Giugno 2024
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Riassunto
Le malattie della mentalità si distinguono dalle malattie mentali serie, come le qualificava Lacan. Riguardano quei “folli normali che costituiscono il nostro ambiente”, quegli inclassificabili che sfuggono alle categorie psichiatriche classiche. Tuttavia esse non costituiscono una nuova entità diagnostica, ma piuttosto un concetto che ci permette di cogliere una serie di fenomeni che, a seguito del declino dell’ordine sociale tradizionale, prendono piede nella clinica contemporanea: erranza, ricerca identitaria, ipertrofia dell’immagine e del narcisismo, fascino per il mondo virtuale e gli sviluppi dell’intelligenza artificiale.
Presentazione
La nostra malattia della mentalità
Con l’introduzione, alle Journées dell’École Freudienne de Paris del 1976, del termine “malattie della mentalità”, Jacques-Alain Miller ha individuato un fatto clinico essenziale, dal quale non abbiamo smesso di trarre insegnamento. Partendo dai detti di una giovane donna incontrata da Lacan nel quadro delle sue presentazioni di malati, propone di distinguere le malattie mentali nelle quali il soggetto ha a che fare con un Altro completo, e che sono per questo segnate dalla certezza, da quelle di quegli esseri che “non sono stati adeguatamente agganciati dal simbolico, e [che] conservano una fluttuazione, un’inconsistenza”1. Le malattie della mentalità permettono di rendere conto di una serie di fenomeni che si dispiegano nel registro immaginario, in soggetti per i quali è mancata l’iscrizione primaria nel discorso dell’Altro. Esse preannunciano dei rimaneggiamenti della dottrina analitica, aprendo la strada, in particolare, alla psicosi ordinaria che J.-A. Miller avrebbe concettualizzato anni dopo.
Tuttavia, la portata di questa formula si estende oltre il campo delle psicosi. La dimensione del mentale, che permette “l’adeguamento del fisico al mondo”2, esiste in tutti gli esseri dotati di sensibilità. Negli esseri parlanti, invece, il linguaggio e il narcisismo si interpongono, perturbando il mentale e l’adattamento all’ambiente. Dato che essi credono di essere gli autori delle loro parole e dei loro pensieri, dato che immaginano di possedere il loro corpo, la mentalità dei parlesseri li situa come fondamentalmente debili rispetto al reale. “Sono un po’ un teatro delle marionette”3, constata con lucidità Mademoiselle Boyer. In questo modo non svela forse quella che è la partita di tutti noi?
Se siamo tutti afflitti da una mentalità, coloro che ne sono malati ci mostrano che il simbolico, da solo, “non consente al soggetto di tenersi insieme”4, e che è il corpo a dare consistenza mentale al parlessere5. Quando qualcosa non va in questa relazione corporea, non mancano le conseguenze sulla possibilità di identificarsi, provare degli affetti e inscriversi nel legame sociale. Nella misura in cui la nostra epoca è quella dell’inesistenza dell’Altro, questi fenomeni sono sempre più diffusi nella clinica contemporanea. La psichiatria, da tempo caduta in un nuovo organicismo, non riesce a diagnosticare e trattare questi soggetti che si presentano come inclassificabili – anche arrivano spesso con le loro autodiagnosi. L’incontro con uno psicoanalista è una risorsa, se questi riconosce che la malattia della mentalità non prende sul serio la parola6 e riesce a elevarla oltre le chiacchiere.
Le malattie della mentalità ci aiutano anche a chiarire alcuni fatti dell’epoca. Il declino dell’ordine sociale tradizionale, dei suoi divieti e dei suoi ideali, accentua gli effetti di smarrimento e di erranza. Gli individui si trovano sempre più alle prese con le proprie modalità di godimento, che cercano allora da soli di inscrivere in un discorso per potersi inserire nel legame sociale. Assistiamo così, da una parte, a un’ipertrofia all’immagine e del narcisismo, e dall’altra alla ricerca di nuove nominazioni, che possono portare alla ricerca identitaria e a irrigidirsi in seno a comunità più o meno effimere. Coloro che faticano a inserirsi in un discorso possono essere condotti a fondersi in una massa, ad adottare la mentalità del gregge. Infine, il fascino per il mondo virtuale e per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale non indica forse che il parlessere sogna di liberarsi dalla propria mentalità, preferendo affidarsi alla macchina, che gli appare come “il miglior esempio di salute mentale”?7 Fantasma di un pensiero finalmente puro, liberato dalla disarmonia che intrattiene con il corpo, smentito dalla persistenza della nostra malattia della mentalità.
