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Un evento editoriale

Il 3 febbraio scorso, su France Culture,1 Jacques-Alain Miller è stato invitato a presentare quello che è stato definito “l’evento editoriale dell’anno”, in Francia, ovvero la ripresa, dopo dieci anni, della pubblicazione da parte della casa editrice Seuil dei Seminari di Jacques Lacan. Alla fine del gennaio scorso, è infatti uscito non un libro ma addirittura due vere e proprie perle: Il Seminario XIV intitolato La logica del fantasma 2 – Seminario che Lacan ha tenuto dal novembre 1966 al mese di giugno 1967 – e i Primi scritti 3 di Lacan psichiatra – un libretto che contiene alcuni scritti di Lacan degli anni ‘30, redatti prima di diventare psicoanalista. Il Seminario è stato stabilito da Jacques-Alain Miller mentre i Primi scritti, che contiene come prefazione un “Avvertimento” di J.-A. Miller, sono stati curati da un gruppo di colleghi dell’École de la Cause freudienne.

Per i lettori italiani di Rete Lacan, per invogliarli alla lettura, mi sono presa la briga di tradurre alcune parti significative dell’intervista-presentazione di Jacques-Alain Miller. Per cominciare, JAM sottolinea la peculiarità di questi due testi, che “sono letti come dei libri di oggi”. Si tratta, infatti, di libri che ci parlano ancora oggi, che ci permettono di orientarci nell’ascolto di quello che si dice oggi dentro lo studio d’analisi. “È un fenomeno singolare che non capita molto spesso”. Riguardo al titolo del Seminario, JAM specifica sin da subito che è “un paradosso, in quanto il fantasma rinvia all’immaginazione o all’immaginario mentre la logica è un’articolazione di simboli, che appartiene al registro simbolico. Sono due campi totalmente diversi”. Lacan, invece, li mette insieme producendo un effetto di sorpresa. La logica del fantasma, dice ancora JAM, “è come l’Arlesiana del Seminario. Lacan ne parla regolarmente, molto, ma questa logica non appare mai.” Ciò significa che Lacan lascia ai suoi lettori – come sempre – il compito di “ricomporre questa logica del fantasma”, di metterci del proprio.

Il fantasma, spiega poi JAM, “ha uno statuto triplice: anzitutto il fantasma come sogno ad occhi aperti, come ci sono Le fantasticherie del passeggiatore solitario, sono fantasticherie che si fanno in solitario, con consapevolezza e dirigendole a proprio piacere. Questo è il primo senso. Il secondo è più delicato, è il fantasma come mezzo di godimento e, anche in questo caso, di godimento solitario. È l’immagine o le immagini, il pensiero, la frase, lo scenario che suscitano e che accompagnano la masturbazione. Si tratta di un’esperienza nota a tutti. Il terzo, più complicato, è il fantasma inconscio, il fantasma considerato fondamentale che dà un quadro a tutta la vita mentale del soggetto e che si scopre nella clinica”.

Per spiegare, poi, la formula del fantasma (S/ <> a), JAM indica che “S/ è il soggetto spaccato dall’inconscio, se si crede all’inconscio. L’inconscio è costituito da pensieri in cui il soggetto non può dire je/io, per cui – come dice Lacan – io penso laddove non sono. La losanga, invece, segnala che il soggetto è affascinato, fissato all’oggetto piccolo a e che è, come dice Lacan, in fading. Come la voce può affievolirsi a poco a poco, il soggetto è affascinato da questo oggetto piccolo a.” L’oggetto piccolo a, che in psicoanalisi si chiama oggetto parziale, “è un oggetto derivato dal corpo e che concentra la parte più intensa del godimento. Freud ha trovato due di questi oggetti: l’oggetto orale e l’oggetto anale. Lacan ne ha aggiunti altri due: lo sguardo e la voce. Lo sguardo è particolarmente messo in valore nella psicosi, in cui il soggetto si vede sorvegliato da ogni luogo, ed è presente anche in quella che Freud chiamava perversione. Lo stesso Sartre ha preso l’esempio del voyeur. Anche la voce è messa in valore nella psicosi, in cui il soggetto può sentire voci nella propria testa, che gli parlano; a partire da questo la funzione della voce è più estesa. Da ultimo c’è il fallo, ma, per l’appunto, Lacan dice il contrario, e cioè che non c’è oggetto fallico (per questo scrive -phi) perché il fallo è colpito dalla castrazione, che è abbozzata dalla detumescenza dell’organo dopo il suo godimento.” Per quanto riguarda la logica, che è un insieme di simboli fuori senso, JAM sottolinea che “è qui che il metodo di Lacan si fa vedere, ricomponendo le reti di catene dette significanti che sono catene di simboli fuori senso”. Benchè la psicoanalisi non sia una scienza, dice JAM, “Lacan inventa una simil algebra per mettere in formula i principali concetti freudiani. Lo abbiamo visto con il fantasma […] e in questo Seminario Lacan dice qualcosa di fondamentale e cioè che non si può mettere in formule l’atto sessuale”.

