Sonia Arribas, [1] 25 novembre 2022

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Ringraziamo Sonia Arribas che ci ha autorizzato a pubblicare il suo articolo in italiano

Unidas Podemos ha fretta di far approvare la Legge Trans entro la fine dell’anno. Attualmente, da un lato, i movimenti LGTBIQ+ stanno manifestando nelle strade affinché non ci siano tagli, dall’altro, numerose femministe stanno dichiarando la loro opposizione agli attuali articoli della legge.

Secondo il Disegno di Legge del 12 settembre 2022, per quanto riguarda i minori, si stabilisce che tra i 14 e i 16 anni essi potranno presentare la richiesta di cambiamento di sesso da soli – anche se assistiti dai loro rappresentanti legali e, in caso di disaccordo, sarà nominato un difensore giudiziario -. Quelli di età compresa tra i 12 e i 14 anni avranno bisogno di un’autorizzazione legale.

Pochi giorni fa sono stati registrati emendamenti di diversi partiti. Uno di questi, realizzata da Mas País y Equo, apre una strada affinchè i bambini sotto i 12 anni possano cambiare il proprio sesso. L’autodeterminazione di genere verrebbe concessa a coloro che hanno cambiato nome da due anni [2].

Jacques-Alain Miller ha sottolineato che “se si cancella ogni differenza tra il bambino e l’adulto, è il fondamento stesso della democrazia a essere messo in discussione” e aggiunge che gli psicoanalisti “non sono ancora abbastanza radicali” su questo punto [3].

Perché Miller basa la democrazia sulla differenza tra il bambino e l’adulto e perché dice che dobbiamo essere ancora più radicali?

Per iniziare a rispondere a queste domande farò una deviazione attraverso un articolo in cui Judith Butler – la critica culturale la cui filosofia è alla base della Legge Trans – si ispira alla psicoanalisi relazionale americana [4] per scrivere sull’età del consenso sessuale [5].

Sebbene l’autodeterminazione di genere e il consenso sessuale siano questioni diverse, entrambe sono collegate dalla questione del consenso del bambino. Acconsentire significa permettere a qualcuno di fare qualcosa a proprio piacimento, senza opporsi. L’autodeterminazione di genere della Legge Trans vuole permettere ai bambini di scegliere, decidere e agire liberamente riguardo al loro sesso-gender, senza interferenze da parte dei genitori o progenitori.

Per la psicoanalisi, il cambiamento di sesso e di genere e il consenso al sesso riguardano la sessuazione – la questione di come ogni soggetto si colloca rispetto al godimento, qualcosa che secondo Lacan non è di per sé culturale, anche se è influenzato dalla cultura. Dire che la sessuazione non è culturale significa dire che non può essere collettivizzata. Tuttavia, per Butler, l’autodeterminazione di genere/il cambiamento di sesso e il consenso sessuale sono due battaglie sociali, e quindi collettive, nella guerra culturale in corso, in cui qualsiasi categoria venga utilizzata può essere destabilizzata, contestata e criticata.

Quello che Butler cerca di dimostrare è che le leggi che stabiliscono un’età minima per il consenso ai rapporti sessuali fanno parte di un quadro giuridico che, in nome dell’“interesse del minore”, in realtà strumentalizza il bambino, mettendolo al servizio dei poteri politici e mirando a vari scopi sociali. Butler pensa alla regolamentazione del matrimonio e alla tutela delle prerogative genitoriali, mediche e disciplinari.

Se l’argomentazione di Butler fosse trasposta all’attuale dibattito sull’autodeterminazione di genere nei bambini, significherebbe che quando qualcuno parla di “interesse del bambino” e della sua protezione, in realtà lo sta strumentalizzando per i propri interessi. Così, ad esempio, la psicoanalisi lacaniana starebbe difendendo la sua quota di mercato della psicoterapia infantile, o starebbe sostenendo il patriarcato, o starebbe imponendo la “matrice eterosessuale” predominante nelle nostre società. Questa matrice è una versione del patriarcato che subordina, o addirittura esclude come inaccettabili, le relazioni non eterosessuali. Sarebbe una critica sulla falsariga di quanto Butler ha scritto sulla psicoanalisi in una serie di letture molto parziali e forzate di Freud e Lacan, che stravolge le parole di entrambi, e che prende le loro concettualizzazioni del fallico come riferite al fallo immaginario (il pene).

