Giuliana Zani, Membro SLP e AMP, Bologna, 15 febbraio 2023

_______

 

“Il reale potrebbe anche prender la briglia, soprattutto da quando ha l’appoggio del discorso scientifico”, preannunciava Lacan ne La Terza1. Questo numero di Mental si propone di mettere in primo piano le conseguenze di questa stretta alleanza tra scienza e capitalismo che continua a introdurre “un gran disordine nel reale”2 fino a minacciare la possibilità stessa della vita nel nostro pianeta. La produzione senza limiti di oggetti di consumo sta in effetti consumando le ultime risorse del pianeta anche in termini di ciò che lo rende vivibile, a questo bisogna aggiungere la mole impressionante di rifiuti che in questa catena si genera e che non sappiamo più come eliminare. Stiamo provocando effetti con conseguenze irreversibili nell’atmosfera, negli oceani e in tutto il nostro habitat: in pochi anni abbiamo modificato equilibri quasi immutati per millenni e siamo entrati nell’era, disordinatissima, dell’Antropocene nella quale fa ritorno ciò che abbiamo fin qui voluto ignorare.

Dedicare un numero di “Mental” a questi temi significa anche proporre un sapere che permetta di contrastare questo ‘voler ignorare’, di contrastare il diniego che fa chiudere occhi e orecchie davanti agli allarmi di quegli scienziati che vedono avvicinarsi il punto di non ritorno.

Ma significa soprattutto cercare negli interventi di Lacan delle possibili bussole per leggere e interpretare la nostra epoca caratterizzata sì, dagli effetti della volontà di godere a tutti i costi del parlessere ma anche dalla sua angoscia e dal suo smarrimento di fronte a un reale senza legge e a un Altro che non offre alcuna garanzia. Se, come afferma Lacan ne La Terza, il compito degli psicoanalisti è quello di contrastare il reale, per ogni soggetto, il compito è oggi quanto mai arduo e non può prescindere da una presa in conto del fatto che esso oggi stia ‘prendendo la briglia’.

Considero dunque questo numero un ulteriore ‘aggiornamento sul reale’ e una straordinaria messa al lavoro degli strumenti della psicoanalisi per non cessare di cercare di contrastarlo: una raccolta imperdibile, ogni analista vi traccia la propria via e offre una pista in più da seguire.

Si tratta di far uso del sapere della psicoanalisi su quei mezzi di produzione della soddisfazione che sono le pulsioni, sugli oggetti più di godere attorno ai quali si concentra il godimento e di tutto l’insegnamento di Lacan sul reale, per dare una versione lacaniana dell’ecologia considerando che, “all’epoca dell’Antropocene, l’ecologia riguarda il campo del godimento”3 ma anche la sussistenza dei corpi, dell’LOM.

Non si sprofonda nel senza speranza leggendolo, perché in ogni testo l’autore rinnova la propria convinzione che “la Cosa risponda agli effetti della parola”4.

_____

[1] J. Lacan, La Terza, in “La Psicoanalisi”, 12, Roma, Astrolabio, 1992, p. 21.

[2] J.-A. Miller, Il reale nel XXI secolo, Presentazione del tema del IX Congresso dell’AMP, https://wapol.org/it/articulos/

[3] G. Hoornaert, Ordre des ordures, in “Mental”, 46, 2022, p. 55.

[4] J.-A. Miller, Comment finissent les analyses, Navarin, Paris, 2022, p. 214.