Interrogato sulle differenze tra la fine analisi in Freud e in Lacan, JAM ha fatto notare che già in Freud la fine della cura coincideva con il permanere dei cosiddetti resti sintomatici. Lacan “ha battezzato questi resti con il nome di sinthomo. Sinthomo è una grafia antica di sintomo, di cui dice che è la fine dell’analisi. Trasforma i resti sintomatici dicendo che è un modo particolare di sinthomo su cui non si viene a capo, che è sempre lì. Si potrebbe dire che la delucidazione finale, che però bisogna aver provato (non basta dirla), è la percezione che non c’è norma sessuale. Vale a dire che, nel reale e nell’inconscio, non c’è nessuna norma che è presente per quanto concerne il sesso”. A differenza degli animali che hanno un partner specificato, e per i quali si potrebbe scrivere il rapporto tra maschile e femminile, per gli esseri umani, dice JAM, “non c’è norma sessuale, per ritrovarcisi ci sono norme sociali al suo posto, che vi dicono cosa si deve fare con il sesso e quale è il buon modo di godere. È il principio del razzismo: il razzismo non può sopportare il modo di godere dell’altro. Laddove ci sono norme sociali, ci sono ovviamente delle anti-norme, del fuori norma sociale, che fanno parte dello stesso sistema. Ma che ci siano uomini e donne, non è una norma sessuale, non è una norma sociale, è un fatto che è relativo a una scienza che si chiama biologia.”

La logica matematica, che Lacan utilizza nel Seminario XIV, gli serve anche per cogliere quello che Lacan chiama “reale”. Essa, infatti, permette di fare delle dimostrazioni di impossibilità e, come dice JAM, “il paradosso di Lacan è che per lui l’impossibile è il reale.” Per spiegare questa articolazione complessa, JAM fa riferimento a una formula che gli è uscita durante un’intervista fattagli da Charlie Hebdo: il reale, aveva detto JAM, “est quand on se cogne”, è quando si va a sbattere e non ci si può fare niente. A questo JAM aggiunge che “il reale, come dice Lacan, nonostante quello che sostengono i teorici del genere oggi, è che ci sono solo due sessi: gli uomini e le donne… e, aggiunge in modo ironico, a cui ci si ostina ad aggiungere gli alverniati ed è un errore. Il due è fondato su quello che ci insegna al microscopio la biologia. A livello dei gameti ce ne sono due: per l’uomo lo spermatozoo e per la donna l’ovocito; a livello dei cromosomi c’è il famoso cromosoma xx per le donne e xy per gli uomini”. Questo è un reale della biologia, come dice JAM, “non è il reale nel senso di Lacan. Già per Freud, ad ogni modo, in psicoanalisi non si riesce a definire il maschile e il femminile, c’è un’indeterminazione; ed è precisamente in questo senso che è possibile produrre tutta una gamma di posizioni soggettive e di modi di godere che oggi si chiama il genere”.

Trascrizione: Adele Succetti    


[1] L’intervista, in francese, è disponibile qui: https://www.radiofrance.fr/franceculture/podcasts/l-invite-e-des-matins/lire-lacan-aujourd-hui-1515690

[2] J. Lacan, Le Séminaire, Livre XIV, la logique du fantasme, Texte établi par Jacques-Alain Miller, Seuil & Le Champ freudien, Paris, 2022 ; disponibile qui : https://www.ecf-echoppe.com/produit/la-logique-du-fantasme/

[3] J. Lacan, Premiers écrits, Éditions du Seuil, Paris, 2022 ; disponibile qui : https://www.ecf-echoppe.com/produit/premiers-ecrits/

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