Erick Gonzalez, Membro ELP e AMP, Barcellona

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Il documento porta allegria in colleghi sensibili all’idea che “La storia della psicoanalisi – come ha detto Jacques-Alain Miller nel Banchetto degli analisti – sta nel futuro”.

Ho sempre vissuto la mia vita in un tempismo ritardato. L’analisi non mi ha permesso di recuperare il tempo perduto, ma mi ha permesso di smettere di perderlo. In quello che è quasi un Witz oggi mi trovo ad aver anticipato questa Nuova Politica per i Giovani che leggiamo ora, quando mi presentai – per alcuni colleghi un po’ troppo presto – ad assumere una certa responsabilità nella Scuola.

È stato un sollievo ricevere questa specie di testo-partner, che per me è venuto ad occupare un posto da quando, negli ultimi mesi in cui ho assunto la direzione della Comunità della Catalunya della ELP nel dicembre 2022, mi trovavo nelle sabbie mobili. Oggi in questo posto c’è questa bomba. Non meno inquietante.

Ma come avanzare un ben-dire sull’età, sulla topologia del bordo costituita da questo punto in cui alcuni si precipitano al cuore di una causa, pochi, da quanto abbiamo visto nella prima tabella che ci espone il documento, e altri, i più, si tengono fuori, o restano inibiti, guardandolo a distanza. Collaborando, ascoltando, leggendo, studiando, formandosi, vedendo i giorni passare, senza che nessuno ne dica qualcosa, senza dirne molto, come Dracula rinchiuso sulla soglia di un palazzo, senza poter entrare, perché non è invitato.

Sangue nuovo! Si può leggere tra le righe di questo piccolo testo eretico, elaborato in modo inedito, al cuore stesso dall’AMP. Quindi, entusiasmo. Ha l’effetto paradossale che il rinnovamento si produce direttamente già in quelli che invitano.

Per caso, c’è qualche problema con il fatto che i giovani si prendano il tempo per leggere Lacan, per capirci qualcosa, per conoscere come funziona la Scuola, l’Istituto, la rete delle Biblioteche, del Campo Freudiano, la Fondazione, per collocarsi tra l’estensione e l’intensione, per snocciolare il transfert analitico dal transfert di lavoro, per accedere ai testi istituzionali, oltre a quelli che costituiscono il sapere a cui ci riferiamo? Per caso, c’è qualche problema con il fatto che quelli che si avvicinano, partecipano, collaborano, in compiti di servizio per la casa, dell’Oikonomos, come lo chiamano i greci, della sua diffusione e logistica?

“La peggior cosa della vecchiaia è rimanere giovane”. Ha ricordato JAM nella conversazione su Polemica politica, citando Oscar Wilde e Il ritratto di Dorian Gray. E ha aggiunto: “Si conservano i desideri e gli interessi della gioventù, ma non si hanno esattamente gli stessi mezzi per soddisfarli”.

Allora questo fatto della civiltà di Draculizzazione, di Peterpanismo, di Doriangreismo, non giustifica la tabella che incontriamo nel punto 2 della “Nuova Politica per i Giovani”. Per riuscirci è servito uno sforzo di prudenza bloccata, di non invito, di estrema cura, e confondere posti con numeri. Questo lo si legge ora. Ovvero quando è possibile. Allora, benvenuta nuova politica.

Ebbene, le sue proposte saranno effettive? Non sappiamo. Lo stesso documento ci propone, al punto 5, che rivedremo la questione come sarà tra un anno. Ma non perdiamo alcune “chiavi del passato” come lo stesso JAM aggiunge nel Banchetto: “La storia della psicoanalisi sta nel futuro! Anche quando la si vive oggi e le chiavi stanno nel passato!”.