Nell’articolo Butler ricorda che in Francia nel 1977, al culmine del maggio ’68, ci fu un grande dibattito sul consenso dei minori ai rapporti sessuali. Foucault è stato uno dei personaggi che hanno firmato una petizione al Parlamento a favore dell’abolizione dell’età minima del consenso. Per lui l’istituzione di un’età minima era un tentativo di legiferare ciò che per definizione non è legiferabile, il sesso; e questa fissazione aveva la sua ragion d’essere in un’alleanza biopolitica tra istituzioni mediche e sistemi giuridici, priva di un reale interesse per il bambino e a favore di un’agenda eterosessuale. Tra gli altri intellettuali che firmarono vi furono Althusser, Barthes, Derrida, Rancière, Sartre, de Beauvoir, Lyotard, Deleuze e Guattari. [6]

Tra gli psicoanalisti, Françoise Dolto firmò, mentre Lacan non lo fece.

Butler sostiene che la frase “Il bambino ha acconsentito?” dovrebbe essere riformulata in modo da leggere invece “Il bambino è stato costretto a un discorso legale che si è rifiutato di sostenere ciò che il bambino dice?”. Foucault difendeva poi il diritto del bambino a dire ciò che voleva e considerava un “abuso” la mancata volontà di accettare che ciò che il bambino dice è vero. Per Butler si tratta di una sfera al di sopra del piano giuridico: il “diritto morale del bambino a parlare”.

Se dovessimo trasporre la domanda di Butler all’attuale dibattito sulla Legge Trans, la risposta sarebbe la seguente: il bambino è costretto a un dispositivo terapeutico alleato del patriarcato e dei poteri legali e biomedici che rifiutano di sostenere ciò che il bambino dice?

L’aspetto cruciale da tenere in considerazione è che, come Foucault e gli altri intellettuali francesi che all’epoca firmarono la petizione, Butler attinge alla psicoanalisi per sostenere la sua posizione. Che la vita sessuale sia impossibile da legiferare lo dice la psicoanalisi. E dobbiamo a Freud il riconoscimento del fatto che l’infanzia è attraversata dalla sessualità. D’altra parte, Butler sottolinea l’ironia del fatto che Foucault, così critico nei confronti della psicoanalisi, e Dolto, la psicoanalista, concordino su questo punto: riconoscere che il bambino deve essere ascoltato.

Si potrebbe rispondere a questo ragionamento dicendo che la psicoanalisi non propone semplicemente di ascoltare il bambino e di prendere per buone le sue affermazioni. Miller lo spiega nel suo intervento in Russia, così come la rivista La cause du désir [7], che dedica un volume alla questione, e cioè che l’ascolto non può prescindere dall’interpretazione. L’interpretazione non consiste nel credere al bambino o nel verificare ciò che dice, ma nel leggere ciò che sfugge all’intenzione della significazione, cioè punta al suo sapere inconscio.

Nell’articolo Butler si appella alla psicoanalisi relazionale senza citare alcuna fonte. Vuole dimostrare che nell’età adulta l’infanzia continua ad agire, nel senso che l’adulto non padroneggia mai il mondo parzialmente oscuro della sessualità e delle scelte. A un certo punto del testo Butler mette da parte il bambino e si concentra sull’adulto. Inizia quindi a inventarsi una sorta di psicoanalisi hollywoodiana del tipo più banale, con aneddoti di coppia e pettegolezzi di colleghi, colorati da numerosi cliché.

In un documentario sulla sua filosofia e sulla sua vita, disponibile su Youtube e intitolato quasi come un film, “Philosophical Encounters of the Third Kind” [8], Butler spiega Il genere in discussione a partire dalla sua esperienza personale. Racconta che la famiglia di sua madre, di origine ebraica, possedeva un cinema a Cleveland. In un’intervista ad Haaretz afferma che la maggior parte dei membri di quella parte della sua famiglia era stata uccisa nell’Olocausto [9]. I membri della famiglia sopravvissuti hanno cercato di assimilarsi alla cultura americana incarnando ruoli di genere esagerati.

