Credere è il tema scelto dalla redazione per questo numero prenatalizio di Rete Lacan.
L’essere parlante, infatti, anche quando non lo sa, non fa che credere – a Dio, a una donna, alla scienza, al destino, a quanto si dice in tv, ai complotti, ecc… e, perché no?, anche a Babbo Natale.!
Nel suo Seminario III, Lacan sottolinea il legame importante tra la credenza e Babbo Natale. Come lui dice: “Siete tutti, e io con voi, inseriti nel significante maggiore che si chiama Babbo Natale. Con il Babbo Natale funziona sempre, e dirò di più, funziona bene”. La parola stessa, infatti, istituisce il luogo dell’Altro e, di conseguenza, la credenza nell’Altro, come Alfredo Zenoni sviluppa ampiamente nel suo intervento.
In ricordo di Hebe Tizio, collega spagnola che ci ha lasciati da poco, ricordiamo queste sue parole, fondamentali per quanti credono nella psicoanalisi e nel lavoro di transfert che crea una Scuola:
“Credere in quello che diciamo ha effetti nel corpo, in questo senso conversare, insegnare, regola e, quindi, civilizza. […] Credere nella psicoanalisi come sintomo è credere che si possa parlare su questo e che vorrà dire qualcosa per il futuro di questo discorso. Questo è il transfert di lavoro e l’amore sempre necessario.”
Buone vacanze e arrivederci al 2024!
La Redazione di Rete Lacan



