Aurora Mastroleo, partecipante SLP, Milano, 7 Aprile 2023

_______

L’inconscio, è la politica1, è oggi uno slogan trito e ritrito oppure è ancora un aforisma in grado di incidere?

Ascoltando l’acceso dibattito della Giornata organizzata da FIPA2 dal titolo Come migliorare la posizione del soggetto. Effetti terapeutici, effetti analitici3, sono rimasta sorpresa, ancora una volta, dalla presa sociale che la psicoanalisi causa grazie al lavoro rigoroso delle molteplici istituzioni cliniche presentate. E infatti, la giornata si apre sotto gli auspici di Michèle Rubirola, prima donna sindaco di Marsiglia e militante impegnata nelle questioni inerenti il disagio sociale e mentale.

Nelle conclusioni del Direttore della Giornata ricorrono alcune parole che la voce di Hervé Castanet fa risuonare nella sala marsigliese affollata, e via etere fino al divano di casa mia.  Dice: “Continuons le combat”… Continuamo, non è l’imperativo dell’ingiunzione, del comando,  ma l’invocativo proprio dell’incoraggiamento … ed è proprio questo l’effetto prodotto nella sala che, infatti, risponde con un scrosciante applauso. “Le combat”, la battaglia… il discorso ripete questo significante senza indugiare in sinonimi, insiste su le combat: incisivo! Incuriosita, faccio qualche ricerca. Slogan del ‘68 parigino: “C’est ne qu’ un début, continuons le combat”, letteralmente: “Non è che l’inizio, continuamo la battaglia”. Dunque, Castanet incoraggia a proseguire la battaglia. Quale?

Accenna con poche frasi che si tratta della battaglia contro “l’eradicazione della psicoanalisi dalle istituzioni”, cioè dall’università, dalla sanità, dalla psichiatria, ed io aggiungerei pure dalla scuola dell’obbligo. Eradicare: solido intento della modernità a noi più prossima, eliminare quelle radici da cui può germinare la soggettività. É primavera e la botanica è una metafora che ben si presta.  La soggettività dell’epoca contemporanea attecchisce nelle radici sottili e nodose del desiderio dell’analista? Toccherà allora incarnarlo, almeno un pò. E ancora: non siamo alle prese oggi con dei diserbanti, veleni infusi nell’atmosfera, ma con una vera e propria falce che ha di mira la radice, la eradica appunto. C’è una battaglia possibile quindi, le cui sorti dipenderanno, forse, dalla responsabilità collettiva? … da non scordare.

Un’altra considerazione arriva potente via etere fino al divano di casa mia. Sempre parole, significanti che si ripetono, e per fortuna, dato che alle orecchie italiche – come le mie – sfuggono i giochi di parole francofoni. Questa volta è la voce di Éric Zuliani a ribadire che per migliorare la posizione del soggetto oggi è fondamentale restituire alla soggettività contemporanea il suo “être de noblesse” contro “la corruzione de l’une bévue”. Colgo vagamente il riferimento al titolo del Seminario XXIV, impronunciabile4. Facendo un’altra piccola ricerca capisco che Lacan indica una possibile corruzione dell’unbewusste freudiano… l’inconscio freudiano, il quale,  è preso per omofonia per une bévue, una svista, tali e quali sono le formazioni dell’inconscio5. Questo richiamo sembra importante.

Dunque, L’inconscio, è la politica non sarà ristretto a banale slogan tra gli altri se la collettività della psicoanalisi – costituita da coloro i quali intrattengono un rapporto con la causa del desiderio analitico –  continuerà a muovere le proprie mosse nella battaglia contro la corruzione dell’inconscio in difesa dello statuto “di être de noblesse” per la soggettività contemporanea. Retorica? No, non si tratta di un qualsivoglia appello ad un generico umanesimo contro l’abbruttimento del progresso. Si tratta invece di operare nell’attualità e distinguere la psicoanalisi – e le sue applicazioni cliniche – dalla velenosa corruzione della terapeutica che ambisce all’adeguamento dei singoli alla domanda del legame sociale contemporaneo da cui si vorrebbe epurare l’inconscio.

L’insegnamento che il dibattito clinico rigoroso della Giornata marsigliese ha trasmesso si radica saldamente ad un desiderio combattivo e collettivo. E allora: “l’inconscio è la politica, continuiamo la battaglia”… ne va solo del futuro della psicoanalisi per le nuove generazioni. E anche questo potrebbe risultare solo uno slogan, chiacchiera trita e ritrita. A Marsiglia, però, non è stato così.

_____

[1] J. Lacan, Le Séminaire. Livre XIV. La logique du fantasme. Seuil, Paris 2023, p. 317.

[2] FIPA, Fédération des institutions de psychanalyse appliquées. Nel 2003, per contrastare l’ondata di valutazione e scientismo che travolgeva la Francia e per promuovere l’efficacia della psicoanalisi, l’ECF ha creato a Parigi il primo Centro Psicoanalitico per le Consultazioni e il Trattamento (CPCT) che offre un trattamento psicoanalitico gratuito, di durata limitata, aperto a tutti. Negli anni l’esperienza si è diffusa dando la nascita a molte istituzioni analoghe in Belgio e in tutta Europa, confluite nel 2015 nella costituzione della Federazione. La Fipa oggi riunisce 15 CPCT e 18 istituzioni guidate da professionisti legati alla psicoanalisi lacaniana e alla causa analitica.

[3] https://www.causefreudienne.org/evenements/journee-fipa-2023/

[4] J. Lacan, Le Séminaire. Livre XXIV. L’insu que sait de l’une-bévue s’aile à mourre (1976-1977)

[5] R. Tremante (a cura di) “L’inconscio, una svista” ed. Seb27, Torino, 2020.