Per Butler, il fallimento nell’impegno è più interessante del successo. Sua nonna divenne Helen Hayes, sua madre Joan Crawford, suo nonno Clark Gable. Nell’intervista al giornale spiega anche il suo interesse per il modo in cui il lutto, la malinconia e il dolore vengono trattati collettivamente – ad esempio, dopo gli attacchi terroristici al World Trade Center – come un modo per pensare a persone che “never appeared to us in pictures”. Qui c’è un equivoco: “non ci sono mai apparse in immagini/nei film”. Anche la sua teoria delle “cornici di guerra”, con cui i media inquadrano le vite che ritengono degne di lutto, tralasciando quelle che non lo sono, è caratterizzata da questa predominanza del visivo.

Butler sostiene che in età adulta non siamo mai pienamente consapevoli di noi stessi e autonomi, né sappiamo cosa stiamo facendo. L’autrice invoca la dimensione della fantasia per mostrare che il soggetto autonomo dell’Io è una fantasia liberale, e che rispetto al sesso non sappiamo mai veramente cosa facciamo, che a volte dice di sì per ragioni sconosciute – come l’amore e la sperimentazione – e che spesso tutto questo porta a danni e umiliazioni. Sostiene inoltre che il sesso può portare all’apertura di una scena traumatica per il soggetto, di cui non era a conoscenza e che ora lo fa soffrire. Infine conclude, e questo è il punto cruciale della precedente serie di fumetti, dove bisogna guardare: “forse l’opposto del soggetto del consenso non è il soggetto troppo giovane o troppo inesperto o qualcuno che è incompetente” perché “qualcosa dell’infanzia rimane nella sessualità adulta”.

Con questa affermazione Butler si rifà involontariamente all’idea di Wordsworth, utilizzata da Freud, secondo cui “il bambino è il padre dell’uomo”; cioè, che l’adulto è inconscio come il bambino, cosa che – come ha mostrato Lacan nel suo Seminario sull’etica [10] – era già stata formulata dal Romanticismo inglese nella sua esaltazione degli aneliti, degli ideali e dei ricordi dell’infanzia. Éric Laurent sostiene che questo era il modo in cui Wordsworth voleva salvare il padre. [11] E questa psicoanalisi hollywoodiana – che peraltro attraversa tutta la sua opera – non potrebbe essere il modo singolare in cui Butler vuole salvare il padre?

Dopo questa deviazione, torniamo alla Legge Trans. L’argomentazione utilizzata per abbassare l’età è simile a quella di Foucault nel 1977, poi ripresa da Butler, e oggi dai movimenti LGTBIQ+: il bambino deve essere lasciato libero di acconsentire, i suoi diritti umani devono essere rispettati, ed è un suo diritto morale che la sua parola sia presa come verità; una messa in discussione di questa parola è considerata un abuso.

Tuttavia, questo approccio non è privo di difetti. In un discorso tenuto al Congresso nel maggio 2021, Iñigo Errejón – uno dei più energici sostenitori dell’abbassamento del limite di età – ha parlato del modello di società democratica a cui aspira la Legge Trans. Dopo aver fornito esempi di problemi derivanti dal mancato cambio di sesso sulla carta d’identità – gli abusi a cui, a suo avviso, sono sottoposte le persone trans quando vengono trattate come malate – esclama, al culmine del suo discorso e rivolgendosi all’Aula: “Vi chiederò di votare e di legiferare come se aveste un figlio trans” [12], e da solo smonta la sua argomentazione appellandosi ai parlamentari non come cittadini, o come rappresentanti dei cittadini, ma come padri, madri o genitori.

La Legge Trans viene presentata come valida per tutti i cittadini perché contribuisce all’approfondimento della democrazia, in quanto concede diritti a persone che prima non ne avevano. Tuttavia, quando si entra nei dettagli, le argomentazioni dei suoi sostenitori, sulla scia di Foucault, cancellano la differenza tra il bambino e l’adulto in nome dell’universalismo dei diritti umani o della sfera eterea della morale. E poi, l’unico modo per recuperare qualcosa di quel bambino è, paradossalmente, attraverso la salvezza del padre: il bambino come padre dell’uomo (Butler), il genitore-rappresentante come garante ultimo (Errejón).

