Laurent Dumoulin, membro ECF e AMP, Parigi, 26 aprile 2023

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Non ho preparato un testo, non sapevo che se ne dovesse preparare uno. Darò qualche punto, quindi, rispetto al documento sulla Politica per i giovani dell’AMP che mi sono sembrati interessanti. La prima osservazione che mi è venuta l’ho messa in relazione con l’incontro che c’è stato, nel 2022, in seno all’AMP con tutti i Presidenti della Scuole sulla questione dei giovani. Mi è sembrato, dopo quell’incontro, che la questione dell’età in quanto criterio numerico era un criterio delicato. In quella conversazione ci sono state due prospettive sull’età. La prima prospettiva è stata la prospettiva di Jacques-Alain Miller. Per Jacques-Alain Miller, dopo i 35 anni si è vecchi. E invece l’altra prospettiva era quella del nostro collega argentino Jorge Chamorro: prima di 40 anni non si è psicoanalisti. E questo è stato molto importante per me perché a quell’epoca io avevo 39 anni. Quindi ero vecchio ma non ancora psicoanalista. E quindi questo per ricordare che l’età in quanto criterio numerico ci ricorda che la verità è sempre menzognera.

E quindi ora rispetto al documento dell’AMP sui giovani.

Il primo significante che mi ha segnato leggendolo è stato il significante “scommessa”. Viene segnato appunto che non c’è una scommessa sui giovani. E questo mi sembra importante perché nella psicoanalisi l’atto psicoanalitico ha a che vedere in qualche modo con la scommessa. Ha a che vedere con la scommessa perché i risultati, gli effetti, non sono prevedibili. E quindi mi sembra importante ricordarlo perché nell’ammissione di nuovi membri non si sa che effetti produrrà. Per ogni ammissione non si sa, c’è un’incognita. Se si vogliono fare delle ammissioni senza scommessa bisogna passare a delle ammissioni con dei membri garantiti. E questa mi sembra una difficoltà, non è per niente affine al discorso psicoanalitico: dei membri garantiti.

Il secondo punto riguarda i criteri di ammissione. Ho trovato molto importante che in questo documento ci siano dei criteri fissi e dei criteri variabili. Quello che è fisso è essere in analisi ed essere in controllo. Quello che è variabile invece sono le pubblicazioni, gli interventi, le funzioni che si sono svolte dentro una scuola. Mi sembra importante che si sia fatto emergere questa differenza in questo documento, perché mi sembra che faccia emergere la suddivisione tra formazione psicoanalitica e gli effetti di formazione psicoanalitica. Le pubblicazioni, gli interventi, le funzioni che si svolgono dentro una Scuola sono degli effetti della propria formazione. E un’altra cosa che mi sembra importante rispetto ai criteri è che c’è il curriculum vitae, ma c’è anche il colloquio. C’è anche il colloquio che appunto, almeno nell’ECF, si ha con il Presidente della Scuola. Non c’è solo il curriculum vitae. E mi sembra che in questo colloquio il Presidente della Scuola abbia il compito di intendere quello che si dice tra le righe. Mi sembra che in questo colloquio quello che è importante è che si possa intendere gli effetti che ha avuto la propria analisi sulla formazione del candidato. Questo non si scrive né nel c.v. né nella lettera di richiesta di ammissione. Questo si intende nell’enunciazione.

Il terzo significante che mi è sembrato interessante è il significante patto. Si conclude un patto tra il nuovo candidato e la Scuola nella forma del membro condizionale o sotto condizione. Un patto non è un contratto. Un patto rinvia invece al patto di parola, quindi alla dimensione del malinteso che ha a che vedere con il significante che ha un effetto di divisione sul soggetto. Mentre il contratto rinvia al soggetto di diritto non al soggetto del significante.

Quindi mi sembra importante che se c’è una scommessa che viene fatta in un’ammissione condizionale, sotto condizione, questa scommessa sia posizionata nel registro di un patto di parola.

L’ultimo punto che vorrei sottolineare è la fine del documento quando si parla della psicoanalisi in intensione e psicoanalisi in estensione. Si è notato che i giovani si interessano alla psicoanalisi in intensione, alla formazione dello psicoanalista, alla cura analitica. E quindi potremmo anche riprendere quello che ha detto Laura che i giovani si interessano alla clinica. Ma è importante notare che i giovani si interessano anche alla psicoanalisi in estensione e c’è un interesse riguardo al modo in cui gli psicoanalisti interpretano il disagio della civiltà. E c’è un interesse per il discorso psicoanalitico che non è il discorso del padrone. È anche vero che ci si interessa alla psicoanalisi perché non ci si ritrova, non si è d’accordo con il discorso del padrone contemporaneo.

Questi erano i punti che volevo sottolineare.

Trascrizione di Omar Battisti

Traduzione di Adele Succetti