Cosa ho incontrato quando ho iniziato a rivedere i testi istituzionali, gli annuari, le allocuzioni, prima di presentarmi al Consiglio Direttivo della mia comunità? La verifica dell’immenso lavoro che comporta assumere questa responsabilità nella Scuola, ma anche gli effetti di formazione che quest’implicazione soggettiva apporta a coloro che si confrontano direttamente con quell’avere a che fare quotidianamente con quello che non va, con il nostro reale, con lo scontro, la discordia, quello che implica avere molto lavoro da fare e poco potere, con il decompletamento che produce la permutazione, eccetera.

Allora, quello che è stato in passato, la possibilità di raccogliere questi effetti di formazione in un percorso molto lungo dinanzi, per coloro che assunsero compiti di responsabilità, che si misero a lavorare rapidamente, fin da subito, dato che non c’erano altre opzioni, per caso oggi non si può considerare che quanto è stato promosso finora è che questo livello di implicazione arriva molto tardi, così che, il cammino per arrivarci non è tanto fruttuoso per la Scuola stessa.

I tempi sono cambiati, ma c’è qualcosa del reale del corpo, e del reale del tempo che è qui. Credo che dobbiamo ridurre il dibattito sulla soggettività dei percorsi, del tempo di ciascuno, questo è già in gioco, per puntare all’agitazione, all’invito, come dice lo stesso testo: in modo proattivo e volontaristico. Bene. Ora vi ho letto la mia lettera d’amore alla nuova politica. Dunque, adesso alcune domande.

Il punto 4. Quando si fa la diagnosi, diciamo, della “radice del problema”, questa è centrata sull’ammissione. Siamo assolutamente certi che la questione si colloca in questo margine? È applicabile a ciascuna delle Scuole? Non sono molti i casi nella Comunità della Catalunya di quelli che hanno fatto domanda di ammissione e hanno ricevuto un no come risposta. Sono alcuni, ma non tanti.

È sicuro che questo invito potrebbe avere effetti di avvicinamento, che fino ad ora non ci sono stati. Forse, già di per sé, con questo documento sul tavolo potremmo azzardare che non continueranno gli stessi automatismi presenti fino ad ora, specialmente in certe Scuole in cui si è prodotto, direttamente, uno spauracchio dovuto all’avvicinamento dei giovani.

Altro punto. Il 6. Sui membri sotto condizione. Forse è il punto che avrà procurato più scompiglio e resistenza tra i membri, compreso i non membri della Scuola. Credo sia necessario ampliare la questione posta di passaggio sul lavoro nella Scuola (nello “Spirito dell’Atto di Fondazione” di Lacan), e alcune righe dopo si enumerano le forme di queste condizioni, presentando lavori, in giornate, seminari, lavoro di cartelli. La questione è che questi sono requisiti per i membri fin dall’inizio. In generale. Nella Scuola si lavora. È fatta per svegliare, non per dormire. Sappiamo che si dorme. Ad ogni livello. Allora, quello che si chiede in questo paragrafo, è ciò che si chiede a qualsiasi membro. Non vi sembra che qui la questione interessante è quella di una possibile maggior apertura all’entrata? Non vi pare che qui la cosa più importante è che attraverso questo invito fatto direttamente ai giovani, si invia una provocazione ad ogni membro, dicendogli che è opportuno replicare questo invito nei suoi spazi di lavoro, di incontri con altri, con quelli provocati ai bordi?

Ultimo punto, e forse uno dei più importanti. Al punto 7 sono destinate 4 righe per dire qualcosa in merito agli AME. In una forma molto delicata. Forse è il punto più delicato della nuova politica. Ma, cosa si dice qui? La mia domanda è: anche l’età degli AME nominati è invecchiata? Direi di sì ma non ci sono statistiche su questo punto. È da rivedere. E sono gli AME quelli che designano i passeur. Il punto di massima sovversione pensato da Lacan per la sua Scuola, in linea con qualcosa che ha detto Miller nella conversazione su Polemica politica: “La lotta più grande di Lacan per imporre la passe [aveva come obiettivo] privilegiare i giovani”.

Qui c’è un paradosso. Invecchiamento degli AME. Invecchiamento del dispositivo della passe. Perdita della lotta per privilegiare i giovani.

Grazie!

Traduzione: Omar Battisti