-leggere:

Virginie Leblanc-Roïc, Constance Debré, tutto contro il nome del padre

Mercedes de Francisco, Le “inclinazioni” del Padre

Sophie Charles, Gérard Garouste o rifiutare l’eredità dei padri

Clémence Coconnier, “Uccidere i leoni”

Dominique Grimbert, Lucia Joyce, folle fille de son père, di Eugène Durif

Tetiana Tsvelodub, Buon compleanno, papà!

Christina Simandirakis, Le mie vene sul fianco