Punti di forza
- testi di orientamento che articolano i progressi teorici dell’ultimo insegnamento di Lacan e la clinica contemporanea
- testi che illuminano, grazie ai concetti analitici, alcuni fenomeni che attraversano la nostra epoca: predominanza dell’immagine, ricerca di nuove nominazioni che possono sfociare nella ricerca identitaria e comunitaria
- due interviste ricche di insegnamenti: una con Paul Bercherie, psichiatra e psicoanalista, che offre una prospettiva essenziale sulla crisi della diagnosi psichiatrica, e una con il linguista e specialista dell’intelligenza artificiale Thierry Poibeau, che fa luce sulla tentazione attuale di affidarsi alle macchine per liberarsi finalmente della mentalità umana
- una panoramica su come la letteratura classica e contemporanea, così come il teatro e il cinema, trattano il tema dell’erranza e dello smarrimento.
SOMMARIO
– Editoriale
La nostra malattia della mentalità, Alice Delarue
– Dall’adorazione del corpo al corpo sottratto
“Che cos’è questo corpo di cui si sente improvvisamente dotata?”. Attualità de Il rapimento di Lol V. Stein, Virginie Leblanc-Roïc
Soluzione di genere alla malattia della mentalità, Inga Metreveli
Avere un corpo: dallo specchio alla consistenza mentale, Paula Galhardo Cépil
– Incontro con Paul Bercherie
Le aporie della diagnosi psichiatrica
– Debilità e psicosi ordinaria
Dall’idiotismo alla debilità mentale, da Philippe Pinel a Jacques Lacan, Mathieu Siriot
La psicosi nell’infanzia: tra la mentalità e l’ordinario, Silvia Elena Tendlarz
Ci vuole un dire perché tenga, Enric Berenguer
La psicosi ordinaria è una malattia della mentalità?, Jean-Claude Maleval
Come può esistere la debilità?, Pascal Pernot
– Il ricorso all’analista. Casi clinici
Tenere la palla, Lieve Billiet
Un pittore, Araceli Fuentes
“Balbetto”, un caso di debilità in istituzione, Alessandro Siciliano
Un corpo in crisi, Raquel Da Matta Beauvais
Esplorare la materia di linguaggio, Ariane Fournier
– Masse, greggi e non-creduloni
L’essere nel gregge, Guy Briole
Gli aguzzini nazisti, una mentalità ordinaria?, Clément Fromentin
La mentalità, l’S1 e la certezza, Laurent Dupont
Tre modi di essere malati, Clément Marmoz
– Incontro con Thierry Poibeau
Gli inquietanti artifici della macchina
– Mentalità ex machina
La debilità mentale nell’era dell’intelligenza artificiale, Miquel Bassols
La macchina è il futuro dell’uomo?, Cécile Wojnarowski
“Funziono come uno smartphone”, Vicente Palomera
– Arti della mentalità
Il valoroso soldato Šveik: una metafora della debilità?, Théodora Pavlova-Cullard
Le metamorfosi di Opale. Su Le Caméléon di Elsa Agnès e Anne-Lise Heimburger, Eva Carrère Naranjo
Un lungo viaggio indietro o Sue, Anne Ganivet-Poumellec
Tutto tranne il vuoto, Hélène de La Bouillerie
Religioso, corpo e mentalità, a proposito di Gli occhi di Tommy Faye, Laura Ceccherelli
– Evento
“Lacan, l’esposizione”: l’arte interpreta la psicoanalisi, Dominique-Paul Rousseau
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1 Miller J.-A., Insegnamenti della presentazione di malati, in IRMA, La Conversazione di Arcachon. Casi rari: gli inclassificabili della clinica, Astrolabio, Roma 1999.
2 Miller J.-A., Salute mentale e ordine pubblico, in Introduzione alla clinica lacaniana, Astrolabio, Roma 2012.
3 Lacan J., Présentation de M.lle Boyer, in Miller J.‑A. & Alberti C. (s/dir.), ?, hors-série. Lacan Redivivus, Paris, Navarin, 2021, p. 119.
4 Miller J.-A., L’orientation lacanienne. Pièces détachées, insegnamento pronunciato nel quadro dell’insegnamento del Dipartimento dell’Università Parigi 8, corso del 1 giugno 2005, inedito.
5 Cf. J. Lacan, Il Seminario, libro XXIII, Il Sinthomo, Astrolabio, Roma 2006.
6 Cf. Miller J.-A., Insegnamenti della presentazione di malati, op. cit.
7 J.-A. Miller J.-A., Salute mentale e ordine pubblico.



