Editoriale
Con questo numero #55 la Newsletter Cartello riprende appieno la sua funzione. Non solamente proponendo testi di orientamento teorico sull’attualità del Cartello o in preparazione della prossima Giornata Nazionale Cartelli, ma presentando i “prodotti” dei cartelli in essere o da poco conclusi messi a disposizione della comunità per far avanzare la Scuola. Perché se vale Scilicet, “Tu puoi sapere”, indirizzato come auspicio e possibilità al singolo cartellizzante, vi è un Scilicet che vale anche per i lettori, che così possono conoscere la ricerca e il taglio personale che ciascun cartellizzante ha messo in campo rispetto al suo tema di lavoro. Perché “quattro si scelgono, per portare avanti un lavoro che deve avere il suo prodotto […] Nessun progresso si deve attendere, tranne la periodica messa a cielo aperto dei risultati come delle crisi di lavoro.” (J. Lacan, D’écolage). Ecco ora, messi a cielo aperto, i lavori di molti nostri colleghi. della dinamica del lavoro stesso, ma pubblicarne successivamente una sintesi è una possibilità insita in quella stessa richiesta di “messa a cielo aperto” di cui Lacan sopra ci parla. È nel ruolo del più-Uno sostenere tali produzioni e aiutare ciascuno a rielaborarle promuovendo la trasmissione di questo sapere all’interno della Scuola, così come il legame che ciascuno intrattiene con essa. Il lavoro della Scuola passa attraverso il cartello, che Lacan ha voluto fosse l’“organo di base […] della Scuola” (J. Lacan, D’écolage), nel senso che il cartello produce dei testi che a loro volta producono la Scuola. In questo numero, presentiamo l’elaborato teorico del nostro collega Nicolás Landriscini (ECF) sulla differenza tra transfert di lavoro e lavoro di transfert. Segue poi una “cartolina” speciale in vista della giornata di Napoli costituita da un inedito in italiano di Lacan dalle Journées d’étude sur l’hystérie a l’École freudienne de Paris (1973), cui fa seguito la riflessione di Silvano Posillipo, facente funzione di Responsabile cartelli a Genova, sul rapporto tra la funzione del più-Uno e la Scuola. Nel Cartello scrivere un proprio testo, leggerlo e discuterlo all’interno del piccolo gruppo fa parte della dinamica del lavoro stesso, ma pubblicarne successivamente una sintesi è una possibilità insita in quella stessa richiesta di “messa a cielo aperto” di cui Lacan sopra ci parla. È nel ruolo del più-Uno sostenere tali produzioni e aiutare ciascuno a rielaborarle promuovendo la trasmissione di questo sapere all’interno della Scuola, così come il legame che ciascuno intrattiene con essa. Il lavoro della Scuola passa attraverso il cartello, che Lacan ha voluto fosse l’“organo di base […] della Scuola” (J. Lacan, D’écolage), nel senso che il cartello produce dei testi che a loro volta producono la Scuola. In questo numero, presentiamo l’elaborato teorico del nostro collega Nicolás Landriscini (ECF) sulla differenza tra transfert di lavoro e lavoro di transfert. Segue poi una “cartolina” speciale in vista della giornata di Napoli costituita da un inedito in italiano di Lacan dalle Journées d’étude sur l’hystérie a l’École freudienne de Paris (1973), cui fa seguito la riflessione di Silvano Posillipo, facente funzione di Responsabile cartelli a Genova, sul rapporto tra la funzione del più-Uno e la Scuola.
Arrivano poi, last but not least, i testi dei cartelli: Alfonso Leo che studia la relazione tra realtà virtuali generate dall’IA e il reale; Emilia Cece sul rapporto tra psicoanalisi e letteratura, e Alessandro Siciliano che cerca di annodare fantasma, frase e godimento. Infine, una riflessione di Omar Battisti su cosa provochi un cartello. Un buon inizio e… BUONA LETTURA
NICOLA PURGATO Delegato Nazionale ai Cartelli
PAOLO ROCCO CIPRIANO Responsabile sito Cartelli