La FCPOL ha prodotto un rapporto [13] e un addendum [14] con le accuse e gli emendamenti al progetto di legge sui trans. La posizione della psicoanalisi nell’orientamento di Miller è quella di fondare la democrazia sulla differenza tra il bambino e l’adulto. E qui sta la sua radicalità: proprio nella differenza tra loro – senza riferimento al padre, alla madre o al genitore.

Traduzione: Adele Succetti

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[1] Ordinario di Filosofia alla Universitat Pompeu Fabra, Departamento de Humanidades. Socia de la Comunidad de Catalunya de la ELP.

[2] La Legge Trans chiama l’atto di cambiare sesso autodeterminazione di genere. Questo perché utilizza la parola “sesso” e la parola “genere” in modo quasi intercambiabile. Si ispira alla filosofia di Judith Butler nel concepire il sesso come un costrutto culturale, così come il genere. La Legge Trans chiama il sesso “sesso assegnato” per non riferirsi a quello biologico o anatomico. Butler usa i due termini a volte in modo intercambiabile, a volte con una barra tra i due. Se utilizziamo i tre registri, in Butler il sesso è ciò che si vede, ad esempio una maschera, un pene o un fallo immaginario (registro immaginario), mentre il genere è un ordinamento e una distribuzione culturale o sociale di posizioni, di solito quelle di dominatore e dominato (registro simbolico). Il registro del reale è assente dalla sua filosofia.

[3] J.-A. Miller, « Presentazione del n. 9 della rivista di psicoanalisi in Russia », disponibile qui : https://www.slp-cf.it/rete-lacan-n34-26-giugno-2021/#art_1

[4] La psicoanalisi relazionale, emersa alla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti, è un grande ombrello che mette in secondo piano le pulsioni freudiane e pone invece l’accento sulle relazioni interpersonali (quelle che si svolgono “nella realtà” e quelle che sono immaginarie). Prende concetti dalla teoria delle relazioni oggettuali e integra la psicoanalisi con studi trans, di genere, culturali, postcoloniali e persino con le neuroscienze. La sua idea di rievocazione immaginaria delle relazioni passate nel trattamento e con lo psicoanalista risuona con l’idea di performatività di Butler, nella sua assenza del registro del reale: “Relational Psychoanalysis”

[5] J. Butler, “Sexual Consent: Some Thoughts on Psychoanalysis and LawColumbia Journal of Gender and Law. Vol. 21, nº 2, 2011.

[6] « Lettre ouverte à la Commission de révision du code pénal pour la révision de certains textes régissant les rapports entre adultes et mineurs ». Archivi Françoise Dolto.

[7] La cause du désir, Nº 108, Vol. 2, 2021.

[8] “J. Butler, Philosophical Encounters of the Third Kind. Youtube.

[9] “J. Butler, As a Jew, I Was Taught It Was Ethically Imperative to Speak Up. Web: haaretz.com. 

[10] J. Lacan, Il Seminario, libro VII, L’etica della psicoanalisi, Einaudi, Torino, 1994, pp. 30-31.

[11] É. Laurent, El niño y su familia, Diva, Buenos Aires, 2018, p. 39. Laurent sottolinea che Lacan è andato molto oltre l’espressione “il bambino è il padre dell’uomo”; cioè, oltre il racconto della vita, l’aneddoto e la ricerca di scene traumatiche nell’infanzia. Dal Seminario X in poi, a differenza di Freud, Lacan isola non tanto la scena mitica o la “contingenza dell’accaduto”, ma “la struttura e il taglio legati all’oggetto parziale: taglio del seno, dello scibale, della voce e dello sguardo”, nonché la forma con cui il soggetto si estrae. Per Lacan, l’arresto sull’immagine è reale: il modo in cui il soggetto, vedendo la scena, è catturato, si estrae dall’emissione di una deposizione.

[12] “Errejón defiende la Ley Trans: ‘Les voy a pedir que voten como si fueran a tener un hijo trans’ “. Youtube.

[13] “Alegaciones y propuestas al anteproyecto de la Ley Trans-LGTBI enviadas al Ministerio de Igualdad del Gobierno de España”. Web: fcpol.org.

[14] “Adenda al documento de Alegaciones y propuestas de la FCPOL”. Web: fcpol.org.